
Il 2026 segna un traguardo storico per la Basilicata: il Vulture è stato ufficialmente eletto "Città Italiana del Vino" dall'associazione nazionale Città del Vino, un riconoscimento che premia non solo un territorio, ma una civiltà del vino costruita nei secoli. A riceverlo è un comprensorio di 14 comuni lucani — con Ripacandida capofila e Rionero in Vulture come cuore pulsante — capaci di presentarsi come un laboratorio nazionale di sviluppo e rigenerazione delle aree interne, superando la concorrenza di territori blasonati in Veneto, Sicilia e Abruzzo.
Un vulcano che dà vita
Il Monte Vulture è un gigante buono. Dormiente da millenni, continua a infondere vita attraverso i sali minerali dei suoi suoli, la ricchezza delle sue acque e la brezza dei suoi venti. Con la cima che supera i 1.300 metri, i laghi craterici di Monticchio e i fianchi coltivati fino a 600 metri di altitudine, questo vulcano spento rappresenta la culla dell'Aglianico del Vulture — ottenuto da uno dei vitigni a bacca rossa più nobili del Sud Italia, certificato DOC nel 1971 e DOCG nel 2011. Un vino così potente e di grande carattere da essere definito "il Barolo del Sud", anche se chi vi ha dedicato la vita preferisce ribaltare la prospettiva: "forse il Barolo è l'Aglianico del Nord".
La viticoltura in quest'area ha radici profondissime, risalenti al VI secolo a.C., quando i Greci la introdussero. Orazio, il grande poeta romano nato a Venosa, ne celebrò i vini nei suoi versi, e persino i soldati di Annibale, intorno al 212 a.C., si dice si recassero in Lucania per ristorarsi con essi. Persino Federico II ne fu estimatore. Una storia millenaria che oggi alcune realtà del territorio portano avanti con passione e rigore, tra cui Tenuta I Gelsi.
Rionero in Vulture: il baricentro del gusto
È a Rionero in Vulture che batte il cuore vinicolo della regione. Tra distese di vigne e ulivi che incorniciano i laghi di Monticchio, la viticoltura non è solo economia, ma una missione. Ed è proprio nella frazione di Monticchio Bagni che sorge Tenuta I Gelsi: fondata nel 2003 da Ruggiero Potito e dalla sua famiglia, l'azienda incarna perfettamente lo spirito della nomina a "Città del Vino", valorizzando il patrimonio storico e proiettandolo nel futuro.
Il nome stesso racconta una storia. I gelsi secolari che fiancheggiano il viale d'ingresso alla tenuta furono piantati non solo per i loro frutti, ma soprattutto per le foglie destinate a nutrire il baco da seta, allevato nella tenuta stessa negli anni Sessanta. Un dettaglio che svela l'anima di questo luogo: un territorio dove ogni elemento della natura ha sempre avuto un ruolo, una funzione, un valore.

A guidare l'azienda è Ruggiero Potito, la cui passione per la vigna risale all'adolescenza e si traduce oggi in un progetto imprenditoriale e culturale insieme.
Un terroir che non si inventa
La posizione della tenuta è straordinaria. A circa 450 metri di altitudine, sul versante del Vulture che si affaccia sulla Valle dell'Ofanto, a due passi dai laghi di Monticchio e dalle sorgenti di alcune delle acque minerali più apprezzate d'Italia, i vigneti beneficiano di un suolo vulcanico di rara complessità: depositi colluviali scuri ricchi di piroclastiti alcaline misti a terreni argilloso-sabbiosi. Un terroir che non si inventa, che si eredita e si custodisce.
I circa dieci ettari vitati si distribuiscono tra Rionero in Vulture e Melfi, su tre parcelle dedicate all'Aglianico: il Vigneto Gelsi (quattro ettari attorno alla cantina, impiantati nel 2004), il Vigneto Ferrovia (tre ettari del 2005) e il suggestivo Vigneto Calaturi, un ettaro di viti di circa cinquant'anni affacciato verso Melfi, testimonianza viva della longevità e della resilienza di questo territorio. A completare il quadro, due ettari di Malvasia, la varietà a bacca gialla tradizionale del comprensorio vulturino. Le viti, potate a cordone speronato doppio, crescono tra i 400 e i 600 metri sul livello del mare, dove le escursioni termiche — fresche d'estate, rigide d'inverno, con neve regolare a gennaio e febbraio — garantiscono una maturazione lenta e uniforme delle uve, presupposto fondamentale per la qualità.
