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Entrambi stelle Michelin gli chef isolani ospiti della seconda edizione di Lavica. Giuseppe Raciti (Zash) è catanese doc, classe 1985: conquista la Stella Michelin nel 2019, dopo essere stato nominato miglior chef emergente del Sud Italia. Formatosi al fianco di maestri come Santin e Mantarro, unisce grande rigore tecnico a un amore profondo per il territorio, regalando emozioni attraverso i grandi classici siciliani riletti in chiave contemporanea.
Giovanni Santoro di Shalai è originario di Linguaglossa. Oggi si esprime nel ristorante alle pendici dell'Etna. La sua cucina, premiata con la Stella Michelin dal 2015, è una sintesi perfetta tra i sapori del vulcano e l'influenza del mare. I suoi piatti sono un inno all'identità siciliana, costruiti con un'eleganza essenziale che esalta la stagionalità.
Gli chef di Teritoria e gli ospiti internazionali
Per Lavica 2026, André Taormina (Ambroisie, 1 Stella Michelin). Chef stellato dell'omonimo ristorante in Isère (Francia), da lui fondato quasi vent'anni fa. La sua proposta fonde la moderna alta cucina francese con le sue radici provenzali e mediterranee. Sostenitore della stagionalità e dell'eccellenza della materia prima, è celebre per le sue creazioni audaci e per il sapiente utilizzo del tartufo.
Massimo Tringali (Armani/Ristorante Paris, 1 Stella Michelin) è originario di Augusta. Dopo essersi formato in prestigiose brigate in Francia e in Corsica, nel 2016 assume la guida dell'Armani/Ristorante a Saint-Germain-des-Prés. Qui, sotto la direzione e la regia gastronomica di Massimo Mori - incaricato da Giorgio Armani di tradurre la filosofia e la visione del brand nell'alta ristorazione - Tringali mette la sua impeccabile tecnica e le sue radici siciliane al servizio di un progetto identitario.
L'alta cucina non è intesa come una semplice esperienza, ma come un valore votato all'autentico benessere, fondato sull'eleganza dell'essenziale e su una rigorosa selezione di materie prime sane e sostenibili (premiata con il massimo riconoscimento Écotable 3). Un approccio che eleva la cultura gastronomica mediterranea, così amata da Giorgio Armani, in un percorso di qualità estrema, coronato dalla Stella Michelin ottenuta nel 2018.
Alla guida dello storico ristorante di famiglia a Guardiagrele in Abruzzo c’è Arcangelo Tinari (Villa Maiella, 1 Stella Michelin e 1 Stella Verde). Dopo essersi formato in Francia alla corte di Michel Bras, propone una straordinaria cucina regionale sostenibile, fortemente legata ai prodotti della propria fattoria e all'allevamento del maiale nero, nel totale rispetto della natura.
Fabrizio Molteni e Sara Bertocchi (Frosch Restaurant) sono chef e proprietari del ristorante incastonato in Val di Fiemme (Trentino). Arricchiti da esperienze internazionali, portano in tavola un delicato equilibrio tra tradizione montana e innovazione. La loro proposta si distingue per l'uso di erbe spontanee da foraging e per i prodotti della loro serra idroponica.
Si aggiungono Matteo Corridori e Robert Moretti del MUSA. Dopo aver intrapreso percorsi internazionali di altissimo livello - dall'esclusivo Stoke Park a Londra per Corridori, fino al BVLGARI Hotel di Dubai e al Connaught tristellato per Moretti - rientrano in Italia unendo le forze per dare vita al loro innovativo e acclamato progetto gastronomico.
Cristina Bowerman, del Glass Hostaria, 1 Stella Michelin, è pugliese di nascita e cosmopolita per vocazione. Si forma negli Stati Uniti prima di approdare a Roma, dove dal 2005 è l'anima di Glass Hostaria a Trastevere. La sua è una cucina di contaminazione, audace e dinamica, capace di fondere influenze internazionali e rigore tecnico con i sapori della tradizione italiana. Un approccio fortemente identitario, contemporaneo e innovativo, coronato dalla conquista della Stella Michelin.
Caterina Ceraudo (Dattilo, 1 Stella Michelin e 1 Stella Verde) è calabrese, laureata in enologia e formatasi alla scuola di Niko Romito, oggi alla guida del ristorante di famiglia a Strongoli. La sua filosofia gastronomica è un inno all'essenzialità e alla purezza dei sapori mediterranei. Insignita della Stella e della Stella Verde Michelin, propone un'alta cucina sostenibile, circolare e rigorosa, fondata sul profondo rispetto per la natura e sulla totale valorizzazione della materia prima.
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