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“Cambiare Menti”

Sabato scorso la quinta edizione di Academia Berlucchi al Teatro Grande di Brescia, oltre 900 ospiti per l’evento gratuito e aperto al pubblico, accorsi per ascoltare le voci del cambiamento e preziose testimonianze su cultura, ambiente, responsabilità sociale e sostenibilità

Il Teatro Grande di Brescia
 

Borgonato in Franciacorta (BS) - Si è tenuta sabato scorso 10 maggio la quinta edizione di Academia Berlucchi, il progetto di Corporate Social Responsibility della famiglia Ziliani, che ha visto la partecipazione di più di 900 ospiti nel Teatro Grande di Brescia, sold out da settimane.

Sul palco, ha accolto il pubblico Cristina Ziliani, Vicepresidente e Responsabile delle Corporate Relations di Berlucchi, testimoniando la volontà del Gruppo e l’impegno costante verso i temi della sostenibilità sociale, ambientale e della cura delle persone: “Oggi, come in passato, la Franciacorta diventa luogo di cultura e di dibattito aperto, grazie ad alcune delle voci più autorevoli. Academia Berlucchi nasce proprio con l’intento di stimolare riflessioni costruttive sui grandi temi di attualità, in particolare sulla salvaguardia delle persone, dei territori e dell’ambiente. I relatori che ci hanno accompagnato in questo nuovo e rivoluzionario tassello della storia di Berlucchi, insieme al momento musicale di questa sera, rappresentano per noi un nuovo linguaggio con cui entrare in contatto con il territorio e le sue persone, andando oltre il vino: dalla cultura alla musica. E’ il nostro grazie, il nostro modo per restituire ciò che abbiamo ricevuto per più di 60 anni: grazie ai nostri fondatori Guido Berlucchi e Franco Ziliani, alle colline moreniche della Franciacorta che cerchiamo di preservare, alle persone che la abitano e la custodiscono, a voi che scegliere Berlucchi per i momenti speciali delle vostre vite”.

L’evento, totalmente gratuito e per la prima volta aperto al pubblico, è stato inserito nel Festival dello Sviluppo Sostenibile, iniziativa nazionale volta a sensibilizzare e mobilitare cittadini, giovani generazioni, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Cambiare Menti” è stato patrocinato dal Comune di Brescia e realizzato in collaborazione con la Fondazione Teatro Grande di Brescia e l’Associazione Oltreconfine, con la direzione artistica di Stefano Malosso. 

Per il Comune di Brescia, sul palco il Consigliere Pietro Ghetti: “Per me è un grande piacere essere qui a portare i saluti della città di Brescia, che continua a essere luogo di promozione culturale, insieme a Bergamo e la Franciacorta. Grazie perchè oggi troviamo un momento per riflettere, approfondire e accrescere la nostra cultura”. 

Alla conduzione di Academia Berlucchi, l’attore e attivista Alan Cappelli Goetz che ha fatto suoi valori e concetti di Academia Berlucchi: “Academia Berlucchi è un luogo dove succedono cose bellissime, è un posto dove ci si incontra, si dialoga, ci si scambia opinioni, ci si regala del tempo. Un progetto di sostenibilità sociale nato nel 2019, da una visione d’impresa che va oltre il profitto, Academia Berlucchi è uno dei modi in cui la famiglia Ziliani si prende cura dell’ambiente, delle persone, in questi luoghi di crescita e l’ispirazione.

I relatori di Academia Berlucchi e la famiglia Ziliani
 

Sul palco, momenti di confronto e intrattenimento hanno visto protagonisti relatori d’eccezione come Francesco Costa e Daria Bignardi, che moderati da Nicola H. Cosentino hanno affrontato il tema della narrazione e del racconto nella sua evoluzione dal libro al digitale, nel panel “Le storie che (ci) cambiano. Narrazione tra libro e digitale” confrontandosi sul ruolo centrale del racconto nelle nostre vite, in un’epoca in cui le parole, le immagini e i contenuti si moltiplicano, ma il senso sembra sfuggire.

La letteratura può servire per “anticipare un incubo”: se una cosa viene detta in un romanzo, il rischio viene disinnescato,” ha affermato Nicola H. Cosentino. “Leggere significa scegliere, ma oggi leggiamo ciò che ci capita davanti senza davvero decidere. Viviamo una crisi della capacità di scelta, e il racconto può aiutarci a rimettere ordine, a recuperare consapevolezza.”

Francesco Costa ha sottolineato come al giorno d’oggi la distanza tra letteratura e giornalismo si sia fortemente ridotta: “Entrambe cercano di fare la stessa cosa: raccontare. E prima ancora di scrivere, il lavoro consiste nel tradurre la realtà in parole. Le cose che succedono non accadono in forma di parole, siamo noi a doverle decifrare.” Costa ha anche parlato della trasformazione radicale del mestiere del giornalista, travolto da una crisi epocale: “Ci sentiamo disinformati pur leggendo tantissimo. Il pubblico non ha mai letto così tanto come oggi, ma i giornali non sono mai stati così poco letti. È una crisi anche professionale, siamo in una terra inesplorata. Ma le storie restano il nostro unico mezzo per capire il mondo.”

Daria Bignardi ha raccontato come la letteratura, e il bisogno di narrare, abbia attraversato tutta la sua carriera: “Il mio primo libro è nato dopo una vita passata ad osservare: la mia famiglia, il mio gatto… Tutto era già racconto. E ho capito che anche quello che facevo prima, in tv o sui giornali, rispondeva a quella stessa urgenza. Per me lo storytelling è la vita. È nelle storie che ci riconosciamo, che ci innamoriamo, che troviamo un senso.”