L'Aglianico: il sangue del vulcano
Interprete rigoroso di questo vitigno millenario, Tenuta I Gelsi declina la sua produzione in tre etichette principali. L'Aglianico del Vulture, prodotto dai vigneti Gelsi e Ferrovia, è un vino potente, sapido ed elegante. La Malvasia, invece, completa l'offerta aziendale rappresentando la tradizione dei gialli del comprensorio, a testimonianza di una terra che non smette di stupire.
Verso il 2026: un laboratorio nazionale
Per tutto il 2026, il Vulture sarà teatro di eventi enoturistici, mostre e degustazioni che celebreranno questa straordinaria cultura del vino. In un percorso che parte da Potenza e tocca borghi incantati come Venosa e Forenza, la sosta a Rionero presso Tenuta I Gelsi diventa una tappa obbligatoria per chiunque voglia comprendere l'anima più autentica di questo territorio.
Nel panorama dell'enologia lucana realtà come Tenuta I Gelsi non sono semplici produttori, ma veri e propri presidi culturali, custodi di un sapere antico che si rinnova senza perdere identità. Austeri e generosi insieme, come il vulcano silenzioso da cui tutto ha origine.
Ho potuto degustare quasi tutta la produzione della famiglia Polito e, le seguenti, sono le mie note di degustazione:

CASELLO 105 AGLIANICO DEL VULTURE DOC 2023
Bottiglie prodotte: 5.300. Affinamento 12 mesi in anfore Tava e successivo affinamento in bottiglia per altri 12 mesi.
Da un’attenta selezione dei migliori grappoli del Vigneto Ferrovia nasce questo Aglianico del Vulture Doc allevato a 500 metri di altezza.
Nel calice si scorge un luminoso e sfavillante colore rosso rubino, dai riflessi profondi. Il bouquet si apre ampio e caleidoscopico, depositario di una moltitudine di profumi che stuzzicano immediatamente le narici. Si materializzano così intriganti echi di amarena, marasca, susina nera, prugna, ribes, mirtilli, more selvatiche e gelso, insieme ad eleganti sfumature floreali di violetta e garofano ed una speziatura calibrata di pepe nero e zenzero che sfuma verso un caratteristico timbro territoriale di grafite e ferro.
L'impatto del sorso sulla lingua è decisamente stimolante, morbido, rotondo, fresco, sulfureo, secco ed elegante, al contempo strutturato e tagliente, fiero e aristocratico nel suo sicuro incedere. Le percezioni tattili si rivelano avvolgenti, fitte, materiche e solide, con una tensione palatale vibrante, espansiva, seducente e minerale, sostenuta da una vivace tensione acida. I tannini affusolati sono avviati sulla strada della perfetta morbidezza, gentili e superbi, tali da rendere la beva immediata e stimolante.
Il timbro gustativo si rivela incisivo, aristocratico, sapido e fine, per un gusto pieno, rigoroso e seducente. Un vino dalla spiccata capacità di serbevolezza, schietto e rigoroso, capace di coniugare un’anima territoriale a un’eleganza di alto rango.

IL ROSSO DI CARMINE AGLIANICO DEL VULTURE DOC 2022
Bottiglie prodotte: 4.000. Affinamento in botte di rovere francese da 25 hl per 12 mesi e succcessivo affinamento in bottiglia. Vino Biologico. Aglianico coltivato a 550 metri di altezza.
