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0.ENOPRESS WINE SPECIAL

Il Trebbiano Spoletino è un vitigno autoctono umbro, storicamente presente nell’area di Spoleto e Montefalco. Nonostante sia un vitigno antico, la sua riscoperta ha origine recente: l’interesse per le uve autoctone e per la valorizzazione del territorio ha riportato in auge, negli ultimi tempi, il vitigno andato dimenticato nel corso degli anni a causa dell’abbandono della viticoltura ad alberata e la relativa meccanizzazione.   

Il suffisso trebbiano è lo stesso delle varietà tipiche del territorio toscano/veneto-lombardo/abruzzese, in realtà il Trebbiano Spoletino è ben diverso dagli uvaggi elencati e probabilmente non risale neppure dalla stessa origine. Il nome dovrebbe derivare dalla città di Trevi, situata nei paraggi di Spoleto, in provincia di Perugia.

Al giorno d’oggi il Trebbiano Spoletino è stato riportato alla ribalta in tutto il territorio umbro con l’avvento della DOC Spoleto, ed è difficile trovare cantine della zona che non ne producano almeno un’etichetta.

Protagonista singolare di questa rinnovata attualità è Gianluca Piernera, titolare della Cantina Ninni a Spoleto, che in una decina d’anni è passato da una produzione strettamente artigianale, dedicata all’autoconsumo, all’immissione in commercio di vini che sorprendono e conquistano per un senso di autenticità e schiettezza.

I vigneti si trovano tutt’intorno alla moderna casa di famiglia: gestiti in maniera rigorosamente naturale, senza pesticidi, senza diserbanti, senza “aiutini” chimici di alcun genere. Sono trattati solo con i fitofarmaci consentiti dall’agricoltura biologica. Il concime fogliare e l’estratto di bucce d’arancia (prezioso fungicida) sono gli unici nutrimenti della terra.

Anche in cantina vengono rispettate le regole della produzione naturale: i solfiti aggiunti non superano mai gli 80 milligrammi per litro (nel convenzionale ne sono permessi oltre il doppio), le fermentazioni avvengono in modo spontaneo per mezzo dei soli lieviti contenuti nell’uva e non c’è controllo delle temperature. La filtrazione è totalmente assente.

Noi abbiamo assaggiato due etichette prodotte dalla cantina spoletina e queste sono le nostre impressioni.

L Edoardo Cantina Ninni 600x600

L’EDOARDO BIANCO FRIZZANTE METODO ANCESTRALE 2024

Da un vigneto di uve a bacca gialla storica del luogo, è imbottigliato secondo il metodo ancestrale, ossia durante la fase di fermentazione con i suoi lieviti, zuccheri e la sua bolla naturale. Le uve hanno subito una micro-macerazione a freddo sulle bucce per 36 ore, per poi subire una pressatura leggera. La fermentazione è spontanea con lieviti indigeni e dura circa 20/25 giorni fino al raggiungimento di un livello di bolle di 1/1,2. Poi viene imbottigliato per effettuare la seconda fermentazione con i lieviti indigeni, ovviamente non viene filtrato né chiarificato, pertanto è bene girarlo a testa in giù più volte affinché le parti in sospensione si sciolgano rendendolo velato e aromaticamente più complesso.

Dalla spuma delicata, si apre con note floreali e sentori che in parte richiamano il lievito per poi spingere su pesca gialla, cedro, mandarino, ananas, con un leggero sottofondo di muschio e cera d’api. Al palato ha freschezza da vendere, un sorso scorrevole che pulisce il cavo orale dove la componente agrumata e di frutta gialla ritornano con decisione. La sensazione generale è di grande bevibilità, in perfetto equilibrio e senza alcuna pesantezza, si beve davvero con gusto.

 Poggio del Vescovo Cantina Ninni 2025 450x450

POGGIO DEL VESCOVO SPOLETO DOC TREBBIANO SPOLETINO 2024

100% Trebbiano Spoletino

Vinificato solo in acciaio, non filtrato e non chiarificato, con basso contenuto di solfiti, senza l’aggiunta di altre sostanze ammesse per uso enologico.

Nel calice mette in mostra una tonalità giallo paglierino luminoso. Esprime una trama olfattiva decisamente particolare, a mio avviso ancora in via di armonizzazione, naso di bella espressività. Il bouquet abbraccia prima una trama floreale che ricorda il glicine, poi arrivano note agrumate di cedro e limone e prende scena la tropicalità dolce come il frutto della passione, cenni di mango e papaya seguiti da una lieve componente di miele di acacia con un tocco di zenzero.  

