|
«Passione, costanza e determinazione sono le caratteristiche che accomunano gli atleti di short track e noi produttori di Trentodoc», spiega Roberta Giuriali nel presentare la partnership con Arianna e Pietro Sighel. Il capostipite della famiglia è Mario, nonno di Pietro e Arianna, membro del Circolo Pattinatori di Piné, che tra gli anni 50 e 60 fu tra i propulsori del movimento del pattinaggio di velocità nazionale e campione italiano nei 3.000 m.
Il lago di Piné, ghiacciato in inverno, è stata la palestra di un’intera famiglia. Suo figlio Roberto sarebbe stato un precocissimo pattinatore artistico, per poi passare alla velocità, disciplina con cui sarebbe diventato il campione più titolato di sempre del trofeo nazionale: nel 1986, a 19 anni, arriverà il primo di 16 trionfi italiani complessivi. Sarebbe rimasto sulla vetta nazionale quasi ininterrottamente (eccetto un argento, nel 1996) fino al 2002 e a sigillare il curriculum di ferro ci hanno pensato ben 5 partecipazioni ai Giochi Olimpici, da Calgary 1988 a Salt Lake City 2002. La grande passione dei Sighel viene trasmessa tanto ad Arianna, nata nel 1996, che al figlio più giovane Pietro, classe 1999, che però alla pista lunga preferiranno l’esplosività dello short track. Con il loro debutto ai Giochi Invernali di Beijing 2022, anche Arianna e Pietro diventano atleti olimpici, ma invece della pista lunga del pattinaggio di velocità, i due trentini hanno scelto la velocità e la classe dello short track.
Sotto la guida del padre, i due fratelli trentini hanno imparato a pattinare sul lago ghiacciato di Baselga di Piné, località sede degli allenamenti della nazionale italiana di pattinaggio di velocità e una delle sedi dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.
«Una passione di famiglia, quella dei Sighel, che è molto simile a quella della nostra famiglia: il metodo di preparazione degli atleti di short track ha molte similitudini con il metodo classico, i pattini hanno la stessa linearità che sviluppa una bottiglia di spumante. Per preparare le Olimpiadi – prosegue Roberta Giuriali – ci sono quattro anni di preparazione atletica, lunghi e impegnativi, ricchi di gare in tutto il mondo. Il sostegno che abbiamo deciso di dare a Pietro e Arianna Sighel vuole essere un grande messaggio di speranza: l’affinità con il metodo classico permette di comunicare il grande lavoro in vigneto prima della raccolta e quindi di parlare di territorio trentino, dove si allenano prevalentemente i due atleti. E ancora, i concorsi internazionali a cui partecipiamo con i nostri Trentodoc possono essere paragonati alle competizioni mondiali sportive. Il sorpasso in curva di un pattinatore di short track può essere paragonato al momento della sboccatura di una bottiglia di metodo classico. La vittoria corrisponde al brindisi… Riteniamo che sia un’eccezione e una grande opportunità avere due atleti olimpici trentini in gara per le prossime Olimpiadi e sarà un piacere sostenerli: è una sfida, come lo è stata la crescita della nostra azienda, che vale la pena di affrontare». Maso Martis è scesa per la prima volta in pista con i fratelli Sighel in occasione della prima tappa di Coppa del Mondo che si è svolta a Montreal, in Canada, dal 28 al 30 ottobre. Un esordio che si è tinto di color bronzo con il terzo posto di Pietro Sighel nei 500 metri e sempre il terzo posto della staffetta femminile tricolore in cui ha gareggiato Arianna Sighel.
|