Alla vista si manifesta una splendente tonalità di rosso rubino, luminosa e attraente. Significativo e articolato il ventaglio aromatico, che si apre al naso con un accumulo di profumi piacevoli ed eclettici: prevalgono note croccanti di marasca, prugna, cassis e mirtilli, adornate da profumi di viola e genziana seguiti da echi di salvia e aneto. A completare il quadro olfattivo, intriganti sentori di terra bagnata, lava e grafite conferiscono un’impronta territoriale inconfondibile, in cui l'apporto del legno, ottimamente calibrato, libera sentori di noce moscata, pepe nero, cioccolato fondente, liquirizia, tabacco e caffè torrefatto.
In bocca penetra un sorso decisamente potente e strutturato, dal frutto maturo e masticabile, piacevole, ma non piacione, capace di risultare allo stesso tempo immediato e appagante. Una ventata di gradevole freschezza alita per tutto il cavo orale, sostenuta da una bella acidità e da una mineralità vibrante che invitano a berlo e riberlo. La chiusura è espansiva, persistente e profondamente elegante nella sua verace ruvidezza. Si tratta di un vino dall'enorme futuro: sebbene oggi offra una beva goduriosa e immediata, la sua struttura ne promette una longevità straordinaria, tutta da scoprire nei prossimi decenni.

CALATURI AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE RISERVA DOCG 2018
Bottiglie prodotte: 2.800. Affinamento in botti di rovere di Slavonia da 50 hl per 24 mesi ed altri 24 mesi di affinamento in bottiglia.
Vino rosso prodotto solo con le uve Aglianico del Vulture provenienti dal vigneto Calaturi, un vigneto di un ettaro di cinquant’anni circa a 550 metri di altezza.
La veste cromatica si manifesta in uno scintillante e appariscente colore granato, impreziosito da lampi purpurei ai bordi. Il naso viene investito da un ricco caleidoscopio di aromi, un ventaglio copiosamente affastellato che incanta sin dal primo approccio. L'incipit è appannaggio di una doviziosa scorta fruttata che annovera ciliegia, prugna, uva passa, cassis, mirtilli, more selvatiche, ribes e scorza d'arancia. L'evoluzione olfattiva si fa poi sapientemente coinvolgente, svelando fragranze floreali di viola mammola, iris e petali di rosa appassita, intrecciate a un'anima officinale di eucalipto, timo, rosmarino e ginepro. Il corredo odoroso si arricchisce di note speziate di pepe nero, pepe rosa, zenzero e chiodi di garofano. A completare il turbinio aromatico, una sequenza di afflati terziari di grande complessità: resina, china, tabacco essiccato, liquirizia, grafite, caffè torrefatto, goudron e sentori empireumatici, con un intrigante sottofondo fumé e sulfureo.
In bocca esordisce un sorso di primo acchito etereo, avvolgente, polposo, materico, voluminoso, potente, esuberante. È un vino dove la potenza e l'esuberanza sono magistralmente bilanciate da una freschezza reattiva e una trama tannica talentuosa, perfettamente addomesticata e superlativa. Il contatto palatale è intenso, corroborante, affascinante, aristocratico e solido, con una progressione sontuosa e ben ritmata. La progressione è sontuosa, centrata su una summa di autorevolezza e piacere che sfocia in un finale dalla persistenza minerale infinita.
Vero must aziendale e massima espressione dell’Aglianico delle grandi occasioni, questo vino si dimostra dinamico e ancora lontano dal suo zenit. Con un retroaroma impagabile e una potenzialità di invecchiamento a lunga scadenza, rappresenta un capolavoro di equilibrio tra vigoria e finezza.

GELSO ROSA BASILICATA IGP 2025
Bottiglie prodotte: 15.000. Aglianico in purezza. Affinamento in acciaio.
Colore rosa salmonato brillante. Al naso si apre un vero e proprio crogiolo di percezioni olfattive: un bouquet vasto ed elegante dove i protagonisti sono i piccoli frutti rossi freschi — come l'amarena, la ciliegia e la fragolina di bosco — intrecciati a note di melagrana, mela cotogna e pompelmo. La complessità si arricchisce di delicati sentori floreali di rosa canina, petali di rosa e viola, con sfumature di sottobosco, mirto e una sottile vena speziata.
