"PUNTARE SUL BIO PER ABBATTERE INQUINAMENTO E TUTELARE SALUTE DEL PIANETA" - "La Giornata della Terra non può essere solo un appuntamento sul calendario, ma deve trasformarsi un momento di seria e attenta riflessione sullo stato di salute del nostro pianeta. Non possiamo pensare che guerre e crisi sanitarie non abbiamo gravi ripercussioni anche sulla crisi ambientale che stiamo vivendo, anzi subendo". -
E' quanto dichiara Giuseppe Romano, presidente dell'Associazione Italiana di Agricoltura Biologica (AIAB) in occasione della Giornata mondiale della Terra che si celebra oggi.
"Non possiamo nascondere che il nostro pianeta - aggiunge Romano - è sempre più in difficoltà perché sfruttato e inquinato da produzioni industriali che devono soddisfare i bisogni di una popolazione in continuo aumento. Le stime prevedono che nel 2050 ci saranno 9 miliardi di persone ad abitare questo pianeta. Una bella sfida dare da mangiare a tutti e soddisfare i bisogni di tanta umanità senza fare grandi danni. L’umanità utilizza oggi circa il 60% in più di quanto la terra è capace di offrire".

"In questo quadro così fosco - continua Romano - si avvisano i primi segnali di risveglio e di presa di coscienza di quanto sta accadendo. Infatti, si sta diffondendo una sempre maggiore attenzione alla tutela dell’ambiente e della propria salute e da parte dei consumatori, che ha portato a un’ampia diffusione di prodotti biologici negli ultimi 20 anni. Di conseguenza, le coltivazioni biologiche in Italia sono raddoppiate rispetto a due decenni fa. Il cibo biologico permette di evitare, tra le altre cose, i pesticidi chimici che possono rappresentare un rischio per la salute. Gli alimenti provenienti da agricoltura biologica hanno un contenuto di antiossidanti tra il 20 e il 70% più elevato rispetto a quelli provenienti dall'agricoltura tradizionale".
"L’agricoltura biologica - sottolinea Romano - è una tipologia di coltivazione che si muove nel perfetto rispetto della natura. Questo vuole dire che non vengono utilizzati pesticidi chimici potenzialmente devastanti per la salute del consumatore. È sempre più frequente la scelta delle persone di acquistare alimenti biologici al posto di quelli convenzionali, una scelta dovuta a una precisa voglia di ritornare a una situazione più naturale e “salutare” rispetto a quelle proposte negli ultimi decenni dai metodi di produzione industriali. Ma questo grande cambiamento di rotta non è solo del pubblico, sono infatti anche numerosissimi i piccoli produttori che decidono di rinnovare i propri metodi di produzione, puntando con forza sul fattore biologico".
"Il settore Bio - spiega ancora Romano - è in grande crescita, con un +5,1% di superficie per i terreni biologici, per un totale di 16,9 milioni di ettari di bio nei paesi dell’UE. In particolare, siamo molto soddisfatti dell’incremento della superficie agricola utilizzata nel contesto europeo. Soprattutto è bene rilevare come l’Italia sia stabilmente tra i paesi più biologici in Europa, con 2,3 milioni di ettari di terreni bio. Perciò vogliamo evidenziare come sia assolutamente necessario non avere paura di credere e investire in questo tipo di agricoltura, che rappresenta uno degli strumenti più importanti per uscire dalla gravissima crisi climatica che stiamo affrontando e che vede ormai il sistema agricolo quasi al collasso”.
“Bisogna quindi spingere – conclude Romano – verso una transizione agro-ecologica dell’agricoltura, che non è più procrastinabile, anche se comporta scelte importanti e difficili. Sappiamo che l’Italia è tra i paesi più forti da questo punto di vista, e quindi sappiamo che siamo in grado di vincere la sfida. Fondamentale, però, è operare in stretta collaborazione con gli agricoltori, favorendo così le attività di accompagnamento alla crescita di questo settore. Questa è l’unica strada percorribile per salvare la nostra terra”.
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