Una pagina preziosa tra le tante, la 42, quella sul numero di aprile di Cook, un invito alla lettura e alla scoperta di informazioni preziose. Iniziamo con Gabriele Principato che da Venezia racconta tutto d’un fiato,
IL DRINK E IL BARMAN MIGLIORI D’ITALIA
Whisky italiano e grappa barricata Poli, Vermouth del Professore e amaro Vaca Mora. Classe ’86,di Vittorio Veneto, nel trevigiano, con questa rivisitazione del Vieux Carrell, Re nato De Marchi – bartender del Venice Simplon Orient Express--- ha vinto la seconda edizione del “Trofeo Piazza San Marco”, il prenio organizzato dalla Associazione Barmen Italiani allo storico “Caffè Florian” di Venezia.

ALTO ADIGE TERLANO
Luciano Ferraro ci porta in un viaggio indietro 30 anni quando Klaus Gasser arrivò alla Cantina Terlano e avvio la conoscenza di un vino e di un territorio. Storia affascinante di terreni ricchi di cilicio che trasmettono al vino una forte influenza minerale che caratterizza la Doc Terlano sottozona della Doc Alto Adige. Era allora enologo della cantina il mitico Sebastian Stocker creatore del metodo di far riposare i vini sui lieviti anche per decenni. Un sistema affascinante nel suo complesso, illustrato con finezza di dettagli da Luciano Ferraro che ha portato Gasser negli anni divenuto direttore commerciale di Cantina terlano a definirla “una macchina del tempo”.
Con meticolosa attenzione ai diversi processi produttivi, Ferraro ci informa che i vini di Terlano si affinano anche per 39 anni. L’ultimo arrvato è la Grande Cuveè 2020 edizione limitata di poco più di 3mila bottiglia, a base di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc da vigne di oltre mezzo secolo di vita.
E il racconto continua con dettagli storici di grande rilievo per l’appellazione Terlano Classico, già riconosciuta con regio decreto del 1931 e risalente a menzioni del villaggio del 158 4,adocumenti di encomio del ‘400 e reperti che fanno presumere la coltivazione della vite già nel III secolo a.C. Il fine ricamo evocativo di Luciano Ferraro continua nell’approfondimento della struttura di questo vino, della sua particolarità e fascino. Il risultato raggiunto dai 143 operosi soci di Cantina Terlano lo si ritrova in un milione e mezzo di bottiglie anno, con bianchi di spettacolare longevità, ma anche e forse soprattutto freschezza e cremosità, conclude Ferraro, come il Terlano Rarity 1991.
FORME DI ROKU
Il Roku esiste dal 1936 e Marco Cremonesi ci porta alla sua ri-scoperta con l’impiego di tre botaniche giapponesi. Si tratta di un gin tonic che si ottiene facendo gelare gli infusi delle botaniche in formine da ghiaccio a forma di foglie, limone e fiore. La riscoperta è del premiatissimo Enrico Scarzella che nel suo locale il “Velluto” di Bologna prepara la sua ricetta di Gin Tonic.