Al palato, il vino si concede con grande immediatezza e morbidezza. Il sorso è affusolato, carezzevole e scorrevole, sostenuto da una freschezza vibrante e da una spiccata sapidità che riflette chiaramente l’origine vulcanica del territorio del Vulture. La struttura, pur essendo di corpo leggero, risulta persistente e dinamica, definendo una beva gioiosa e lineare. La silhouette è intrigante ed elegante, capace di evolvere verso un finale reattivo e tonico, impreziosito da un tocco leggermente sulfureo che ne sottolinea il carattere. La chiusura è estremamente gradevole e "vezzosamente ricamata".
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GELSO ROSSO BASILICATA IGP 2024
Bottiglie prodotte: 30.000. Questo Aglianico in purezza (100%) rappresenta una declinazione inconsueta e coraggiosa del celebre vitigno lucano. Svincolato dall'uso di botti piccole o grandi, il vino segue un percorso di vinificazione e maturazione interamente in acciaio, sostando per 6 mesi sulle fecce fini. Il risultato è un rosso moderno, immediato e dalla beva straordinariamente spigliata.
Il vino conquista lo sguardo con una veste cromatica rosso rubino chiaro e brillante, segnata da vivaci e giovani lampi violacei che ne anticipano la freschezza. Lo spettro aromatico è ben calibrato e propositivo. Al naso sprigiona voluttuose essenze di frutta fresca di pianta e di sottobosco, arricchite da eleganti credenziali floreali di geranio e garofano. Il bouquet è completato da suggestioni di macchia mediterranea, frammenti speziati e una sottile nota sulfurea, tipica del terroir vulcanico.
In bocca l'ingresso è invitante, approcciabile e piacevolmente glicerico. Il sorso è un equilibrio perfetto tra rotondità e tensione: si rivela morbido, accattivante e "giocoso", con una trama tannica ben levigata e priva di eccessi. La tattilità è omogenea e seducente, caratterizzata da una freschezza insistita e da una scattante sapidità. Il finale è appagante, schietto e balsamico, con un retroaroma decisamente soddisfacente.
È il "classico" vino che dovrebbe onorare la tavola quotidiana: una beva democratica, pulita e sensuale che punta tutto sulla fragranza del frutto e sulla verticalità del suolo vulcanico.

GELSO BIANCO BASILICATA IGP 2025
Bottiglie prodotte: 20.000.
In un terroir storicamente consacrato all'Aglianico, la Malvasia trova la sua massima espressione nelle parcelle più fredde e scoscese, dove l'altitudine e le pendenze ne esaltano il profilo aromatico. Il Gelso Bianco è il frutto di questa tradizione: una Malvasia in purezza, vinificata e affinata interamente in acciaio per preservarne l'integrità e la tensione minerale.
Il bouquet si distingue per una finezza sussurrata e delicata. Fragranze nitide di mela Golden e gelsomino si intrecciano a fresche note erbacce di salvia, il tutto poggiato su un sottofondo di vibrante mineralità vulcanica. Al palato il vino rivela la sua anima territoriale. Il sorso è dominato da una sferzante acidità quasi agrumata, che dona verticalità e freschezza. La struttura è sostenuta da ritorni intensi di sapidità vulcanica, che ne delineano il carattere deciso e autentico. La chiusura è persistente, marcatamente salina e di grande intensità, lasciando il palato pulito e invogliando il sorso successivo. Una scelta alternativa e raffinata per chi cerca l'anima bianca del Vulture, lontana dalla potenza del rosso ma ugualmente profonda e identitaria.
Mauro Maccario
ENGLISH VERSION
VULTURE IS THE ITALIAN CITY OF WINE 2026: LUCANA'S REDEMPTION IN THE SIGN OF THE I GELSI ESTATE
2026 marks a historic milestone for Basilicata: Vulture has been officially elected "Italian City of Wine" by the national association of Cities of Wine, an honor that recognizes not just a region, but a wine culture built over centuries. This honor is awarded to a district of 14 Lucanian municipalities—led by Ripacandida and Rionero in Vulture as their beating heart—capable of positioning themselves as a national laboratory for the development and regeneration of inland areas, surpassing competition from renowned territories in Veneto, Sicily, and Abruzzo.
