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 Turismo DOP: torna Acetaie Aperte, l'evento per scoprire "Le Terre del Balsamico"

Visite guidate, degustazioni, analisi sensoriali per conoscere come si produce l’Aceto Balsamico di Modena IGP e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP

Domenica 24 settembre si alza il sipario su una nuova edizione di Acetaie Aperte, l’evento di promozione e divulgazione annuale organizzato congiuntamente dai due Consorzi di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP riuniti sotto il nome di “Terre del Balsamico”, il consorzio di secondo grado che ha come obiettivo la salvaguardia, la diffusione e la valorizzazione e promozione coordinata delle due produzioni DOP e IGP. L’ultima domenica di settembre, torna infatti l’appuntamento con l’Oro Nero di Modena in oltre trenta aziende del territorio, tra degustazioni, visite guidate e molto altro, per una festa all’insegna del gusto che coinvolge grandi e piccini, con giochi divertenti ed istruttivi finalizzati ad imparare e riconoscere gli elementi distintivi del Balsamico.

Numerosi i produttori – l’elenco completo è disponibile su www.acetaieaperte.com – che anche in questa occasione hanno aderito all’invito di aprire le porte delle proprie aziende per accogliere visitatori, sempre più interessati a conoscere non soltanto il prodotto – che rappresenta una delle più importanti pedine dello scacchiere dell’agroalimentare italiano esportato nel mondo – ma anche i passaggi della sua produzione.

Ne parliamo con Enrico Corsini, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e di Terre del Balsamico, e con Mariangela Grosoli, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena.

Come vi state preparando alla giornata di Acetaie Aperte 2023?

Enrico Corsini “Quello che potranno vivere i visitatori di questa giornata sarà un viaggio sensoriale a 360 gradi; la degustazione non è infatti solo una questione di assaggio al palato, ma la percezione di tutta una serie di emozioni che questo è in grado di attivare nel nostro cervello. Si apprezza il racconto dei produttori e delle loro singole – e talvolta originali – storie, l’osservazione delle varie fasi della produzione, l’odore del mosto in cottura, la densità di ogni goccia e, ovviamente, l’esplosione di sapori e profumi al contatto con il palato. Chi partecipa ad Acetaie Aperte, di fatto lo fa con l’intenzione di porre le basi per iniziare a costruirsi una vera e propria cultura del “Balsamico”, imparando a distinguerne i tratti organolettici e il migliore utilizzo nella quotidianità. Fermo restando, ovviamente, anche tutta una serie di strumenti grazie ai quali possono imparare a riconoscere un prodotto autentico dalle imitazioni”.

Acetaie Aperte è cresciuta negli anni, soprattutto in termini di visitatori. Che cosa cercano?

Mariangela Grosoli “L’appuntamento di fine settembre con i luoghi di produzione aperti al pubblico è diventato un evento fisso sul calendario dei tanti appassionati e non solo, che continuano a scegliere di trascorrere una giornata con noi produttori perché hanno una continua sete di conoscenza per questa eccellenza. Se qualcosa già sanno infatti delle qualità organolettiche dell’Aceto Balsamico, ancora tante cose hanno voglia di scoprire della storia del prodotto e dei produttori, e sui diversi metodi di produzione e di invecchiamento”.

Acetaie Aperte è una manifestazione longeva nel panorama italiano, che cosa rappresenta dopo due decenni?

M.G. “Acetaie Aperte, con le migliaia di visitatori ogni anno, è diventato per Modena un esempio di turismo esperienziale di grande successo e rappresenta in questo ambito un importante volano di sviluppo economico per il territorio, ai vertici a livello nazionale per numero di denominazioni e per valore, di cui il Balsamico assorbe una cospicua fetta”.

I due Consorzi dell’Aceto Balsamico di Modena e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena hanno lavorato insieme, che significato ha avuto questa scelta?

E.C. “Acetaie Aperte rappresenta la perfetta sintesi di una storica collaborazione contraddistinta da una comunione di intenti tra i due Consorzi di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, ciò che da questa sinergia scaturisce è una programmazione promozionale di alto livello foriera di una continua ascesa di interesse del pubblico, ma soprattutto di una forza strategica più incisiva tanto che i due Consorzi hanno costituito il consorzio di secondo grado “Terre del Balsamico”.

I numeri del settore raccontano di una realtà fiorente, quali sono?

M.G. “L’Aceto Balsamico di Modena IGP nel 2021 ha toccato il record storico con la produzione di oltre 100 milioni di litri all’anno per oltre un miliardo di euro al consumo consolidando il prodotto come il primo ambasciatore del Made in Italy per l’export e nella top five delle specialità alimentari DOP e IGP italiane”.

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP continua la sua ascesa nel mercato mondiale?

E.C. “Nel 2022 la sua performance è stata molto positiva con la produzione di 15 mila litri con una stima del giro di affari complessivo 5 milioni di euro con una quota export in percentuale sui volumi venduti di circa il 70%. Un successo dovuto alle qualità del prodotto e al fascino racchiuso in ogni sua goccia fatto di storia e cultura modenese”.

L’Aceto Balsamico di Modena IGP è il prodotto italiano più esportato, a cosa si deve questo successo?

M.G. “I fattori di questo successo sono principalmente due: capacità imprenditoriale dei nostri produttori che hanno saputo conquistare e mantenere i mercati esteri e versatilità del prodotto che ben si adatta a tutte le cucine del mondo”.

COMUNICATO STAMPA

Presidente Consorzio Tutela ABTM DOP Enrico Corsini

Presidente Consorzio Tutela ABM IGP Mariangela Grosoli