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IL CIDRE DU SAINT BERNARD DI MALEY È BEST OF THE BEST 

Risultato storico per il Cidre du Saint Bernard di Maley che si aggiudica il Trophy Award all’International Cider Challenge 2026 (ICC), il titolo più prestigioso riservato esclusivamente ai “best of the best” sidri in competizione. 

L’ICC Trophy è riconosciuto a livello globale come un marchio definitivo di eccellenza e artigianalità d’elite nel settore del sidro.

«Il sidro è una bevanda che aspettava di essere capita: - commenta Gianluca Telloli, responsabile Ricerca e Selezione di Proposta Vini - oggi il trend è in crescita, piccoli numeri ma in aumento, con una capacità di aumentare i volumi limitata dal fatto che la sua produzione non può avvenire con ogni tipologia di mele, ma solo con frutti specifici, di cui c’è poca disponibilità. Nonostante questo, è indiscutibile che il sidro stia conquistando fette di mercato e soprattutto le fasce più giovani: un prodotto fresco, elegante, dalla gradazione alcolica contenuta e che è il simbolo dell’agricoltura di montagna più autentica. L’ICC è un concorso molto importante, in cui ogni prodotto si confronta su scala mondiale: per questo, ricevere il Trophy Award per Maley è uno stimolo a continuare sulla strada che abbiamo intrapreso, con passione e dedizione.»

Ma non è finita qui perché anche Jorasses, il sidro di pera di Maley, conquista il podio, ottenendo la prestigiosa Medaglia d’Argento.

Due premi che portano sulla scena internazionale un progetto nato con l’obiettivo di riportare in vita la produzione del sidro in Italia e, allo stesso tempo, di salvaguardare un patrimonio di antiche varietà di mele e pere e di meleti storici che ancora sopravvivono sulle Alpi, tra Valle d’Aosta e Savoia.
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L’International Cider Challenge
Giunto nel 2026 alla 16° edizione, l’International Cider Challenge è un concorso internazionale dedicato al sidro che mette a confronto produzioni provenienti da diversi Paesi e differenti tradizioni produttive.

A decretare i vincitori è una degustazione alla cieca condotta da una giuria indipendente composta da oltre 30 professionisti del settore, tra produttori, esperti di analisi sensoriale, giornalisti specializzati, retailer e buyer.

I sidri vengono valutati prendendo in considerazione aroma, gusto, aspetto e qualità complessiva. Al termine delle degustazioni vengono assegnate le medaglie Bronze, Silver e Gold, oltre ai Trophy destinati alle migliori espressioni in concorso.

Un confronto internazionale che nel 2026 ha visto Maley distinguersi con due importanti riconoscimenti.

Trophy Award al Cidre du Saint Bernard
Prodotto simbolo del progetto Maley, il Cidre du Saint Bernard nasce da antiche varietà di mele della Valle d’Aosta e della Savoia, raccolte anche da alberi centenari e lavorate secondo il Metodo Ancestrale.

Di colore giallo oro, al naso esprime note di mela Flamboyante, mentre al palato la freschezza della Renetta e della Raventze incontra le delicate sfumature tanniche della mela Croison de Boussy.

Un sidro amabile, fresco e dalla spiccata identità alpina, che all’International Cider Challenge 2026 ha conquistato il Trophy, massimo riconoscimento della competizione.
Medaglia d’Argento per Jorasses, il sidro di pera di Maley
La Medaglia d’Argento va invece al Poiré Jorasses Classicum, sidro prodotto da antiche varietà di pere provenienti dalla regione Rhône-Alpes e dalla Valle d’Aosta, frutto del lavoro di Maley per il recupero degli storici peri di montagna.

Dal perlage delicato, si presenta giallo paglierino con sfumature dorate. Al naso emerge la pera, accompagnata da leggere note di crema pasticcera; il sorso è ricco e morbido, con richiami di frutta candita e una grande bevibilità.
Maley, il sidro d’alta quota tra Valle d’Aosta e Savoia
Dietro i riconoscimenti ottenuti all’International Cider Challenge c’è un progetto che nasce dalla montagna e dalla volontà di recuperare una tradizione che rischiava di scomparire.

Maley era l’antico nome del Malus, la mela, ma richiama anche “lo greu maley”, un grande frutteto che fin dal Medioevo sorgeva nel comune valdostano di Torgnon, di fronte al Cervino. Da questo legame con il territorio prende forma il progetto ideato da Gianluca Telloli, con l’obiettivo di riportare in vita la produzione del sidro in Italia, affrontandola con la stessa ricerca e attenzione riservate alle grandi produzioni enologiche.

Antiche mele e biodiversità
Al centro del progetto c’è il recupero di varietà di mele antiche e rare come Raventze, Barbelune, Rodzetta, Calville, Pomma Verte, Croison de Boussy e Groin de Veau, insieme alle varietà di pere Critchen d’Hiveur e Maude.

I frutti provengono da meleti storici che possono raggiungere e superare i 1.500 metri di altitudine, con alberi in alcuni casi centenari. Un patrimonio vegetale e genetico che Maley tutela attraverso la ricerca di nuovi alberi monumentali e la propagazione su franco dei cloni più rari.

L’altitudine e il clima alpino contribuiscono inoltre a definire le caratteristiche delle mele, naturalmente ricche di acidità e tannini, elementi fondamentali per ottenere sidri capaci di unire freschezza, profondità e lunghezza.

Una filosofia che parte dalla materia prima e che Gianluca Telloli sintetizza così: «Con il sidro funziona esattamente come il vino: la qualità della mela, come la qualità dell’uva, determina il risultato finale.  Maley non scende a compromessi e nel bicchiere si sente tutta la differenza di un prodotto capace di coniugare facile beva, profondità e lunghezza».

I riconoscimenti ottenuti all’International Cider Challenge 2026 rappresentano così un traguardo importante per Maley, perché danno valore a un progetto che ha scelto di fare della biodiversità e del paesaggio alpino il punto di partenza per una nuova cultura italiana del sidro.
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Valeria Di Rosa | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
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