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E' batosta per famiglie. In media per cibo +384 € da gennaio

Da inizio anno 9,7 miliardi in più rispetto al 2021 per carrello spesa alimentare. Aumento di cui non beneficiano agricoltori, che non si vedono riconosciuto giusto prezzo all'origine

Roma, 28 ott. – Il nuovo balzo dell'inflazione, che su base annua sfiora i 12 punti percentuali (+11,9%), avrà ulteriori effetti drammatici sul portafoglio delle famiglie e sui bilanci delle imprese agricole. Ma è anche allarme deflazione per gli agricoltori, che si vedono riconosciuti prezzi troppo bassi rispetto ai forti aumenti dei costi di produzione. Così Cia-Agricoltori Italiani, in merito ai dati diffusi oggi dall'Istat. Nei dati elaborati dal Centro studi Cia riferibili ai prezzi al consumo dei beni alimentari -calcolando gli incrementi fatti registrare mensilmente nel 2022- si desume una spesa media di +384€ per ogni famiglia da gennaio. Da inizio anno, dunque, gli italiani hanno speso 9,7 miliardi in più per il "carrello della spesa alimentare".

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Nel dettaglio, l'Ufficio studi riscontra una ripresa dell'indice dei prezzi al consumo dell'1,9% trainata dai prodotti freschi non lavorati i cui prezzi sono cresciuti del 2,4%, mentre, quelli della trasformazione agroindustriale hanno fatto registrare un incremento più contenuto (+1,7%). Dal lato delle variazioni annue (rispetto all'ottobre 2021), la forte spinta inflazionistica è evidente: il carello "generale" di prodotti agricoli, cibi e bevande analcooliche è aumentato dell'13,1%. Rispetto a questa ultima evidenza, a differenza di quanto osservato nella lettura delle variazioni mensili, sono stati i prezzi dei prodotti lavorati a crescere maggiormente (+13,4% contro il +12,9% dei non lavorati). Concentrandosi l'attenzione sui beni agricoli (non lavorati), infine, l'Istat segnala nel mese di ottobre "l'accelerazione dei prezzi dei vegetali freschi o refrigerati diversi dalle patate (da +16,7% a +25,1%; +8,2% su base mensile), mentre rallentano quelli della Frutta fresca o refrigerata (da +7,9% a +6,5%; +0,7% rispetto a settembre)".

 

Prezzi al consumo – Ottobre 2022

Continua la fiammata record dell’inflazione italiana. Secondo i dati provvisori Istat (indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività), nell’intervallo ottobre 2021 – ottobre 2022 si è registrato un incremento generale dell’inflazione che, su base annua, ha sfiorato i 12 punti percentuali (+11,9%). Se si osserva la variazione congiunturale nel mese di settembre, a fronte di un valore assoluto dell’indice pari a 118,2 punti, i prezzi pagati dai consumatori italiani sono cresciuti dello 3,5% rispetto a settembre.

 

Fonte: Ufficio studi CIA-Agricoltori italiani su dati Istat.

Venendo all’analisi dei dati sulle singole divisioni di spesa, per quanto riguarda le variazioni su base tendenziale, (confronto ottobre 2022-ottobre 2021), le prime tre piazze del podio sono state occupate, rispettivamente: dalla voce “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili”, con una fiammata dei prezzi al consumo pari al 58,8%; dalle spese per l’acquisto di prodotti alimentari e bevande analcoliche aumentate dell’13,5% e dai trasporti (+8%). Unica divisione di spesa in contrazione, sempre rispetto al mese di ottobre dello scorso anno e come già accaduto nella rilevazione Istat di settembre, quella delle comunicazioni con una riduzione dei prezzi pari a 2,5 punti percentuali. Se si confronta invece il dato di ottobre con quello del mese di settembre (variazione congiunturale), anche in questo caso l’incremento maggiore ha riguardato i beni energetici riferibili alle utenze delle abitazioni con una spinta al rialzo del 25,5%. A seguire, distanziato, l’aumento dei prodotti alimentari e bevande analcoliche che ha sfiorato comunque i 2 punti percentuali nell’ultimo mese. Ridotte le altre variazioni congiunturali anche in termine di contrazione, con i servizi ricettivi e di ristorazione che guidano tale classifica (-0,9%).

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