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Italian Wines and Spirits
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                               Vitaevino, una campagna europea in difesa della cultura del vino

                             

Articolo di Vilma Nazzi

ll calo del consumo dei vini è notevole, i milioni della UE per lo sradicamento dei vigneti , le cantine sociali che raccomandano ai viticoltori di anticipare la vendemmia per ottenere in tal modo vini di bassa gradazione, le migliaia di bottiglie bordolesi ed alsaziane ferme nei magazzini delle vetrerie, gli etichettifici con la stampa in sospeso, il proliferare di bibite colorate la cui composizione è molto incerta, gli happy hours in cui si brinda con cocktail di frutta.. ..sono tutti segnali preocuppanti per un intenditore e serio consumatore.

Pochi giorni fa mi trovavo in Puglia per festeggiare non la nascita di un bimbo, ma la notizia che i genitori avevano appreso sul sesso del nascituro: femmina. E allora si fa festa, si brinda ma non con il vino perchè può far male ma con altri beveraggi indefinibili, tra i quali la Coca-Cola era la regina. Anche le birre oggi tengono banco e va anche ricordato che i produttori di birra, in questo ultimo decennio, hanno pubblicizzato corsi per saper fabbricare una birra artigianale e molti si sono appassionati: acquisto del kit necessario, la coltivazione del luppolo…esperimenti anche ben riusciti ma alla fine è più semplice bere una birra alla spina in un locale in compagnia anche di amici occasionali, perché il bere è conviviale, e a questi “birrai” a mezza strada, è rimasta la curiosità di nuovi assaggi e sono dei consumatori. Molti giovani ,oggi incontrandosi, dicono “ Ci facciamo una birretta?”

La pubblicità è invasiva e persuasiva e soffoca i consumi tradizionali. Bisognerebbe creare brevi documentari, spot incisivi ed eleganti, senza puntare –stando così lo stato dell’arte-su un vino particolare, ma sulla vite, il paesaggio, l’incanto del vino, la cantina, il processo della vinificazione. Fino agli anni 80 a Parigi, nella prima settimana di dicembre, entravano le damigiane di ven noveau trasportate su dei tricicli guidati dai produttori stessi ed era un avvenimento, una festa per tutta la città che aspettava quella ricorrenza e si creava un rapporto amicale tra produttore e consumatore , che poi, molto probabilmente, sarebbe andato a rifornirsi nella cantina di cui aveva assaggiato il vino.

Oggigiorno gli scaffali delle enoteche e anche quelli dei supermercati esibiscono raffinate bottiglie etichettate, belle, ricche di decoro, ma a meno che non siano in vendita promozionale, lì rimangono , perché il consumatore trova il prezzo alto, non calcola tutto ciò che è intorno alla bottiglia: il vetro, il design, l’etichetta, l’adesivo,il trasporto…. Allora ripiega sulla birra o sul famoso vino del contadino che è imbevibile, puzzolente, con un dito di morchia sul fondo; deve cambiare la presentazione del vino e deve essere legata a qualcosa di personale, di evento, di tradizione, di ricordo.

Quando io vedo le bottiglie di “Ribolla Gialla”, io ricollego quel nome ad un vino che veniva dato anche a noi bambini nei primi giorni di novembre, era poi il mosto che ribolliva e si mangiavano le castagne lessate nell’acqua bollente, salata e profumata con un rametto d’alloro. Le castagne insieme con le cataste di legna venivano giù dal Cividalese su piccoli carri tirati da un solo cavallo. .

ALLARME - "Vino, settore a un bivio" è la notizia che IWS ha pubblicato ieri, con le riflessioni dell'Unione Italiana Vini "si a rinnovamento, no all'abbandono" - Intanto, dalla Commissione Europea arriva il via libera per l’estirpazione permanente dei vigneti, con una misura di ben 120 milioni di euro per la riduzione delle vigne (massmo di 30 mila ettari) con un 'bonus' di 4 mila euro per ettaro - IWS presenta questo primo commento affidato alla sensibile penna di Vilma Nazzi. Tante le cause, e il processo di vionificazione e commercializzazione ne albergano molte, tutte sicuramente attribuibili ai miliardi di bottiglie ed anche di cartoni che segnano la diffusione del vino nel mondo. Ma altre cause, non meno numerose si affacciano e IWS chiede al suo pubblico di mobilitarsi e commentare.