|

Per un’azienda che ha fatto del tempo un principio fondante – in vigna, in cantina e nei progetti di ampio respiro che richiedono pazienza, determinazione e visione – ProWein è molto più di una vetrina: è l’occasione per fermarsi, ascoltare, confrontarsi e leggere il mercato guardandolo negli occhi, riportando la relazione al centro.
Ed è proprio qui, alle fiere, che per Monte del Frà – realtà familiare che nasce e cresce nel territorio del Custoza – il tempo diventa strategia. Per la famiglia Bonomo non è un elemento accessorio, ma una leva concreta, vissuta prima di tutto nel rapporto con le persone. Una filosofia che si riflette anche nel modo di interpretare le manifestazioni: non esiste “la fiera perfetta”, ma esistono occasioni che diventano autentici momenti di confronto. “ProWein resta un salone che dà respiro. Qui possiamo dedicare il giusto tempo agli incontri, costruirli, approfondirli. E nel vino, la qualità della relazione è ancora la carta vincente”, afferma Marica Bonomo, CEO e terza generazione dell’azienda.
Il presidio internazionale di Monte del Frà – che oggi porta all’estero il 65% dell’imbottigliato in 68 Paesi, affermandosi come uno degli interpreti più riconoscibili della DOC Custoza nel mondo – non è il frutto di una corsa, ma di un percorso costruito con gradualità e coerenza. Negli ultimi cinque anni la crescita nell’Horeca è stata costante, poco più del 2% medio annuo: una progressione misurata, senza accelerazioni forzate. La scelta è chiara: non inseguire i volumi, ma consolidare il posizionamento. Un approccio che implica un’attenzione rigorosa ai partner, dove tempo significa anche selezionare con cura le collaborazioni, talvolta rivedendole, quando necessario, per costruire valore nel lungo termine. “In alcuni mercati abbiamo preferito riconsiderare le partnership, anche accettando un sacrificio iniziale, pur di lavorare con distributori in sintonia con la nostra filosofia - spiega Marica Bonomo e continua - questa è la nostra unità di misura”.
Negli anni anche il pubblico di ProWein è cambiato. Se in passato aveva un profilo più globale, con forte presenza americana e asiatica, oggi il focus è sempre più europeo, nordico e dell’Est e, per Monte del Frà, rappresenta oggi un punto di riferimento soprattutto per l’Europa centrale: Germania e Benelux restano mercati chiave per i quali la kermesse tedesca diventa, chiaramente, appuntamento immancabile. Nonostante le difficoltà degli ultimi anni, la manifestazione resta quindi uno strumento efficace per chi la sa affrontare con metodo e programmazione.
A Düsseldorf, infatti, l’azienda sta pianificando incontri con partner consolidati e con nuovi canali sviluppati recentemente – dalla Giordania al Kazakistan, fino all’Uzbekistan – con l’obiettivo di trasformare in accordi concreti relazioni coltivate nel quotidiano, tra mail, telefonate e visite.
Uno sguardo attento all’export che non distoglie l’attenzione da quello che per Monte del Frà resta il vero baricentro: il mercato domestico. L’Italia è la base identitaria su cui costruire credibilità internazionale. Un vino riconosciuto nella propria terra rafforza naturalmente il proprio valore percepito nel mondo, soprattutto quando il mercato domestico è l’Italia, riferimento globale per eccellenza e cultura enogastronomica.
Vino bandiera e cuore produttivo dell’azienda – nonché protagonista dei tre principali appuntamenti internazionali del settore Wine Paris, Prowein e Vinitaly – è il Custoza, che Monte del Frà presenta nei tre stili Custoza DOC 2024, Cà del Magro Custoza Superiore DOC 2023 e Bonomo Sexaginta Custoza Superiore DOC 2021, che nobilita il blend con un passaggio in legno, proponendo uno stile più evoluto e profondo capace di raccontare un territorio di complessità e di sorprendere proprio grazie al tempo. In assaggio per i visitatori anche le altre grandi espressioni del territorio veronese, dal Lugana al Chiaretto, dal Bardolino ai rossi della Valpolicella, in un portfolio coerente che mantiene identità e visione.
Dal punto di vista strategico e comunicativo, il Custoza continua a rappresentare una delle direttrici più interessanti di sviluppo. Ancora poco esplorato dai mercati esteri, offre ampi margini narrativi: è lo spazio ideale per parlare di origine e cultura del blend, aprendo nuove opportunità di posizionamento. È la leva con cui Monte del Frà intercetta un consumatore internazionale curioso ed esigente, alla ricerca di eccellenze autentiche.
Il Cà del Magro Custoza Superiore – inserito con l’annata 2029 tra i Top 100 di Wine Spectator del 2021 e premiato per sedici anni consecutivi con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso – ne rappresenta l’espressione più iconica. Riconoscimenti che, assieme alla distribuzione in 68 Paesi, contribuiscono a rendere i Custoza di Monte del Frà ambasciatori della denominazione nel mondo, rafforzandone la reputazione e sostenendo la valorizzazione complessiva del territorio.
“Tirando le somme su Wine Paris, appena concluso, e guardando già alla prossima tappa – Vinitaly, dal 12 al 15 aprile 2026 – vediamo con chiarezza come il panorama fieristico stia evolvendo – conclude Marica Bonomo - Vinitaly sta costruendo un modello sempre più ‘sartoriale’, capace di creare contesti strutturati di dialogo anche grazie al lavoro con ICE e alle delegazioni internazionali. Wine Paris, invece, è cresciuta molto rapidamente grazie alla fiducia di tanti produttori e consorzi soprattutto italiani, ma a volte ho avuto la percezione che qui conti più la quantità degli appuntamenti che la qualità del tempo dedicato. Per noi, la fiera funziona quando rimette al centro l’ascolto e la possibilità di costruire davvero un percorso comune e dove si ritrova lo spazio per raccontare il vino come prodotto culturale e identitario, al di là del mero assaggio”.
www.montedelfra.it
Ufficio Stampa Monte del Frà
Valentina Fraccascia
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
M. +39 349 6225578
|