A volcano that gives life
Mount Vulture is a gentle giant. Dormant for millennia, it continues to breathe life through the mineral salts of its soil, the richness of its waters, and the gentle breezes of its winds. With its peak rising over 1,300 meters, the crater lakes of Monticchio, and cultivated slopes reaching up to 600 meters, this extinct volcano is the cradle of Aglianico del Vulture—made from one of Southern Italy's noblest red grape varieties, certified DOC in 1971 and DOCG in 2011. A wine so powerful and full of character that it's been called "the Barolo of the South," although those who have dedicated their lives to it prefer to reverse the perspective: "Perhaps Barolo is the Aglianico of the North."
Viticulture in this area has deep roots, dating back to the 6th century BC, when the Greeks introduced it. Horace, the great Roman poet born in Venosa, celebrated its wines in his verses, and even Hannibal's soldiers, around 212 BC, are said to have traveled to Lucania to refresh themselves with them. Even Frederick II was a fan. A thousand-year-old history that today several local businesses continue with passion and dedication, including Tenuta I Gelsi.
Rionero in Vulture: the center of taste
Rionero in Vulture is the heart of the region's winemaking. Among expanses of vineyards and olive groves that frame the Monticchio lakes, viticulture is not just a business, but a mission. And it is precisely in the hamlet of Monticchio Bagni that Tenuta I Gelsi is located: founded in 2003 by Ruggiero Potito and his family, the winery perfectly embodies the spirit of its "City of Wine" designation, enhancing its historical heritage and projecting it into the future.
The name itself tells a story. The centuries-old mulberry trees that line the estate's entrance driveway were planted not only for their fruit, but above all for their leaves, which would feed the silkworms raised on the estate in the 1960s. A detail that reveals the soul of this place: a land where every element of nature has always had a role, a function, a value.
The company is led by Ruggiero Potito, whose passion for the vineyard dates back to his adolescence and has now translated into both an entrepreneurial and cultural project.
A terroir that cannot be invented
The estate's location is extraordinary. At approximately 450 meters above sea level, on the slopes of Mount Vulture overlooking the Ofanto Valley, just steps from the Monticchio lakes and the springs of some of Italy's most prized mineral waters, the vineyards benefit from a volcanic soil of rare complexity: dark colluvial deposits rich in alkaline pyroclastics mixed with sandy clay soils. A terroir that cannot be invented, but is inherited and protected.
The approximately ten hectares of vineyards are spread between Rionero in Vulture and Melfi, across three parcels dedicated to Aglianico: the Gelsi Vineyard (four hectares surrounding the winery, planted in 2004), the Ferrovia Vineyard (three hectares planted in 2005), and the evocative Calaturi Vineyard, one hectare of vines approximately fifty years old overlooking Melfi, a living testament to the longevity and resilience of this area. Completing the picture are two hectares of Malvasia, the traditional yellow grape variety of the Vulture area. The vines, pruned using double spurred cordons, grow between 400 and 600 meters above sea level, where the temperature ranges—cool in summer, cold in winter, with regular snowfall in January and February—ensure a slow and uniform ripening of the grapes, a fundamental prerequisite for quality.
Aglianico: the blood of the volcano
A rigorous interpreter of this ancient grape variety, Tenuta I Gelsi produces three main labels. Aglianico del Vulture, produced from the Gelsi and Ferrovia vineyards, is a powerful, savory, and elegant wine. Malvasia, on the other hand, completes the winery's offerings, representing the area's tradition of yellow wines, a testament to a land that never ceases to amaze.
Towards 2026: a national laboratory
Throughout 2026, the Vulture area will be the scene of wine tourism events, exhibitions, and tastings celebrating this extraordinary wine culture. On a journey starting in Potenza and passing through enchanting villages like Venosa and Forenza, a stop in Rionero at Tenuta I Gelsi is a must for anyone wishing to understand the authentic soul of this area.
