Smantellare la piramide dei privilegi
Articolo di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**
Il summit dei capi di Stato e di governo dei paesi Brics, appena terminato, a New Delhi, sul tema
“Building for Resilience, Innovation, Cooperation and Sustainability”, segna un importante passo in
avanti nel cammino del gruppo. Donald Trump li odia e, a parole, li vorrebbe distruggere. Ma ciò
non dovrebbe influenzare l’Europa se facesse una sua valutazione attenta e pacata.
Pochi giorni dopo l’incontro annuale in Kirghisia della Shanghai cooperation organisation (Sco), il
capo del governo indiano Narendra Modi e i presidenti Vladimir Putin, Xi Jinping e Masoud
Pezeshkian, rispettivamente della Russia, della Cina e dell’Iran, si sono ritrovati con i capi di Stato
degli altri membri del gruppo, Brasile, Sud Africa, Indonesia, Egitto, Etiopia, Arabia Saudita e gli
Emirati Arabi Uniti. Parecchi altri primi ministri erano presenti, tra cui quello della Malesia, del
Kazakhstan e del Vietnam, candidati alla membership.
Modi, poiché l’India detiene la presidenza per il 2026, ha giocato un ruolo centrale presentando un
progetto strategico per le future iniziative dei Brics. Nel suo intervento di apertura ha dato priorità
alle riforme della governance globale e ha proposto che si adottino dieci misure da sviluppare in una
tabella di marcia per le attività future del gruppo. Ha inoltre sollecitato una maggiore
rappresentanza del Sud globale nei processi decisionali internazionali, descrivendo l'attuale sistema
come una "piramide di privilegi" che dovrebbe trasformarsi in una "piattaforma di partenariato".
Gran parte dei suoi suggerimenti è stata accolta e integrata nella Dichiarazione finale che è stata
sottoscritta da tutti in partecipanti. E’ un notevole sviluppo rispetto alla precedente conferenza dei
ministri degli Esteri del gruppo conclusasi senza un consenso unanime. Mettendo a fuoco le
prospettive future, Modi è riuscito a convincere anche l’Iran e gli EAU, attualmente in guerra.
Riteniamo che sia un fatto assai significativo.
Oltre a riaffermare l’insostituibile ruolo del multilateralismo nei rapporti internazionali, vi è
l’impegno a superare i conflitti attraverso il dialogo e la lotta al terrorismo e alla droga. I Brics si
pongono con forza come i primi sostenitori della partnership con i paesi in via di sviluppo e della
loro concreta partecipazione ai progetti di cooperazione. E’ un concetto ripetuto più volte nella
Dichiarazione. Rilevante è il riferimento alla Conferenza afro-asiatica del 1955 di Bandung, in
Indonesia, il cui spirito “funge da riferimento nel perseguimento di un sistema multilaterale più
equo, inclusivo e rappresentativo”.
L’Ucraina non è mai menzionata ma Modi e anche Xi si propongono come mediatori per la fine del
conflitto. Questo mentre esprimono la loro preoccupazione per “i crescenti rischi di pericolo e
conflitto nucleare”.
Mentre Trump è impegnato con forza nello smantellamento di tutti i principali organismi
internazionali, a cominciare dalle Nazioni Unite, i Brics si pongono come i loro principali
sostenitori per una global governance ordinata e più giusta. Al riguardo chiedono delle riforme
profonde del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, con la partecipazione di India e Brasile,
dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), del Fondo monetario internazionale e della
Banca mondiale.
Per quanto riguarda il Wto, si afferma anche che “il sistema commerciale multilaterale si trova da
tempo a un bivio. La proliferazione di misure restrittive del commercio incompatibili con le norme
del Wto – che si tratti di un aumento indiscriminato di dazi e misure non tariffarie o di
protezionismo mascherato da obiettivi ambientali – minaccia di ridurre ulteriormente il commercio
globale”.
La novità di questo summit, ben dettagliata nella Dichiarazione, è la lista delle collaborazioni e
degli avanzamenti nella cooperazione in tutti i settori della tecnologia e della ricerca. Il summit è
stato preparato da oltre 400 meeting tematici in trenta città indiane, coinvolgendo scienziati, esperti
e decisori politici. Si va dall’energia fossile al nucleare, all’idrogeno, dalle infrastrutture allo
spazio, dalla medicina all’intelligenza artificiale, dal cibo ai più avanzati sistemi di comunicazione.
E molto altro.
Rispetto alla tanto discussa questione monetaria e finanziaria, i Brics riaffermano quanto detto nei
passati incontri, in particolare il sostegno al ”lavoro svolto per esaminare l'interoperabilità
transfrontaliera dei canali di pagamento e di messaggistica e la sviluppo dei regolamenti
commerciali e degli investimenti mediante le valute locali dei paesi membri". In particolare
approvano il lavoro della Task Force sui pagamenti (Bptf) volti a esplorare soluzioni pragmatiche
per meccanismi efficienti di pagamento transfrontaliero. Sostengono anche le modifiche all'Accordo
sulle riserve contingenti (Cra), la rete di sicurezza finanziaria, per renderlo più reattivo in situazioni
di crisi. Inoltre, si evidenzia il “ruolo di agente strategico per lo sviluppo e la modernizzazione”
della New Development Bank, la banca del gruppo, che è sollecitata a promuovere e a ratificare
l’adesione di tutti i paesi interessati.
Ha ragione Modi: la piramide dei privilegi va smantellata in tutto il mondo!
*già sottosegretario all’Economia **economista