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DOPO I SOPRALLUOGHI DEGLI AGRONOMI

 

ODAF ROMA SI STA ADOPERANDO PER SCONGIURARE LA POSSIBILITA’ DELL’ABBATTIMENTO


ROMA - ieri la presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Roma (ODAF), Paola Muraro, con la Coordinatrice della Commissione Infrastrutture verdi e qualità urbana dell'ODAF Roma, ed un team di dottori agronomi e dottori forestali dell'ODAF Roma ha effettuato un sopralluogo nell'area dei Fori imperiali a seguito dell’emergenza determinata da crolli improvvisi di pini di grandi dimensioni. L'iniziativa nasce IN seguito della riunione convocata martedì scorso in Campidoglio, dall'assessora all'Ambiente Sabrina Alfonsi.

"Il nostro Ordine sin da subito si è messo a disposizione della città - spiega Paola Muraro - per collaborare nel fronteggiare l'emergenza che si è venuta a creare su via dei Fori imperiali a Roma. Siamo convinti che il metodo di lavoro più proficuo sia quello di poter mettere insieme più competenze per una valutazione quanto più obiettiva e sicura".

"Certamente le prove di trazione a cui abbiamo assistito  e che si svolgono - aggiunge Muraro - su questi alberi, vengono condotte nel miglior modo possibile e da professionisti competenti; occorre tuttavia considerare che vengono effettuate in un contesto fortemente urbanizzato e cantierato. L'analisi strutturale di trazione, che comprende la valutazione di alcuni fattori come il vento e la portanza, in quest'area, devono necessariamente tenere conto anche di altri elementi  derivanti dai cantieri e lavori che si sono succeduti nell'area".

"Gli alberi secolari dei Fori imperiali - sottolinea Muraro - sono sollecitati in misura crescente da diversi decenni, a causa di una intensa trasformazione urbanistica della città. Pensiamo agli interventi di scavo, di realizzazione o rifacimenti di aiuole e marciapiedi  con inevitabili interazioni con gli apparati radicali degli esemplari arborei".

"La proposta che abbiamo condiviso con l' amministrazione capitolina - continua Muraro - è quella di effettuare prioritariamente il consolidamento delle zolle radicali, ove tecnicamente possibile, dei 15 alberi più a rischio per gli evidenti conflitti dovuti alla realizzazione delle infrastrutture necessarie per la Capitale, per poter permettere la fruibilità dell'area Archeologica più importante al mondo. Nel frattempo, i tecnici agronomi e forestali incaricati proseguiranno negli approfondimenti – in corso di ultimazione -  relativi agli altri esemplari arborei, contando sulla messa a disposizione da parte delle istituzioni competenti, di dati ed informazioni tecniche fondamentali riguardanti l’esatta ubicazione e consistenza degli interventi pregressi nelle aree di pertinenza radicale, unitamente ai dati relativi alla mappatura e morfologia del patrimonio archeologico ipogeo”.

 
 
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AGRONOMI ROMA (ODAF) - UFFICIO STAMPA

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