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Un doppio traguardo è quello celebrato oggi dalla cantina Bedin di Cornuda, nel trevigiano. Nell’anno in cui ricorre il 75mo anniversario dell’azienda specializzata nella produzione di vini, viene infatti inaugurato un ulteriore ampliamento della cantina di proprietà della famiglia che, dopo molti decenni, continua ad investire nell’attività. Un evento speciale, celebrato con un ospite altrettanto speciale, Mauro Corona, noto per il suo amore per la natura, la terra ed il territorio, proprio come la famiglia Bedin. All’evento era presente anche l’assessore regionale all’Agricoltura e Turismo, Federico Caner, il sindaco di Cornuda e consigliere provinciale, Claudio Sartor ed i rappresentanti del mondo del vino e del prosecco Ugo Zamperoni, Presidente del Consorzio dell'Asolo Prosecco DOCG, Franco Dalla Rosa, Gran Maestro della Confraternita Vini Asolo Montello, Simone Rech, Presidente Strada del vino del Montello e Colli Asolani. “Una storia di passione per la terra e per il vino - commentano i fratelli Enrico, Denis e Damiano Bedin - che si tramanda di padre in figlio da ormai quattro generazioni. Con le radici salde nella tradizione della famiglia e lo sguardo sempre rivolo verso il futuro, il nostro percorso è in continua evoluzione. Certi del potenziale del territorio per la produzione di spumanti di qualità, abbiamo investito anno dopo anno in terreni, vigneti, impianti di vinificazione, imbottigliamento e spazi per la ricezione enoturistica, costruendo con gradualità e costanza un gioiello d’architettura, una cantina dinamica e all’avanguardia, oggi ambasciatrice nel mondo dell’eccellenza dell’Asolo Prosecco superiore DOCG. Oggi, con la quarta generazione inserita in azienda, siamo una realtà moderna, in continua crescita, proiettata nel domani ma ben radicata nelle nostre origini e nei valori appresi dalle generazioni precedenti”.
Commenta l'assessore regionale del Veneto all'Agricoltura e Turismo, Federico Caner: "Aziende come quella della famiglia Bedin riassumo lo spirito e la visione imprenditoriale che hanno reso il Veneto traino dell’economia nazionale.
Un’imprendotiralità che fonda le proprie radici nel territorio, che, unita alla passione e all’impegno, sono la nostra ricchezza più grande.
Del resto quello del vino è una delle produzioni di punta della Regione, e dell’area trevigiana in particolare dove l’Asolo Prosecco DOCG continua a confermarsi prodotto in crescita con numeri di successo sia nella vendita nazionale che come esportazione.
Un mondo che risulta strettamente legato a quello del turismo perchè le nostre colline risultano sempre più attrattive non solo per le loro bellezze paesaggistiche, ma proprio per la ricca proposta enogastronomica che sanno offrire e che sempre più risponde alla propensione dei visitatori verso un turismo slow, centrato sull’esperienza, più che al mordi e fuggi".
L’ampliamento è il risultato di un progetto nato e rimodulato assieme all’architetto progettista Nico Cunial per dare risposta alle mutate esigenze aziendali e del mercato in continua espansione. L’azienda acquisisce innanzitutto una intera proprietà confinante costituita da terreno libero ed immobili così da avere un accesso autonomo all’azienda da un’importante strada comunale, attraverso un’importante strada comunale, realizzarvi parcheggi dedicati ed una vasca di calma per le acque. Oltre alla viabilità di accesso esclusiva che ha contribuito a migliorare la qualità delle vicine residenze, sono state realizzate importanti infrastrutture con particolare attenzione all'ambiente tra cui un apposito depuratore, una pesa e adeguati spazi di rappresentanza per la degustazione, la distribuzione e la commercializzazione del vino. Oggi, pertanto, l'Azienda Agricola Colli Asolani svolge la propria attività su una superficie coperta di quasi 5.000 metri quadrati in proprietà nella sede originaria, oltre ad ulteriori immobili presi in affitto in prossimità dei numerosi ettari di vigneto in zona limitrofa adibiti a ricovero attrezzi agricoli e a ulteriore deposito di vasi vinari. Interessante sia l’inserimento ambientale per cui la nuova struttura riprende la forma della collina retrostante che ha dato origine anche al rinnovato logo che la scelta dei materiali impiegati, come spiega l’architetto Nico Cunial: “La prerogativa è stata da un lato quella dimettere ordine e razionalizzare spazi e accessi anche in funzione della nuova area acquisita verso ovest e dall’altro quello di integrare i nuovi spazi in modo coerente rispetto all’identità dell’azienda. Un’azienda il cui marchio di fabbrica è rappresentato dal connubio tra tradizione ed innovazione. Lo spazio vendita e degustazione è stato pensato e realizzato con chiari riferimenti all’archeologia industriale ad esempio attraverso l’installazione di due colonne in ghisa provenienti da un recupero in un deposito; l’uso del granito trentino per i piani, o al ferro e legno per il soppalco. Originale è stato anche il richiamo storico utilizzato nella sala degustazioni impreziosita da una serie di volterranee davvero scenografiche”. “Oggi festeggiamo una tappa importante del nostro viaggio imprenditoriale. Ci piace definirla tappa e non traguardo perché 75 anni di storia alle spalle ci hanno insegnato che solo sognando e rimboccandosi le maniche le sfide possono essere vinte. E noi intendiamo continuare a sognare – commentano i fratelli Enrico, Denis e Damiano Bedin -. Nel farlo non smettiamo di investire sia in termini di coltivazione e produzione per cui oggi con i nostri 90 ettari di vigneti esportiamo vino in oltre 40 paesi nel mondo, che in attrezzature agricole ed enologiche all’avanguardia ed infrastrutture come il nuovo spazio che inauguriamo oggi e che si integra perfettamente con il preesistente complesso aziendale, diventandone una naturale prosecuzione. Uno spazio dedicato in gran parte all’accoglienza e alla degustazione perché mai come oggi il cliente ha curiosità ed interesse a conoscere dal vivo i luoghi e le storie che danno vita al vino: proprio per questo abbiamo voluto creare un’area ad hoc per dare il benvenuto ai nostri clienti, assaggiare i nostri vini, scambiare quattro chiacchiere e assaporare un po’ di casa nostra”.
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