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IL SECOLO AFRICANO

MARIO LETTIERI - PAOLO RAIMONDI 

 

0.copertina libro Africa 1

 
 
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Impaginazione: Filippo Zotta
 
 
Introduzione
 
ùL’Africa è un continente straordinario, certamente pieno di
contraddizioni ma proiettato nel futuro. E’ composto da 55 Stati
sovrani riconosciuti, 8 città e isole che sono parte di Stati non
africani e 2 altri paesi non ancora pienamente riconosciuti.
Perciò, data la natura molto variegata potremmo dire “le
Afriche”.
Con circa 30,3 milioni di kmq, comprese le isole adiacenti,
copre il 20% della superficie terrestre. Con oltre un miliardo e
mezzo di abitanti, rappresenta il 18,4% della popolazione
mondiale. Il 44,5% vive nei centri urbani. Una delle sue forze è
rappresentata dai giovani. Infatti, l’età media in Africa è di 19,2
anni!
Le Nazioni Unite stimano che entro il 2050 la popolazione
africana raggiungerà quasi i 2,5 miliardi. Più del 25% di quella
mondiale sarà africana. (segue)
 
Africa: quando l’economia di un continente non fa notizia I ripetuti interventi dell’indimenticabile Papa Francesco a favore della fratellanza universale e della pace planetaria, dando voce alle moltitudini dei senza voce, hanno disegnato una vera e propria periferia esistenziale sulla quale dovremmo tutti riflettere: quella dell’informazione. Il tema è di scottante attualità, soprattutto in riferimento al continente africano e alla sua drammatica situazione economica. Ma andiamo per ordine.
 
Pur vivendo immersi in una cultura globalizzata, paradossalmente, l’opinione pubblica è spesso all’oscuro di fatti e accadimenti che avvengono in paesi come la Somalia, il Sud Sudan, o la Repubblica Democratica del Congo. Purtroppo, la mercificazione cui è sottoposto l’intero comparto massmediale, la chiusura di molti uffici di corrispondenza imposta dalle politiche di austerity, nonché l’emissione affannosa di notizie resa necessaria dalle regole della comunicazione in tempo reale, rappresentano un forte limite nel raccontare i fatti e gli accadimenti su scala planetaria, in particolare quelli che si verificano nelle tante periferie africane.
 
«La nostra professione — diceva il compianto giornalista africanista, di nazionalità polacca Ryszard Kapuściński — è una lotta costante tra il nostro sogno, la nostra volontà di essere del tutto indipendenti e le situazioni reali in cui ci troviamo, che ci costringono invece ad essere dipendenti da interessi, punti di vista, aspettative dei nostri editori ... In generale si tratta di una professione che richiede una continua lotta e un costante stato di allerta ...».
 
 
 
 
Prefazione di Padre Giulio Albanese*
 
* Comboniano, Direttore, Ufficio per le Comunicazioni Sociali, Ufficio per la Cooperazione missionaria tra le Chiese, Vicariato di Roma