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Metti una sera al cineforum guardando il film Terra e libertà di Ken Loach. Ma prima che il buio in sala chiami al silenzio, immagina un momento di sospensione: il tintinnio dei calici e la scoperta inaspettata del Curiale Cirò Bianco.
È un inizio che scalda gli animi in modo intelligente. Mentre il vino, con la sua sapidità marina e quei profumi di ginestra e agrumi tipici della Calabria più autentica, scioglie le tensioni della giornata, si prepara il terreno per il cinema di Ken Loach. C'è un'affinità sottile, quasi poetica, tra questo bianco schietto, figlio di una terra aspra e generosa, e la narrazione cruda della Guerra Civile Spagnola: entrambi rifiutano i fronzoli, puntando dritti all'essenza.

Curiale
Il Vino: Un'Identità da Difendere

Curiale Cirò Bianco DOC 2024 nasce nei pressi della costa ionica calabrese, dalla Cantina Società Cooperativa Caparra & Siciliani di Cirò Marina, attiva dal 1963. È un blend dove il Greco Bianco domina, completato dal Pecorello: il primo apporta mineralità e struttura, il secondo freschezza e aromaticità.
Nel bicchiere splende un giallo paglierino vivace attraversato da riflessi verdognoli. Al naso si aprono profumi collusivi di bergamotto, pompelmo, pesca gialla, papaya, con note di mandorla, biancospino, sambuco ed erbe aromatiche. Le fragranze iodate accarezzano il palato insieme a delicati sospiri speziati.
In bocca esordisce un sorso delicato, fresco, sapido e agrumato. La tensione gustativa è vellutata, elegante, genuina: un vino di cristallina purezza che non si nasconde dietro trucchi di cantina, ma racconta con schiettezza il suo territorio. Il finale è decisamente ammandorlato, appagante e prolungato.

Il Film: Un Pugno dalla Storia

Con il palato ancora fresco di quella mineralità vibrante, le immagini della Spagna del 1936 colpiscono con forza diversa. Seguiamo lo sguardo idealista di David, giovane disoccupato di Liverpool che parte per combattere il fascismo, e ci accorgiamo che la pellicola non vuole solo raccontarci una guerra, ma interrogarci su cosa resti oggi di quei sogni di giustizia universale.
Terra e libertà è un film che scuote, che fa rabbia, ma che alla fine lascia addosso una strana forma di orgoglio umano. La celebre scena della discussione sulla collettivizzazione delle terre resta una delle più potenti rappresentazioni di democrazia diretta mai filmate.

Due Resistenze, Una Stessa Dignità

Il parallelo tra la resistenza dei viticoltori che producono il Curiale e i miliziani di Ken Loach non è solo una suggestione da fine calice, ma una riflessione profonda sul concetto di appartenenza.
La lotta contro l'omologazione: Proprio come i protagonisti del POUM si battevano per un socialismo dal volto umano, i produttori del Cirò Bianco resistono all'omologazione del gusto. Il vitigno Greco Bianco è una dichiarazione d'indipendenza contro i vitigni internazionali che vorrebbero rendere ogni calice uguale a se stesso.
Il valore della terra comune: Nel film, la collettivizzazione è il perno del racconto: la terra appartiene a chi la lavora. Coltivare in Calabria significa fare agricoltura eroica, dove ogni grappolo è un atto di resistenza contro l'abbandono del territorio.
La schiettezza come arma: C'è una nudità commovente in Terra e libertà: niente effetti speciali, solo volti scavati. Il Curiale condivide questa estetica del vero. È minerale, diretto, talvolta sferzante: la voce di chi non vuole compiacere il mercato, ma raccontare una storia.

Il Verdetto: Il Gusto della Libertà

Perché questo abbinamento funziona così bene? Territorialità, schiettezza e convivialità si intrecciano: il cineforum smette di essere una lezione accademica e torna a essere un'esperienza collettiva, proprio come le assemblee dei miliziani nel film.
Uscire dalla sala con il ricordo della mineralità del Cirò ancora sul palato e le immagini del film negli occhi ci fa sentire parte di una lunga staffetta. Che si tratti di impugnare un fucile per un ideale o di potare una vite su una collina arsa dal sole, la resistenza è sempre una questione di radici.
E forse, la vera libertà sta proprio nel diritto di poter scegliere, ogni giorno, di quali frutti e di quali sogni vogliamo nutrirci.

 

Scheda Tecnica - Curiale Cirò Bianco DOC 2024
Uvaggio: Greco Bianco (maggioranza) e Pecorello
Gradazione: 12,5%
Affinamento: 4 mesi in acciaio, 2 mesi in bottiglia
https://caparraesiciliani.com/curiale/

Mauro Maccario