La discussione ha toccato anche i rischi e le sfide poste dall’intelligenza artificiale al mondo del racconto. “Il vero pericolo è che si cominci a credere false le cose vere,” ha detto Costa. “Se nulla può più essere preso come prova certa, cambierà il nostro rapporto con la verità. E allora emergerà una nuova esigenza: cercare autenticità, fiducia, umanità. Qualcosa che le macchine non potranno mai imitare.” 

Un confronto ricco, profondo e attualissimo, che ha messo in luce come, in un tempo dominato da algoritmi e informazioni in eccesso, le storie restino il modo più potente – forse l’unico – per orientarci nel caos e sentirci un po’ più padroni del nostro presente.

A seguire, il panel “In ascolto. Riscrivere il rapporto tra uomo e pianeta” ha visto la partecipazione dell’esploratore Alex Bellini, del cantautore Vasco Brondi, moderati dalla filosofa Ilaria Gaspari, che hanno discusso di come il rapporto tra uomo e natura stia evolvendo in modo sempre più necessario. 

Filosofare è meravigliarsi”, ha esordito Ilaria Gaspari citando Aristotele per ricordare che lo stupore è l’origine stessa del pensiero. “Il mito, come quello di Ade e Persefone, ci mostra come eventi naturali venivano spiegati attraverso relazioni umane: c’è qualcosa di sublime, che resiste alla spiegazione logica, e ci spinge a metterci in ascolto. Per cominciare, dobbiamo spostarci dalla nostra posizione di centralità.”

Da qui il dialogo con Alex Bellini che ha raccontato come il suo modo di viaggiare sia cambiato radicalmente. “All’inizio scappavo da qualcosa, poi ho iniziato a muovermi verso qualcosa,” ha spiegato. “Oggi esplorare non è più misurarsi con un ambiente ostile, ma raccontare con occhi nuovi il mondo che già conosciamo. Il vero cambiamento è stato capire che dobbiamo fare i conti con i limiti, non necessariamente superarli.”

Bellini ha raccontato delle sue spedizioni più recenti, tra cui quella sui ghiacciai islandesi, segnati dagli effetti del cambiamento climatico. Dopo un incidente su un vulcano innevato, ha iniziato ad interrogarsi su cosa oggi spinga l’uomo ad esplorare. “Viviamo come se avessimo già visto tutto. Ma forse dovremmo cambiare prospettiva: invece di chiedere cosa possiamo fare contro il climate change, chiediamoci chi dobbiamo essere. La sostenibilità non è solo una strategia: è una trasformazione interiore.”

L’artista e musicista Vasco Brondi ha portato la sua esperienza di ritorno alla natura, in un percorso creativo sempre più radicato nei paesaggi fuori dalle città. “Uscire da Milano per vivere in montagna ha cambiato la mia musica,” ha raccontato. “Quella trasparenza che sento nell’aria si riflette nei miei dischi. La montagna ti ridimensiona: ti fa sentire parte di qualcosa di più grande, che c’era prima di te e ci sarà dopo.”

Brondi ha anche sottolineato la distanza crescente tra l’uomo e il mondo naturale. “Sappiamo tutto delle notizie del giorno, ma non conosciamo il nome dell’albero sotto casa. È una lacuna profonda della nostra cultura informativa.” Luoghi come il Polesine, ha spiegato, “sono avamposti del cambiamento climatico in Italia, e diventeranno sempre più centrali nel nostro immaginario futuro.”

Il panel si è chiuso con una riflessione collettiva sul senso di solitudine e interconnessione che viviamo oggi. “A volte la natura ci sembra una matrigna,” ha detto Bellini, “altre volte sentiamo di farne parte. E faccio il mio lavoro per guadagnarmi quei rari momenti in cui avviene quella fusione perfetta.” Brondi ha concluso: “Questa connessione profonda può avvenire ovunque, anche in città. È un ascolto, una sintonizzazione con il battito del mondo.”

Frida Bollani, Mark Glentworth
 

In serata, spazio alla musica con “Semplicemente Frida”, concerto esclusivo di Frida Bollani, accompagnata dal compositore Mark Glentworth in uno spettacolo che ha unito pianoforte, voce e vibrafono. Un momento significativo del nuovo percorso artistico della musicista, alla scoperta di sonorità più moderne e contemporanee

Cinque edizioni di Academia Berlucchi

Academia Berlucchi nasce nel 2019 a Palazzo Lana Berlucchi a Borgonato, con l’obiettivo di stimolare confronti costruttivi e riflessioni sul futuro, per crescere insieme al territorio e al suo pubblico in ambiti che interessano la società di oggi, oltre il mondo del vino. Una moderna agorà, che nelle passate edizioni ha sempre promosso l’incontro e la condivisione di pensieri fra i grandi e brillanti protagonisti del nostro tempo attraverso tre grandi pillar: innovazione, cultura del territorio e sostenibilità sociale

Nella prima edizione, il tema “Territori Sostenibili” nella sua più ampia accezione: dall’arte alle pratiche agricole, dal cibo all’architettura e il design, a cui intervengono grandi ospiti come Mario Tozzi, Vittorio Sgarbi, Antonia Klugmann e Tony Chambers. Nel 2020 invece il tema è “Generazioni di Talento” quindi come affrontare la grande sfida dell’alleanza tra generazioni per creare, trasferire e alimentare grandi talenti, fino al 2023 con “Creatività come Rito Propiziatorio”, annunciando il progetto Vite Operose in occasione di Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2024 che ha coinvolto studenti, artisti, istituzioni e ha portato alla nascita di tre opere d’arte, tuttora esposte tra il Castello di Borgonato, il Museo di Santa Giulia di Brescia e il GAMeC di Bergamo. 

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