In questo sito possono essere usati cookie per garantire una ottimale fruizione dei suoi servizi.

Italian Wines and Spirits
Menu

Select your language

Select your language

Il sistema informatico di ITALIANWINESANDSPIRITS.COM  e ENOPRESS.IT  ci consentono di ricevere e pubblicare i comunicati in tutti i loro elementi: testo, foto, immagini, link, video, ecc. Per agevolarne l'inserimento si prega di seguire questi SUGGERIMENTI

0.ENOPRESS WINE SPECIAL

Dolci colline coperte di vigneti che scivolano su un mare azzurrissimo, dune di sabbia dorata abitate da gigli e vigne selvatiche, questa è Menfi.

Luogo di confine tra il mondo fenicio e quello greco, è scenario di una biodiversità preziosa in un angolo incontaminato della Sicilia. Siamo in provincia di Agrigento, dove a sfidare il vento di scirocco che soffia dalla vicina Africa, dominano incontrastati canneti, dune di sabbia, palme nane, uliveti e vigneti che si estendono per circa 6.000 ettari (di cui 1.000 a regime biologico) fino a un’altitudine di 400 metri.

La Denominazione di Origine Controllata Menfi, creata nel 1995, comprende non solo l’intero territorio del comune che ne porta il nome, ma anche parte dei comuni di Sciacca e Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento, e Castelvetrano in provincia di Trapani.

Menfi, un comune di 11.700 abitanti in provincia di Agrigento, sulla costa ovest dell’isola, è da anni un luogo chiave per la viticoltura italiana. Forte di numeri impressionanti – oltre 3.000 ettari vitati e la presenza di colossi come Settesoli e Planeta – Menfi garantisce una fetta enorme della produzione vinicola regionale.

Nonostante questo ruolo di pilastro, chi produce qui ha a lungo preferito puntare sul brand Sicilia. Oggi, però, la DOC Menfi, è al centro di una vera e propria svolta, con l’obiettivo di superare il paradosso di un territorio vasto ma con una risonanza della denominazione ancora modesta.

 0.Menfi Vigneti

Il Paradosso della DOC e il Ruolo dei Giganti

La DOC Menfi compie 30 anni quest’anno, ma l'assurdità è che, a fronte di circa una decina di aziende sul territorio comunale, solo tre rivendicano attualmente la denominazione: Cantine Settesoli (con il brand di punta Mandrarossa), Planeta e Marilena Barbera.

  • Settesoli/Mandrarossa, la cooperativa più importante della Trinacria (oltre 2.000 soci), sta guidando il rilancio, con la chiara intenzione di spostare alcuni dei suoi vini da Sicilia DOC a Menfi DOC.
  • Planeta ha fatto di Menfi il suo quartier generale e, insieme a Settesoli, ha trasformato la zona nel più grande campo sperimentale della Sicilia tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2000.

Un Terroir Senza un Vitigno Guida

A differenza di altre DOC siciliane dove dominano pochi vitigni (come Nerelli sull'Etna o Frappato e Nero d'Avola a Vittoria), a Menfi regna un’anarchia produttiva. Il disciplinare, infatti, consente la produzione da ben 26 vitigni diversi, creando confusione. L’obiettivo per il futuro è tentare di restringere il campo e scegliere le varietà su cui puntare.

Nonostante la varietà, il terroir presenta caratteristiche definite e preziose:

  • La presenza costante del mare all'orizzonte.
  • L'effetto termoregolatore del Lago Arancio sulle aree più interne.
  • La combinazione unica di calcare a crinoidi (un tipo di suolo tipico anche di alcune delle migliori vigne della Borgogna).

Il risultato di questo terroir è una solarità aromatica e un’acidità sostenuta nei vini, indipendentemente dal vitigno.

I Vini Protagonisti

L'analisi stilistica della produzione attuale evidenzia che i gialli sono i vini a godere di maggiore costanza espressiva.

  • Marilena Barbera interpreta l'autoctono Inzolia (Dietro Le Case) piantata vicino al mare, acquisendo spessore tattile e salinità. Il suo Zibibbo secco (Ammanno) offre sfumature profonde e originali, come zafferano e cappero sotto sale.
  • Planeta ha adattato il suo Chardonnay portando parte delle viti sopra quota 400 metri per fronteggiare il riscaldamento globale, ottenendo una versione più giocata sulla finezza.
  • Anche Mandrarossa con il suo Urra di Mare (Sauvignon Blanc) mostra l'influenza marina.

Per quanto riguarda i rossi, il vitigno del futuro sembra essere l’autoctono Nero d'Avola, più resistente al calore e alla siccità. Esempi sono l'ultra-contemporaneo Lu Cori 2023 di Marilena Barbera o il Terra del Sommacco di Mandrarossa.

La Grande Scommessa: Creare il Consorzio di Tutela

L'esigenza più sentita è la costituzione di un Consorzio di Tutela per la DOC Menfi.

