“NUOVO, CORAGGIOSO, VISIONARIO”

Così lo presenta sul n.2 del 15 gennaio il nuovo direttore responsabile Alessandro Mauro Rossi. Il quale aggiunge “Che il futuro sia con noi” e assicura “Resterà intatta l’anima de L’Espresso: combattiva, progressista, laica, indagatrice”.
“Lo spettro, però si allargherà al mondo della produzione, alle tendenze culturali e sociali, alle donne che lavorano, ai giovani più intraprendenti, coinvolgendo sempre più la gente comune, i protagonisti della vita quotidiana. Mostrerà ai lettori quello che altri non vogliono far vedere”.
E il giornale cambierà rispetto a quello che leggevamo negli ultimi anni. Anche fisicamente si nota il cambiamento: il formato è più grande in un ritorno alle origini gloriose (quando lo storico settimanale aveva le dimensioni di un grande quotidiano), la carta ecologica e certificata, più spessa. Il procedimento di stampa da rotocalco a rotooffset, più amico dell’ambiente.
Sfogliando la rivista troviamo, tra laltro, una galleria fotografica, i nuovi, numerosi e prestigiosi commentatori, ‘Prima pagina’ con il servizio di copertina, e le sezioni in piena sintonia con il vantato ‘Settimanale di politica, economia e cultura’, assieme a rubriche dedicate al vino come quella di Luca Gardini, “il miglior palato al mondo” e l’altra dedicata alla tavola con Andrea Grignaffini, entrambi curatori delle Nuove Guide de L’Espresso.
Aumenterà anche la presenza sul digitale con sempre più articoli, servizi e opinioni in attesa del grande Progetto Multimediale. Ci aspetta, dunque, un L’Esp resso uguale e differente, coraggioso e visionario, rivoluzionato e rivoluzionario. Assicurati anche che questo progetto è in parte anche di Lirio Abbate, che ha condotto il settimanale verso il cambiamento e ora ne è il capo redattore.