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Lo diciamo? Quasi 15mila morti a Gaza, di cui oltre seimila minorenni, e più di 36mila feriti è troppo. Se un vicino di casa ti uccide i parenti e ti rapisce gli amici asserragliandosi in casa, tu che fai? Distruggi tutto nel raggio di tre isolati per difenderti? Vogliamo chiamare le cose con il loro nome? Non ci troviamo forse in una condizione di eccesso dove gli unici a gongolare, alla fine, sono i produttori di armi? La vicenda di Hamas e Israele, nonostante (forse) la tregua, ha bisogno di una soluzione radicale - e diplomatica - per evitare ulteriore spargimento di sangue innocente, a qualunque nazionalità, etnia o religione appartenga. Se siamo democratici e liberali, non possiamo assuefarci all’indifferenza. ![]() Questo vale anche per l’Ucraina che troppo facilmente stiamo mettendo nel dimenticatoio. Non possiamo dire “Ne parliamo dopo le feste” come tra poco accadrà per qualsiasi progetto lavorativo o professionale di cui s’intenda discutere dopo i primi di dicembre. Nel nostro piccolo sentiamo forte la necessità di richiamare l’importanza di un sussulto civico. In grado di porci delle domande. Per questo dopo i tragici fatti dello scorso fine settimana culminati con l’assassinio feroce e impietoso di Giulia Cecchettin, ho pensato di dedicare al termine donna la parola del videovocabolario di questa settimana. C’è una sfida educativa che scuola, famiglie, professioni e imprese non possono eludere: bisogna ricostruire una rete forte di buone relazioni, etiche, basate su una comunicazione che faccia dell’ascolto il driver principale. Come sempre, in questi ultimi sette giorni, abbiamo accompagnato l’approfondimento di spessore con l’individuazione della cronaca più saliente, sempre orientata dal nostro radar domenicale, per non perdere il filo di ciò che accade nell’economia, nella finanza e nella politica. Abbiamo così messo sotto la lente: l’agricoltura che torna protagonista; la tutela dell’ambiente secondo l’Ue; le compravendite immobiliari; gli indicatori della povertà a livello continentale (siamo messi poi così male in Italia?); l’addio al peronismo con il trionfo argentino di Milei e della sua sega elettrica; le possibili sorprese nelle urne europee che si apriranno nel 2024; il check-up di Bankitalia sulle economie del Piemonte e della Lombardia. Vediamo, intanto, quali saranno le mosse del governo Meloni nel rush finale da qui a fine anno. Continuate a seguirci e a essere ambasciatori convinti della nostra testata, invitando i vostri amici ad aderire alla nostra newsletter. Grazie e buon fine settimana Francesco Antonioli Direttore Mondo Economico |
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