Questo Consorzio non è visto come un punto di arrivo, ma come un punto di partenza per:

  1. Valorizzare il Territorio: Creare un vero e proprio "brand Menfi" che vada oltre il vino, coinvolgendo olio, turismo e l'intero tessuto economico locale.
  2. Aggiornare il Disciplinare: Renderlo più consono al terroir e operare una nuova zonazione per valorizzare le contrade.
  3. Promuovere a Livello Globale: Accrescere la percezione e la riconoscibilità della DOC.

Sfide e Prospettive Future

Il percorso non è privo di ostacoli. Il cambiamento climatico e l'emergenza idrica hanno causato due anni estremamente difficili (attacco di peronospora nel 2023 e grave siccità nel 2024), portando a una riduzione delle rese del 37%. I produttori sperimentano potature più corte e tecniche di aridocoltura, ma sollecitano interventi infrastrutturali da parte delle istituzioni.

Nonostante le criticità, la DOC Menfi guarda avanti con ottimismo, puntando su:

  • Sostenibilità: Forte delle certificazioni VIVA e SOStain.
  • Mercati Emergenti: Esplorazione di Cina e Corea del Sud.
  • Enoturismo: La bellezza del territorio (spiagge Bandiera Blu da 30 anni, paesaggi incontaminati) è la leva strategica per attrarre visitatori, offrendo un'esperienza diretta che rafforzi l'immagine della denominazione.

Come accennato, ad avere maggiore costanza espressiva sono i vini gialli. Molto diversi sia da quelli dell’Etna che da altri di zone più vicine come Marsala.

Segnalo quelli che, a mio avviso, sono le migliori etichette di vini gialli delle aziende che si fregiano della Doc Menfi.

 0.dietro le case inzolia menfi sicilia 1

Il primo, firmato Marilena Barbera, è Dietro Le Case, ottenuto dalla negletta uva Inzolia che, piantata a due passi dal mare e macerata sulle bucce, acquisisce spessore tattile ed esuberanza espressiva. Esplosivo al naso, con la salinità che ravviva, compensando l’acidità bassa tipica dell’uva. Color giallo oro, regala un olfatto complesso, di buccia d’arancia amara e zagara di cedro che evolvono in toni iodati, con un tocco di erbe fini e spezie.

0.Planeta Cometa 255x580

Il secondo è il Fiano Cometa Menfi DOC 2023 di Planeta affinato in acciaio e in botti da 36 hl in rovere di Allier e tonneaux e prodotto secondo i criteri della sostenibilità e del biologico.

Fiano in purezza proveniente da terreni calcareo-argillosi che contribuiscono ad esaltare i marcatori aromatici di macchia mediterranea propri di questo vitigno. Così, tra il fiore di ginestra ed il timo, si possono rintracciare dei delicati profumi di camomilla, fieno, mango e cedro. Palato minerale con tracce di sapidità vibranti che scuotono e dissetano. Poi il ritmo cambia per diventare più lento ed armonico, un invito a sorseggiare questo giallo d’autore con la giusta calma godendosi appieno ogni sfumatura. Il finale regala una sensazione tattile setosa con un retrogusto raffinatissimo di albicocche mature, di mandorli in fiore e foglia di basilico.

 0.Urra di mare Mandrarossa di Cantine Settesoli 1024x768

Il terzo ed ultimo è il suadente Urra di Mare Menfi Doc 2024 della cooperativa Cantina Settesoli (con il brand Mandrarossa). Un Sauvignon Blanc in purezza da vigne che toccano quasi la costa che affina 4 mesi in serbatoi di acciaio inox.

Giallo verdolino con riflessi dorati. Al naso esprime profondi sentori di limoni, cui seguono effluvi di zagara e gelsomino, sottili richiami di salvia e una netta nota di menta. L’assaggio regala un sorso snello, agile e scattante, dotato di una sferzante acidità e di un finale sapido e lungo che rende piacevole la beva.

Mauro Maccario

 

 

ENGLISH VERSION

Rolling hills covered in vineyards that slide into an azure sea, golden sand dunes inhabited by lilies and wild vines, this is Menfi.

A borderland between the Phoenician and Greek worlds, it is home to precious biodiversity in a pristine corner of Sicily. We are in the province of Agrigento, where, braving the sirocco wind blowing from nearby Africa, reed beds, sand dunes, dwarf palms, olive groves, and vineyards reign supreme, stretching across approximately 6,000 hectares (1,000 of which are organic) up to an altitude of 400 meters.

The Menfi Controlled Designation of Origin, created in 1995, includes not only the entire territory of the municipality that bears its name, but also parts of the municipalities of Sciacca and Sambuca di Sicilia, in the province of Agrigento, and Castelvetrano in the province of Trapani.

Menfi, a town of 11,700 inhabitants in the province of Agrigento on the island's west coast, has been a key hub for Italian viticulture for years. Boasting impressive numbers—over 3,000 hectares of vineyards and the presence of giants like Settesoli and Planeta—Menfi accounts for a huge portion of the region's wine production.

Despite this pivotal role, those producing here have long preferred to focus on the Sicilian brand . Today, however, the Menfi DOC is at the center of a real turning point, aiming to overcome the paradox of a vast territory yet a still modest recognition of the denomination.