All’assaggio conferma la sensazione di un vino tutto in progressione, ancora leggermente scomposto ma dal profilo estremamente promettente. Elegante e morbido, all’ingresso in bocca si apre ben sorretto dall’acidità, con un frutto che torna vivo e stimolante, con una vena sapida marcata ed una mineralità che rende il sorso profondo, sferico, caratterizzato da un cenno di zenzero che lo rende accattivante.

Vino piacevolissimo nel complesso, a cui, se proprio devo segnalare un limite in quest’annata, lo vedo nella persistenza, non eccezionale. 

 

Azienda Agricola Cantina Ninni 
06049 Fraz. Terraia 60/A Spoleto (PG)
Contatti: https://www.cantinaninnispoleto.com/contatti/
Mauro Maccario

 

ENGLISH VERSION

 

Trebbiano  Spoletino  is a  native Umbrian grape , historically present in the Spoleto and Montefalco area. Despite being an ancient variety, its rediscovery is of recent origin: interest in native grapes and the valorization of the territory has recently revived this grape, which had been forgotten over the years due to the abandonment of  alberata viticulture and the associated mechanization.   

The suffix "trebbiano" is the same as that of the varieties typical of the Tuscan/Veneto-Lombard/Abruzzo regions. In reality, Trebbiano Spoletino is quite different from the grape varieties listed and likely doesn't even have the same origins. The name is believed to derive from the  town of Trevi , located near Spoleto, in the province of Perugia.

Nowadays, Trebbiano Spoletino has been brought back into the limelight throughout Umbria with the advent of the Spoleto DOC, and it is difficult to find wineries in the area that do not produce at least one label.

A key figure in this renewed trend is Gianluca Piernera, owner of Cantina Ninni in Spoleto, who in about ten years has transitioned from strictly artisanal production, dedicated to personal consumption, to releasing wines that surprise and captivate with their sense of authenticity and sincerity.

The vineyards surround the modern family home: they are managed strictly naturally, without pesticides, herbicides, or chemical "helpers" of any kind. They are treated only with pesticides permitted by organic farming. Foliar fertilizer and orange peel extract (a valuable fungicide) are the soil's only nutrients.

Even in the cellar, the rules of natural production are respected: added sulfites never exceed 80 milligrams per liter (more than double that is permitted in conventional winemaking), fermentation occurs spontaneously using only the yeasts contained in the grapes, and there is no temperature control. Filtration is completely absent.

We tasted two labels produced by the Spoleto winery and these are our impressions.

 

EDOARDO WHITE SPARKLING ANCESTRAL METHOD 2024

Made from a historic local yellow grape vineyard, it is bottled using the ancestral method, that is, during fermentation with its own yeasts, sugars, and natural bubbles. The grapes undergo a cold micro-maceration on the skins for 36 hours, followed by a light pressing. Fermentation is spontaneous with indigenous yeasts and lasts approximately 20-25 days until a bubble level of 1-1.2 is reached. It is then bottled for a second fermentation with indigenous yeasts. It is obviously not filtered or clarified, so it is best to turn it upside down several times to dissolve any suspended particles, making it hazy and aromatically more complex.

With a delicate foam, it opens with floral notes and hints of yeast, then develops into yellow peach, cedar, mandarin, and pineapple, with a subtle undertone of musk and beeswax. On the palate, it has plenty of freshness, a smooth sip that cleanses the mouth, where the citrus and yellow fruit notes return forcefully. The overall sensation is one of great drinkability, perfectly balanced and without any heaviness, a truly enjoyable drink.

 

POGGIO DEL VESCOVO SPOLETO DOC TREBBIANO SPOLETINO 2024

100% Trebbiano Spoletino

Vinified only in steel, unfiltered and unclarified, with a low sulphite content, without the addition of other substances permitted for oenological use.

In the glass, it displays a luminous straw yellow hue. It expresses a decidedly unique olfactory profile, still in the process of harmonizing, in my opinion, with a beautifully expressive nose. The bouquet initially embraces a floral texture reminiscent of wisteria, followed by citrus notes of citron and lemon, and a sweet tropicality like passion fruit takes center stage, with hints of mango and papaya, followed by a light acacia honey component with a touch of ginger.  

The taste confirms the sensation of a wine that is fully developed, still slightly uneven but with an extremely promising profile. Elegant and smooth, it opens on the palate, supported by acidity, with vibrant and stimulating fruit, a pronounced savory edge, and a minerality that makes the palate deep and rounded, characterized by a hint of ginger that makes it captivating.

Overall, a very pleasant wine, but if I really have to point out a limitation in this vintage, it's its persistence, which isn't exceptional.