In questo sito possono essere usati cookie per garantire una ottimale fruizione dei suoi servizi.

Italian Wines and Spirits
Menu

Select your language

Select your language

Il sistema informatico di ITALIANWINESANDSPIRITS.COM  e ENOPRESS.IT  ci consentono di ricevere e pubblicare i comunicati in tutti i loro elementi: testo, foto, immagini, link, video, ecc. Per agevolarne l'inserimento si prega di seguire questi SUGGERIMENTI

 

WINE PARIS SI CONFERMA LA FIERA INTERNAZIONALE DEL FUTURO


Grande entusiasmo tra i produttori italiani presenti a Wine Paris
, la fiera parigina alla sua quarta edizione, che si è svolta a Parigi dal 9 all’11 febbraio al centro espositivo Paris Porte de Versailles registrando una presenza italiana record con

Il dibattito dal titolo: “Cosa cambia perché nulla cambi – Capitolo 2” riunisce istituzioni, produttori storici e nuovi artigiani per avviare un confronto sul futuro del Vermouth nei prossimi cinque anni, affrontando i temi della sostenibilità, dell’evoluzione dei mercati internazionali e delle strategie di esportazione del brand Torino nel mondo.

Intervengono:

Guido Bolatto, Camera di Commercio di

 
CON PRIMANTEPRIMA E BUYWINE 2026 RIFLETTORI SULLE ECCELLENZE REGIONALI TRA SOSTENIBILITÀ E NUOVI MERCATI

Venerdì 13 febbraio al Cinema La Compagnia di Firenze “PrimAnteprima” apre la Settimana delle Anteprime. L’11 e 12 marzo alla Stazione Leopolda al via BuyWine Toscana, la vetrina internazionale BtoB del vino Made in Tuscany che

Le cantine scoppiano di bottiglie. Il vino si aggrappa all’export

Le cantine scoppiano di bottiglie. Il vino si aggrappa all’export

In giacenza, si legge,  c’è l’equivalente di quasi due anni di vendemmia. La filiera apprezza gli accordi con India e Sudamerica, ma servirà tempo perché abbiano impatto sui conti. E si torna a ragionare di ridurre la

ExportUSA New York, Corp.

L’autogol dei dazi di Trump

Articolo di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**
 
 
 
Chi paga per i dazi di Trump? Negli Stati Uniti si rivelano sempre più un vero autogol. Lo evidenzia in uno studio l’autorevole “Kiel Institute for the world economy”, centro di ricerca tedesco tra i più prestigiosi