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Nuovo, importante, riconoscimento per Marco Caprai, l’uomo del Sagrantino ma non solo. Il nuovo premio arriva per il suo valore etico, riconosciuto anche dall’UNHCR, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati, che ha insignito l’imprenditore umbro e la sua cantina, l’Arnaldo Caprai, con il titolo «Welcome. Working for refugee Integration», per aver dato a più di 200 richiedenti asilo un lavoro nell’azienda, favorendo così l’integrazione.

Il premio è stato uno dei quattro assegnati ieri a Milano (3 ad associazioni e uno a un singolo, Caprai appunto) nel corso della presentazione della guida 100 vini e vignaioli d’Italia firmata da Luciano Ferraro e James Suckling, uno dei più influenti wine critic internazionali, ed edita dal Corriere della Sera.

0.Luciano Ferraro e Marco Caprai4

Così si legge nella motivazione del riconoscimento:

Un premio per l’aiuto a chi fugge dalle guerre. La cantina Arnaldo Caprai è l’unica in Italia ad essere stata premiata dall’UNHCR, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati con il riconoscimento «Welcome. Working for refugee Integration», per aver dato a più di 200 richiedenti asilo un lavoro nell’azienda, favorendo così l’integrazione. Sei migranti su dieci sono rimasti a lavorare stabilmente. Marco Caprai, l’uomo che da oltre trent’anni si batte a Montefalco per far crescere fama e qualità del Sagrantino, ha dimostrato che l’accoglienza si può trasformare in beneficio per la sua cantina, grazie a un progetto iniziato nel 2016 con la Caritas di Foligno. Nato sottovoce, questo reclutamento è diventato un punto fermo della vita attorno al colle umbro più alto, 473 metri, tra Assisi e Spoleto. I rifugiati vengono assunti come salariati agricoli, con tutte le carte in regola, poi seguono dalla potatura delle viti alla raccolta dell’uva. In media lavorano fino a 180 giornate l’anno. L’azienda è stata fondata nel 1971 da Arnaldo Caprai, imprenditore tessile.

Il figlio Marco ha preso il timone dell’azienda nel 1988 portando nel mondo il Sagrantino che, negli anni Sessanta, era stato quasi dimenticato.

«Questo premio dimostra la straordinaria capacità di integrare e includere. Vorrei che il terzo settore forse più coraggioso nel guardare le capacità dell’impresa e soprattutto dell’impresa agricola. Due terzi dei richiedenti asilo continuano a lavorare con noi: il mondo agricolo soffre di carenza di manodopera e queste persone possono colmare questo vuoto, con qualità e impegno», ha dichiarato Marco Caprai a margine della cerimonia di premiazione.

 

 

PRESS CONTACT | Giulia Santoro | + 39 342 9836730 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.