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0.ENOPRESS WINE SPECIAL

Un protagonista "prestato" ai bianchi

La Cantina Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano (nota anche come Cantina del Morellino) nasce nel 1972 a Scansano, in Maremma toscana, dalla volontà di un gruppo di produttori locali di unire le forze invece di conferire le uve ad altre zone più rinomate. Nel 1978 arriva la DOC per il Morellino, oggi divenuto DOCG e vero e proprio prodotto di bandiera della cooperativa. Attualmente la cantina conta circa 170 soci — con il 35% di giovani produttori under 40 e il 30% di imprenditrici donne — per una superficie vitata complessiva di circa 700 ettari.

Pur essendo identificata prima di tutto con il Morellino, la Cantina non si è mai limitata al rosso: ha costruito nel tempo una gamma diversificata che include anche vini bianchi, tra cui il Bianco di Pitigliano DOC e il Vermentino (anche in versione vendemmia tardiva e spumante).

Perché la Cantina di Scansano produce Bianco di Pitigliano

La spiegazione è innanzitutto geografica. La denominazione Bianco di Pitigliano si estende dal comune di Scansano fino a Pitigliano, toccando anche Sorano e parte di Manciano, e arriva a lambire il confine con il Lazio. I soci conferitori della cooperativa possiedono vigneti anche in queste aree limitrofe, rientrando quindi a pieno titolo nella zona di produzione disciplinata. Questo permette alla Cantina di valorizzare l'identità vulcanica del tufo tipica del territorio di Pitigliano, applicando ai bianchi le stesse tecnologie di vinificazione moderne e gli stessi protocolli di sostenibilità (comprese le certificazioni sull'impronta ambientale PEF) già usati per i vini rossi di punta.

Va detto con chiarezza: il ruolo "storico" di specialista del Bianco di Pitigliano appartiene più tradizionalmente alla Cantina Sociale di Pitigliano. Il ruolo della Cantina Vignaioli del Morellino è invece quello di produttore diversificato, che sfrutta la propria posizione nell'areale DOC per affiancare ai vini rossi principali anche una linea di bianchi — ampliando così l'offerta e contribuendo a dare visibilità a una denominazione storica della Maremma, spesso meno pubblicizzata rispetto ai grandi rossi toscani.

 

Le etichette

  • Rasenno (Bianco di Pitigliano Superiore DOC) — l'etichetta di riferimento della cooperativa per questa denominazione. Prodotto da Trebbiano Toscano affiancato da Chardonnay (e altre varietà previste dal disciplinare), matura in acciaio inox a temperatura controllata per 3 mesi sulle fecce fini, per preservare freschezza, aroma e nota minerale.
  • Talamo (Bianco di Pitigliano DOC) — linea pensata per la grande distribuzione e il consumo quotidiano, con l'obiettivo di mantenere alta l'accessibilità della denominazione.

Grazie alla propria forza distributiva — una delle reti cooperative più solide e riconosciute della Toscana, attiva su ristorazione, GDO ed export — la Cantina contribuisce in modo significativo a portare il Bianco di Pitigliano oltre i confini locali.

Abbiamo avuto il piacere di assaggiare il Pitigliano Superiore e queste sono le nostre impressioni.

bott rasenno

RASENNO BIANCO DI PITIGLIANO SUPERIORE DOC 2025

Bottiglie prodotte: 30.000 – Prezzo € 8,00 sul sito aziendale

Colore giallo paglierino tenue, con leggeri riflessi verdolini che ne sottolineano la giovinezza; limpido e luminoso, con buona agilità nel calice.

Naso pulito ed elegante. Note floreali di fiori bianchi di campo, biancospino, glicine e fiori d'arancio; note fruttate di mela verde, pera, scorza di agrumi e un accenno di frutta esotica bianca (dato dallo Chardonnay); chiusura su una sottile vena gessosa e vulcanica, quasi di pietra focaia, tipica del terroir del tufo maremmano.

Attacco secco, immediato e verticale, corpo medio-leggero. Componente alcolica moderata e ben integrata, bilanciata da acidità e sapidità/mineralità marcate; lo Chardonnay dona rotondità al centro bocca, ammorbidendo le spigolosità del Trebbiano. Finale pulito e dissetante, con scia citrina e chiusura leggermente mandorlata e salina.

 

Il Rasenno nel confronto con le altre interpretazioni della denominazione

Un confronto diretto tra il Rasenno e tre delle etichette di Bianco di Pitigliano Superiore DOC più rappresentative del territorio evidenzia chiaramente le diverse filosofie produttive della denominazione.

Rasenno vs. Ildebrando (Cantina di Pitigliano) — è la sfida tra due interpretazioni cooperative. Il Rasenno usa lo Chardonnay per ammorbidire l'acidità e dare una spalla fruttata più moderna e immediata; l'Ildebrando punta su Malvasia e Sauvignon, risultando più aromatico e graffiante, con un finale più amarognolo.

Rasenno vs. Sassato/Cor Unum (Villa Corano) — Cor Unum rappresenta il profilo "boutique" della zona: rinunciando del tutto al Trebbiano, ma un blend di Malvasia Toscana, Verdello, Ansonica e Grechetto. È una scelta che punta dichiaratamente sulla ricchezza aromatica e sulla complessità, con un sorso più caldo e minerale. Il Rasenno resta invece l'opzione più snella e di facile beva, ideale servito fresco.

