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Ma prima di stappare, rendiamo omaggio alle origini. La Carbonara è un mistero avvolto nel pepe nero. Qualcuno sostiene nasca dai "carbonari" appenninici che portavano con sé ingredienti a lunga conservazione; altri rintracciano la sua genesi nell'incontro tra le razioni dei soldati americani (uova in polvere e bacon) e la pasta italiana nel 1944. Qualunque sia la verità, il risultato è un capolavoro di equilibrio tra grassezza, sapidità e tendenza dolce.
L’abbinamento con il vino è tutt’altro che semplice. Perché la Carbonara è difficile da abbinare? Per tre motivi principali: 1. la crema d’uovo, che crea una patinata avvolgente in bocca (tendenza dolce e grassezza) che richiede acidità; 2. il guanciale, che apporta grasso fuso e una nota croccante e sapida; 3. il Pecorino e il pepe, che regalano una pungenza e una sapidità estrema che possono "uccidere" i vini troppo tannici o delicati.
IL TOCCO D'AUTORE: LE BOLLICINE Volete rendere il vostro Carbonara Day indimenticabile? Scegliete un Metodo Classico: l'anidride carbonica e l'acidità tipica dello spumante puliscono meccanicamente il palato, mentre i sentori di crosta di pane dei lieviti richiamano la sapidità del formaggio stagionato. È l'abbinamento che trasforma questo piatto popolare in un simposio di gusto e di raffinatezza. Meglio ancora se parliamo di Rosé, come il caso del Trentodoc Monsieur Martis di Maso Martis, 100% Meunier, dal bellissimo colore ramato tenue con sfumature rosa pastello: al naso si avvertono le note agrumate di arancia sanguinella e pompelmo rosa, i profumi di melograno, ciliegia, lampone, ribes e fragoline di bosco, tocchi di rosa canina, cipria, mandorle e nocciole tostate, radice di liquirizia e crosta di pane; il sorso è ampio e vellutato, la struttura ricca e densa bilanciata dalla bollicina fine e sottile e dall’acidità piacevole che conducono alla chiusura dai toni minerali con tannini lievemente ammandorlati (costa circa 70 euro).
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