Articolo di Vilma Nazzi
In una delle zone paesaggisticamente più anonime d’Italia, si trova Rovigo, la ‘città delle rose’, nome che le deriva da ‘rhodon’ che in greco significa rosa in quanto qui arrivarono gli eroi achei superstiti della guerra di Troia e trovarono la possibilità di porre fine alle loro peregrinazioni e paragonarono questa ospitalità alla bellezza di una rosa. Questa zona piatta tra l’Adige e l’Adigetto , tra canali artificiali che servono per la bonifica idraulica e per l’irrigazione, con un clima pesante afoso d’estate e nebbioso freddo-umido d’inverno è una delle prime zone d’Italia per la coltivazione del mais e degli ortaggi.
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Rovigo non conta neppure 50mila abitanti ma la sua economia attualmente in crescita, è supportata dall’attività di tanti centri che sono nati lungo gli argini e che si sono dedicati a coltivazioni particolari, ormai imposte sul mercato nazionale: aglio bianco polesano, l’insalata di Lusia sia Cappuccia che Gentile, radicchio rosso di Chioggia Polesana, la zucca di Melara, le cozze di Scardovari, il riso del Delta, e mais….prodotti semplici ma di grande consumo e che hanno dato piatti di gusto e richiesti.
Bruschette all’aglio bianco e con tanto rosso Sangiovese davanti al piatto, cosce di pollo all’aglio bianco, alici gratinate, alici marinate al profumo di aglio bianco, bigoli in salsa con acciughe e aglio bianco, cozze alla polesana, e poi le varie qualità di riso Arborio, Baldo, Volano e quindi i risotti sono con il ‘bisato’ (anguilla), con le rane, con le trippe, con la folaga, con cozze e vongole, con i bruscandoli ( germogli di luppolo),con il radicchio rosso che si serve anche gratinato o con una frittata d’uovo…
Il pesce tipico è l’anguilla. Trascrivo la ricetta dell’anguilla in umido che va servita caldissima e con la polenta bianca: 1kg.e mezzo di anguilla nettata, pelata e ridotta in rocchi che vengono messi nel tegame in cui si è preparato un soffritto di cipolla ,sedano, carota, prezzemolo qualche foglia di salvia e di alloro. Appena prendono colore si versa un buon bicchiere di vino bianco secco e si fa evaporare, si aggiunge uno o due mestoli d’acqua ( deve essere sempre calda altrimenti blocca il processo di cottura), uvetta, pinoli, un po’ di sugo di pomodoro ( a piacimento), si regola di sale e di pepe, si incoperchia e dopo 40 minuti è pronta.
Tanti sono i paesi: Adria, Ariano nel Polesine, Boara, Acqua Polesine, Badia, Castelguglielmo, Lendinara, Ponticchio Polesine, dove ricordo di aver mangiato un tenerissimo arrosto morto ( cioè cotto a fuoco lento, non nel forno) con un purè di mele renette e dei carciofi ripieni con pangrattato, parmigiano, prezzemolo.. Rovigo è una città fuori mano, ma ora anche le Freccerosse fanno una fermata e vale la pena fermarsi una nottata.