 

The DOC Paradox and the Role of Giants

The Menfi DOC turns 30 this year, but the absurdity is that, out of around ten companies in the municipal area, only three currently claim the denomination: Cantine Settesoli (with the flagship brand Mandrarossa), Planeta and Marilena Barbera .

  • Settesoli/Mandrarossa , the most important cooperative in Trinacria (over 2,000 members), is leading the relaunch, with the clear intention of moving some of its wines from Sicilia DOC to Menfi DOC.
  • Planeta made Menfi its headquarters and, together with Settesoli, transformed the area into Sicily's largest experimental field between the late 1990s and early 2000s.

A Terroir Without a Guiding Grape Variety

Unlike other Sicilian DOCs where a few grape varieties dominate (such as Nerelli on Etna or Frappato and Nero d'Avola in Vittoria), Menfi is a land of anarchy . The regulations, in fact, allow for production from as many as 26 different grape varieties, creating confusion. The goal for the future is to try to narrow the field and choose the varieties to focus on.

Despite the variety, the terroir presents defined and precious characteristics:

  • The constant presence of the sea on the horizon.
  • The thermoregulatory effect of Lake Arancio on the most inland areas.
  • The unique combination of limestone and crinoids (a soil type also typical of some of the best vineyards in Burgundy).

The result of this terroir is an aromatic radiance and sustained acidity in the wines, regardless of the grape variety.

The Protagonist Wines

A stylistic analysis of current production highlights that yellow wines enjoy the greatest expressive consistency.

  • Marilena Barbera interprets the native Inzolia ( Dietro Le Case ) planted near the sea, acquiring tactile depth and salinity. Her dry Zibibbo ( Ammanno ) offers deep and original nuances, like saffron and salted capers.
  • Planeta has adapted its Chardonnay by raising some of the vines above 400 meters to address global warming, resulting in a version that focuses more on finesse.
  • Mandrarossa with its Urra di Mare (Sauvignon Blanc) also shows marine influence.

As for reds , the grape of the future seems to be the native Nero d'Avola , more resistant to heat and drought. Examples include the ultra-contemporary Lu Cori 2023 from Marilena Barbera or the Terra del Sommacco from Mandrarossa.

The Big Bet: Creating the Protection Consortium

The most pressing need is the establishment of a Protection Consortium for the Menfi DOC.

This Consortium is not seen as a point of arrival, but as a starting point for:

  1. Promoting the Territory: Creating a true "Menfi brand" that goes beyond wine, involving oil, tourism, and the entire local economic fabric.
  2. Update the Regulations: Make them more in line with the terroir and implement new zoning to enhance the districts.
  3. Promote Globally: Increase the perception and recognition of the DOC.

Challenges and Future Prospects

The path is not without obstacles. Climate change and the water emergency have caused two extremely difficult years (downy mildew in 2023 and severe drought in 2024), leading to a 37% reduction in yields. Producers are experimenting with shorter pruning and dryland farming techniques, but are pressing for infrastructure improvements from governments.

Despite the critical issues, the Menfi DOC looks forward with optimism, focusing on:

  • Sustainability: Strong VIVA and SOStain certifications.
  • Emerging Markets: Exploring China and South Korea.
  • Wine tourism: The beauty of the area (Blue Flag beaches for 30 years, pristine landscapes) is the strategic lever for attracting visitors, offering a firsthand experience that strengthens the image of the denomination.

As mentioned, yellow wines are the most consistently expressive. They are very different from those from Etna and from others from closer areas like Marsala.

I'd like to highlight what I believe to be the best yellow wine labels from wineries that boast the Menfi DOC designation.

 

The first, by Marilena Barbera, is Dietro Le Case , made from the neglected Inzolia grape. Planted just steps from the sea and macerated on the skins, it acquires tactile depth and expressive exuberance. It's explosive on the nose, with a lively salinity that offsets the grape's typical low acidity. Golden yellow in color, it offers a complex aroma of bitter orange peel and citron blossom that evolve into iodine tones, with a touch of fine herbs and spices.

 

The second is the Fiano Cometa Menfi DOC 2023 by Planeta aged in steel and in 36 hl Allier oak barrels and tonneaux and produced according to sustainability and organic criteria.

A single-variety Fiano from calcareous-clay soils that enhance the aromatic signatures of the Mediterranean scrub typical of this grape variety. Thus, between broom flowers and thyme, delicate aromas of chamomile, hay, mango, and cedar emerge. The palate is mineral with vibrant, refreshing hints of flavor. The pace then shifts to become slower and more harmonious, inviting you to sip this signature yellow wine slowly, fully enjoying every nuance. The finish offers a silky texture with a refined aftertaste of ripe apricots, almond blossoms, and basil leaves.

 

The third and final is the mellow Urra di Mare Menfi DOC 2024 from the Cantina Settesoli cooperative (under the Mandrarossa brand). A pure Sauvignon Blanc from vineyards almost touching the coast, it ages for four months in stainless steel tanks.

Greenish yellow with golden highlights.  The nose reveals deep notes of lemon, followed by hints of orange blossom and jasmine, subtle hints of sage, and a distinct note of mint.  The palate is lean, agile, and lively, with a crisp acidity and a long, savory finish that makes it a pleasure to drink.