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Cantina La Serena: vini che (non) raccontano la verità! -- Nel cuore di Montalcino rivela i segreti che rendono unici i propri vini: nessuna pretesa di verità, solo tanto lavoro e poche chiacchiere

 

 

In vino veritas. Forse il proverbio latino associato al vino più famoso e per certi aspetti, quasi spregevole; difatti, fa riferimento alla propensione dei consumatori a rivelare verità nascoste che da sobri non rivelerebbero. Ma ha ancora senso accostare il termine verità al vino? Oggi tutti i produttori affermano di “raccontare la verità” attraverso i loro vini, quasi sottintendendo che la verità sia unica e inequivocabile e che bastino foto sui social di paesaggi per testimoniare l’attenzione nei confronti dell’ambiente. Ma quando la maschera cade, quando si vuole scoperchiare l’apparenza per giungere al nocciolo duro dei valori fondanti di un’azienda vinicola cosa succede? 

E dunque, cos’è la verità? 

La verità di Andrea Mantengoli 

“Nasco e cresco a Montalcino seguendo il nonno Santi e mio padre Ennio. Per me la verità la racconta la mia terra. Terra che coltivo da sempre per produrre, anche ma non solo Brunello. Ma come si racconta la mia verità?”
Questa è la domanda che si è posto Andrea Mantengoli, anima e fondatore de La Serena, azienda di famiglia che cura e gestisce personalmente. Impegnato nella coltivazione di uve Sangiovese per la produzione di Brunello di Montalcino annataBrunello di Montalcino Riserva Gemini e Rosso di Montalcino. Il desiderio di “far parlare” la terra e lasciare che si valorizzasse da sola, senza pesticidi e pratiche invasive lo ha portato a ottiene la certificazione biologica. 


Etichette e comunicazione ingannevole sono superflue quando il focus è sulla terra 


Per Andrea l’importante è non tradire le origini e proseguire con il racconto della storia autentica della famiglia Mantengoli, senza fronzoli e orpelli. Per questo ha sempre rifiutato le etichette e osserva con sospetto il potere della comunicazione. 

“Con l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione che si sono particolarmente diffusi negli ultimi anni, il modo di approcciarsi a pubblico e clienti è cambiato – prosegue Andrea Mantengoli-. Il problema più grande è che sembra che tutti debbano convincere tutti, ma dove sta la verità?”

Egli sa di non dover convincere nessuno, non vuole abbellire la sua storia, già ricca. E lo stesso vale per i suoi vini. Tradizionali? Innovativi? Biologici? Sostenibili? Indipendenti? Sono tutti concetti astratti che riportano a quelle verità legate alla consuetudine che rende tutti i produttori un po’allineati e ingabbiati in stereotipi stretti e forse obsoleti. Non dovrebbe essere sottintesa e ovvia la volontà di promuovere la diversità della terra e dei vini? 

“I miei vini sono espressione del territorio, espressione dell’annata. Nessuna esagerazione in cantina, espressione di me che vorrei essere il custode del processo di trasformazione che deve essere seguito, non forzato. Lavoro da sempre per capire, scoprire le potenzialità dei terreni, dei microclimi e per arricchire quella diversità data dalla bio-vita”. 


Social? Una buona vetrina ma mettono a rischio l’autenticità

“Con l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione che si sono particolarmente diffusi negli ultimi anni, il modo di approcciarsi a pubblico e clienti è cambiato – prosegue Andrea Mantengoli-. Il mio lavoro e quello della mia famiglia è fatto di equilibri, sensibilità, sfumature che spesso ne sono ridotte nella classificazione. Per questo la comunicazione di quello che facciamo è terribilmente difficile”. 

Non si può vivere senza internet e senza i social, ormai è un triste dato di fatto. Hanno mutato profondamente il rapporto uomo-natura, rendendo più importante collezionare esperienze rispetto a viverle nel profondo, sentirle e farle proprie. Figlio di questo allontanamento dal mondo reale e dal “pensiero lento” è l’overtourism, il vagare di luogo in luogo senza mai approfondire. 

Davanti a questo consumismo sfrenato, pochi hanno il coraggio di essere Veri…

“Mi sento solo un vignaiolo che difende il territorio, che coltiva la sua vigna e raccoglie la sua uva.

Questo mi si legge in faccia?”.

 

 

 

  

 

- Press: WineNetwork Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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