In the Lucanian winemaking landscape, businesses like Tenuta I Gelsi are not simply producers, but true cultural strongholds, custodians of an ancient knowledge that is constantly renewed without losing its identity. Austere and generous at the same time, like the silent volcano from which everything originates.
I was able to taste almost all of the Polito family's production, and the following are my tasting notes:
CASELLO 105 AGLIANICO DEL VULTURE DOC 2023
Bottles produced: 5,300. Aged for 12 months in Tava amphorae and subsequently refined in the bottle for another 12 months.
This Aglianico del Vulture DOC, grown at an altitude of 500 metres, is born from a careful selection of the best bunches from the Ferrovia vineyard .
In the glass, a luminous and sparkling ruby red color with deep reflections emerges. The bouquet opens expansively and kaleidoscopically, revealing a multitude of aromas that immediately tantalize the nose. Intriguing notes of black cherry, morello cherry, black plum, plum, currant, blueberry, wild blackberry, and mulberry emerge, along with elegant floral nuances of violet and clove , and a balanced spiciness of black pepper and ginger that fades into a distinctive territorial note of graphite and iron.
The impact on the tongue is decidedly stimulating, smooth, rounded, fresh, sulfurous, dry, and elegant, simultaneously structured and sharp, proud and aristocratic in its confident progression. The tactile sensations are enveloping, dense, textured, and solid, with a vibrant, expansive, seductive, and minerally tension on the palate, supported by a lively acidic edge. The tapered tannins are on the path to perfect smoothness, gentle and superb, making for an immediate and stimulating drink.
The palate is crisp, aristocratic, savory, and refined, with a full, rigorous, and seductive flavor. A wine with remarkable ageing potential, straightforward and rigorous, capable of combining a territorial soul with high-class elegance.
The 2022 Carmine Aglianico del Vulture DOC Red Wine
Bottles produced: 4,000. Aged in 25 hl French oak barrels for 12 months and subsequently in bottle . Organic wine. Aglianico grown at 550 meters above sea level.
A radiant, luminous, and attractive ruby red hue unfolds on the eye. The aromatic palette is significant and complex, opening on the nose with a complex array of pleasant and eclectic aromas: crisp notes of morello cherry, plum, blackcurrant, and blueberry dominate, complemented by scents of violet and gentian, followed by hints of sage and dill. Completing the bouquet are intriguing hints of damp earth, lava, and graphite, lending an unmistakable territorial character. The perfectly balanced oak releases hints of nutmeg, black pepper, dark chocolate, licorice, tobacco, and roasted coffee.
The palate is decidedly powerful and structured, with ripe, chewy fruit, pleasant but not overwhelming, capable of being both immediate and satisfying. A wave of pleasant freshness wafts through the mouth, supported by a lovely acidity and vibrant minerality that invites you to drink it again and again. The finish is expansive, persistent, and profoundly elegant in its authentic roughness. This is a wine with an enormous future: while today it offers a delightful and immediate drink, its structure promises an extraordinary longevity, yet to be discovered in the coming decades.
CALATURI AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE RISERVA DOCG 2018
Bottles produced: 2,800. Aged in 50 hl Swedish oak barrels for 24 months and another 24 months of refinement in the bottle .
Red wine produced exclusively with Aglianico del Vulture grapes from the Calaturi vineyard, a one-hectare vineyard approximately fifty years old at an altitude of 550 meters.
The color manifests itself in a sparkling and eye-catching garnet, embellished with flashes of purple at the edges. The nose is overwhelmed by a rich kaleidoscope of aromas, a copiously bundled array that enchants from the first approach. The opening is dominated by a rich fruity base that includes cherry, plum, raisin, cassis, blueberry, wild blackberry, currant, and orange zest. The olfactory evolution then becomes expertly engaging, revealing floral fragrances of sweet violet, iris, and dried rose petals, intertwined with a medicinal core of eucalyptus, thyme, rosemary, and juniper. The aromatic bouquet is enriched with spicy notes of black pepper, pink pepper, ginger, and cloves. Completing the aromatic whirlwind is a sequence of highly complex tertiary notes: resin, cinchona, dried tobacco, licorice, graphite, roasted coffee, tar, and empyreumatic hints, with an intriguing smoky and sulfurous undertone.