Rasenno vs. Isolina/Vigna del Tuffo (Sassotondo) — queste etichette lavorano di più sul legame diretto col suolo tufaceo, con una sapidità quasi marina o addirittura fumé. Il Rasenno, rinunciando alle rotondità estreme, resta la scelta più accessibile e rinfrescante rispetto a versioni più austere e gastronomiche.

Tra le diverse anime del Bianco di Pitigliano Superiore, il Rasenno si colloca come il punto di equilibrio tra tipicità vulcanica e piacevolezza moderna — un vino scattante, pulito al naso e dissetante, con un ottimo rapporto qualità-prezzo coerente con la scala produttiva di una grande e solida realtà cooperativa.

 

 Mauro Maccario

 

ENGLISH VERSION

The Cantina Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano (also known as Cantina del Morellino) was founded in 1972 in Scansano, in the Tuscan Maremma, by a group of local producers who wanted to join forces instead of exporting their grapes to other, more renowned areas. In 1978, the Morellino was awarded DOC status, which has now become a DOCG and is the cooperative's flagship product. The winery currently has approximately 170 members—35% of whom are young producers under 40 and 30% are women—and covers a total vineyard area of ​​approximately 700 hectares.

Although primarily identified with Morellino, the winery has never limited itself to red wines: over time, it has built a diversified range that also includes white wines, including Bianco di Pitigliano DOC and Vermentino (also in late harvest and sparkling versions).

Why the Scansano Winery Produces Bianco di Pitigliano

The explanation is primarily geographical. The Bianco di Pitigliano appellation extends from the municipality of Scansano to Pitigliano, including Sorano and part of Manciano, and reaches the border with Lazio. The cooperative's members also own vineyards in these neighboring areas, thus fully falling within the regulated production zone. This allows the winery to enhance the volcanic tuff character typical of the Pitigliano area, applying to its white wines the same modern winemaking technologies and sustainability protocols (including environmental footprint certification) already used for its flagship red wines.

It must be stated clearly: the "historic" role of Bianco di Pitigliano specialist has traditionally belonged to the Cantina Sociale di Pitigliano. The role of the Cantina Vignaioli del Morellino, on the other hand, is that of a diversified producer , leveraging its position in the DOC area to offer a line of white wines alongside its core red wines—thus expanding the offering and helping to raise the profile of a historic Maremma appellation, often less publicized than the great Tuscan reds.

 

The labels

  • Rasenno (Bianco di Pitigliano Superiore DOC) — the cooperative's flagship label for this appellation. Made from Trebbiano Toscano, along with Chardonnay (and other varieties permitted by the production regulations), it ages in temperature-controlled stainless steel for three months on the fine lees to preserve its freshness, aroma, and minerality.
  • Talamo (Bianco di Pitigliano DOC) — a line designed for large-scale distribution and everyday consumption, with the aim of maintaining the high accessibility of the denomination.

Thanks to its distribution power—one of Tuscany's most solid and recognized cooperative networks, active in restaurants, large-scale retail trade, and export—the winery makes a significant contribution to bringing Bianco di Pitigliano beyond its local borders.

We had the pleasure of tasting Pitigliano Superiore and these are our impressions.

 

RASENNO WHITE OF PITIGLIANO SUPERIORE DOC 2025

Bottles produced: 30,000 – Price €8.00 on the company website

Pale straw yellow in color, with light greenish reflections that underline its youth; clear and luminous, with good agility in the glass.

Clean and elegant nose. Floral notes of white wildflowers, hawthorn, wisteria, and orange blossom; fruity notes of green apple, pear, citrus zest, and a hint of exotic white fruit (from the Chardonnay); a subtle chalky, volcanic, almost flint-like finish, typical of the Maremma tuff terroir.

Dry, immediate, and upright attack, medium-light body. Moderate and well-integrated alcohol, balanced by acidity and pronounced flavor/minerality; the Chardonnay adds roundness to the mid-palate, softening the sharp edges of the Trebbiano. Clean and thirst-quenching finish, with a citrusy trail and a slightly almondy and saline finish.

The Rasenno compared to other interpretations of the name

A direct comparison between Rasenno and three of the most representative Bianco di Pitigliano Superiore DOC labels of the area clearly highlights the different production philosophies of the denomination.

Rasenno vs. Ildebrando (Cantina di Pitigliano) — It's a clash between two collaborative interpretations. Rasenno uses Chardonnay to soften the acidity and provide a more modern and immediate fruitiness; Ildebrando relies on Malvasia and Sauvignon, resulting in a more aromatic and sharper wine, with a more bitterish finish.

Rasenno vs. Sassato/Cor Unum (Villa Corano) — Cor Unum represents the area's "boutique" profile: forgoing Trebbiano altogether, instead featuring a blend of Malvasia Toscana, Verdello, Ansonica, and Grechetto. This choice clearly emphasizes aromatic richness and complexity, with a warmer, more minerally palate. Rasenno, on the other hand, remains the leaner and more drinkable option, ideal served chilled.

Rasenno vs. Isolina/Vigna del Tuffo (Sassotondo) — These wines focus more on the direct connection with the tuff soil, with an almost marine or even smoky flavor. Rasenno, forgoing extreme roundness, remains the more accessible and refreshing choice compared to more austere and gastronomic versions.

Among the various souls of Bianco di Pitigliano Superiore, Rasenno stands as the perfect balance between volcanic character and modern pleasantness—a lively wine, clean on the nose and thirst-quenching, with an excellent quality-price ratio consistent with the production scale of a large and solid cooperative.