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Articolo di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**
Il rapporto del Fmi sullo stato di salute economica dell’Europa presentato recentemente a Bruxelles
invita i Paesi dell’Unione ad adottare tagli nella spesa pubblica, in particolare pensioni, assistenza e
sanità. Lo ha affermato il direttore del Fondo monetario internazionale Europa, Alfred Kammer. Un
messaggio che fa a pugni con quanto da lui dichiarato in una precedente intervista alla Reuters dove
aveva sostenuto la necessità di aumentare le spese per la difesa. Quanti bilanci convivono nelle teste
del Fmi? E’ l’inquietante domanda che ci si pone.
Lo studio sostiene che il livello del debito pubblico è diventato insostenibile, in particolare in Italia,
Francia e Germania. Con le attuali politiche fiscali, nel 2040 la media europea del rapporto
debito/pil raddoppierebbe, raggiungendo il 130%. Tra le cause dell’aumento sono stati evidenziati
l'invecchiamento della popolazione, i relativi costi sanitari e il crescente fabbisogno finanziario per
la sicurezza energetica e la difesa.
Il debito più elevato porterebbe a una minore crescita economica, a tassi d’interesse più elevati sui
titoli di Stato e a condizioni di finanziamento peggiori per le imprese e le famiglie. Inoltre, temendo
un aumento della tassazione, probabilmente le aziende diventerebbero più restie a investire.
Il Fmi ritiene sostenibile un rapporto medio debito/pil in Europa del 90%. Naturalmente questo
valore varia da paese a paese. Oggi in Italia è oltre il 137%. In ogni caso si sostiene che sono
necessarie riforme strutturali che stimolino la crescita e i tagli alla spesa.
Alcuni paesi fortemente indebitati dovranno migliorare il loro saldo primario – la differenza tra
entrate e uscite al netto degli interessi – di oltre cinque punti percentuali.È un compito piuttosto
arduo, ha ammesso Kammer. Se la ricetta del Fmi fosse applicata pienamente in Italia, sarebbe la
morte della nostra economia.
Il Fmi evidentemente si fa portavoce dei programmi di Trump nei confronti dell’Europa
“spendacciona” che vivrebbe alle spalle degli Usa. Il messaggio è semplice: ripensare radicalmente
il modello di stato sociale per far posto alle spese per la difesa. La pressione per tagliare la spesa è
così forte che un quarto dei paesi europei dovrà andare oltre le strategie tradizionali. Se tutti i paesi
europei riducessero la quota di finanziamento pubblico destinata a sanità, istruzione, pensioni,
infrastrutture e sicurezza energetica, portandola alla media Ocse, ciò potrebbe generare risparmi
medi fino al 3% del pil, ha detto Kammer.
Il documento sostiene anche che per promuovere la crescita nell'Ue si dovrebbero ridurre le barriere
all'interno del mercato unico europeo che, secondo il Fmi, equivarrebbero a una tariffa del 44%
sulle merci. Anche se non si può negare il permanere di certe barriere nazionali, la cifra è veramente
sproporzionata. Sembra più una lettura trumpiana, che si è sentita innumerevoli volte, piuttosto che
l’oggettiva valutazione della realtà economica e commerciale europea.
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Da notare che nell’intervista con la Reuters, mentre sosteneva di ridurre la spesa pubblica per il
welfare, Kammer raccomandava, invece, di finanziare l’aumento degli investimenti nei settori della
difesa e dell’energia attraverso l’utilizzo del debito comune europeo. Un debito comune europeo di
800 mld di euro era stato realizzato opportunamente per sostenere l’economia colpita dal Covid.
Dopo di che l’idea è stata osteggiata da parecchi governi e per il momento accantonata. Il Fmi
propone di raddoppiare gli investimenti per la difesa e per l’energia, un programma di “beni
pubblici” come li chiama Kammer, che farebbe aumentare il pil europeo.
Kammer ha anche asserito che Ue non ha un mercato dei capitali sufficientemente forte… Esso è
frammentato lungo linee nazionali, prive di un asset sicuro, veramente grande e liquido;. Purtroppo,
un’affermazione vera!
Lo stock di obbligazioni in circolazione nell'area dell'euro emesse dai governi è pari a 13.000 mld di
euro, di molto interiore ai 30.000 mld di dollari del mercato dei titoli emessi dal Tesoro
statunitense. Kammer vede quindi spazi per un nuovo indebitamento, ma solo per la difesa. Allora
quale è la ricetta del Fmi per l’Europa: tagliare le spese per contenere il debito pubblico o
aumentare il debito per finanziare il riamo?
La credibilità storica del Fmi e delle sue proposte per i vari paesi del mondo è molto bassa e non
merita di essere seguita. Una cosa è chiara: lo sviluppo e la ricchezza dell’Europa sono il risultato
dell’applicazione delle politiche dell’economia sociale di mercato che non possono essere sovvertite
da irrealistici progetti e fantasie di guerra.
Bisogna lavorare per rimettere insieme i cocci della pace!
*già sottosegretario all’Economia **economista