The palate opens with an ethereal, enveloping, pulpy, textured, voluminous, powerful, and exuberant sip. It's a wine where power and exuberance are masterfully balanced by a responsive freshness and a talented, perfectly tamed and superb tannic structure. The palate is intense, invigorating, captivating, aristocratic, and solid, with a sumptuous and well-paced progression. The progression is sumptuous, centered on a sumptuous combination of authority and pleasure that culminates in a finish with infinite mineral persistence.
A true must-have for the company and the ultimate expression of Aglianico for special occasions, this wine proves dynamic and still far from its zenith. With a priceless aftertaste and long-term aging potential, it represents a masterpiece of balance between vigor and finesse.
PINK MULBERRY BASILICATA IGP 202 5
Bottles produced: 15,000. Pure Aglianico. Aged in steel.
Bright salmon pink in color. The nose unfolds a veritable melting pot of olfactory sensations: a vast and elegant bouquet dominated by fresh red berries—such as black cherry, cherry, and wild strawberry—intertwined with notes of pomegranate, quince, and grapefruit. The complexity is enriched with delicate floral scents of wild rose, rose petals, and violet, with nuances of undergrowth, myrtle, and a subtle hint of spice.
On the palate, the wine delivers with great immediacy and smoothness. The sip is tapered, caressing, and flowing, supported by a vibrant freshness and a pronounced savory character that clearly reflects the volcanic origins of the Vulture region. The structure, despite being light-bodied, is persistent and dynamic, defining a joyful and linear drink. The silhouette is intriguing and elegant, evolving towards a responsive and lively finish, enhanced by a slightly sulfurous touch that underscores its character. The finish is extremely pleasant and charmingly embroidered.
RED MULBERRY BASILICATA IG P 202 4
Bottles produced: 30,000. This 100% Aglianico represents an unusual and bold interpretation of the celebrated Lucanian grape. Free from the use of small or large barrels, the wine is vinified and aged entirely in stainless steel, spending six months on the fine lees. The result is a modern, immediate red wine with an extraordinarily easy drinkability.
The wine captivates the eye with a clear and brilliant ruby red color , marked by lively and youthful violet flashes that anticipate its freshness. The aromatic spectrum is well-balanced and assertive. On the nose, it releases voluptuous essences of fresh vine and forest floor fruit , enriched by elegant floral notes of geranium and clove . The bouquet is rounded out with hints of Mediterranean scrub, spicy fragments, and a subtle sulfurous note, typical of the volcanic terroir.
The palate is inviting, approachable, and pleasantly glycerine. The palate strikes a perfect balance between roundness and tension: it's soft, captivating, and playful, with a well-polished tannic texture that's not overdone. The texture is smooth and seductive, characterized by a persistent freshness and a lively savoriness. The finish is satisfying, frank, and balsamic, with a decidedly satisfying aftertaste.
It is the "classic" wine that should grace the daily table: a democratic, clean and sensual drink that focuses entirely on the fragrance of the fruit and the verticality of the volcanic soil.
WHITE MULBERRY BASILICATA IGP 202 5
Bottles produced: 20,000.
In a terroir historically devoted to Aglianico, Malvasia finds its full expression in the coldest and steepest parcels, where the altitude and slopes enhance its aromatic profile. Gelso Bianco is the fruit of this tradition: a pure Malvasia, vinified and aged entirely in stainless steel to preserve its integrity and minerality.
The bouquet is distinguished by a subtle, delicate finesse. Clear aromas of Golden Delicious apple and jasmine intertwine with fresh herbal notes of sage, all resting on a vibrant volcanic minerality. On the palate, the wine reveals its territorial soul. The palate is dominated by a crisp, almost citrusy acidity, lending depth and freshness. The structure is supported by intense volcanic flavors, which outline its decisive and authentic character. The finish is persistent, markedly saline, and highly intense, leaving the palate clean and inviting the next sip. A refined alternative for those seeking the white soul of Vulture, far from the power of the red but equally profound and distinctive.