Capriva del Friuli, marzo 2022 – Cicinis è considerato un classico del territorio e il vino simbolo di Attems. L’azienda si trova proprio nel cuore del Friuli e racchiude in sé un territorio unico e una cantina concepita per valorizzare al massimo il frutto della vigna: così nascono dei vini perfetta espressione di un terroir autentico come quello friulano. Dal 2000 la tenuta è di proprietà della famiglia Frescobaldi che continua a guidarla nel rispetto delle sue intrinseche peculiarità.
Attems si estende nel comprensorio del Collio Goriziano, la parte più orientale della regione. Questo territorio collinare, esposto a sud e protetto dai venti freddi del nord dalla cerchia delle Prealpi Giulie, è da sempre un’area particolarmente vocata alla viticoltura tanto che, alla fine dell’Ottocento, fu una delle prime regioni viticole italiane ad aver introdotto e valorizzato, accanto alla varietà autoctona della Ribolla Gialla, altri nobili vitigni quali Sauvignon, Pinot Grigio e Chardonnay, coltivati nei 44 ettari di vigneti ad un’altitudine media di 130 metri s.l.m.
Il Sauvignon Blanc da cui nasce Cicinis cresce nella zona denominata Collio, in particolare sull’omonimo colle, Cicinis, ai piedi del Monte Calvario (Podgora), il cui suolo principale è la “ponca”, di origine marina, la sua composizione risale a milioni di anni fa ed è costituita da arenarie, sabbia e limo, con alternanze di marna. Si tratta di un terreno perfetto per la viticoltura, dona infatti caratteristiche aromatiche uniche al vino ed una spiccata sapidità. La collina su cui è stato messo a dimora il vigneto Cicinis trae giovamento dalla luce riflessa dal vicino Mare Adriatico, dalle fresche brezze che giungono dall’arco alpino, poco distante e dai boschi, tutti elementi che caratterizzano il clima di questa area e che si ritrovano nella complessa aromaticità del sorso.
A raccontare Cicinis è Daniele Vuerich, enologo dell’azienda, volto giovane, dinamico, con un curriculum di grande esperienza: “nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino, limpido ed elegante con riflessi vegetali che si ritrovano poi nel suo bouquet composito con sentori di salvia, menta e bosso seguiti da note avvolgenti di agrumi e papaya, a seguire le sensazioni speziate di vaniglia, moka e fiori bianchi. Al palato è vibrante, grazie a un’acidità verticale che esalta le note agrumate e bilancia armoniosamente le percezioni di pane tostato e mandorla. Nel finale emergono accenni di lime, mora bianca e l’inconfondibile sensazione sapida dei vini che nascono nel Collio goriziano, che amiamo e tuteliamo ogni giorno”.