A sottolineare l'eccezionalità di questa selezione, il vino è il primo a recare in etichetta la menzione "Vigna del Forno", l'apice della piramide qualitativa della denominazione che certifica la provenienza esclusiva delle uve da questo singolo micro-terroir. Il cuore del progetto risiede in una rigorosa selezione operata all'interno del vigneto: isolando una parcella di circa 3000 metri caratterizzata da ceppi originali di oltre 80 anni di età – veri e propri custodi del DNA della Freisa – si è scelta la strada della vinificazione separata. Un percorso volto a dare vita a un'espressione di assoluta purezza, capace di estrarre l'essenza territoriale più profonda della tenuta, intrecciando le radici della vite con la filosofia tattica del mister Gian Piero Gasperini (allenatore e padre di Davide, oggi alla guida di Cascina Gilli insieme a Paolo Vergnano e Federico Mussetto), in un parallelo perfetto che unisce le geometrie dei filari a quelle del campo da gioco.
«Questo progetto nasce per celebrare una carriera sportiva straordinaria, costruita sulla forza delle idee e sulla capacità di guardare oltre, legandola indissolubilmente alla storicità di un grande vino che compie quarant'anni», dichiara Davide Gasperini. «C’è una consonanza profonda tra la filosofia calcistica di mio padre e il lavoro che portiamo avanti in Cascina Gilli, e la Freisa 343 ne è l’essenza».
Il 50% del ricavato delle vendite online della Freisa “343” sarà destinato alla Fondazione Giovanni Dalmasso di Grugliasco (TO), per finanziare progetti di sperimentazione e ricerca sulla Freisa.
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Custodi del tempo: la valorizzazione della Freisa tra vigne storiche e biodiversità
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L'eccellenza di Cascina Gilli trae origine dal vigneto aziendale situato attorno alla sede di Castelnuovo Don Bosco, nel cuore del Monferrato: Bricco Gilli. In questa zona di terreni franchi di matrice marnosa, caratterizzati da un perfetto equilibrio di componenti limose, argillose e sabbiose, la vite si distingue per una grande adattabilità e costanza qualitativa. Qui, a un'altitudine compresa tra i 300 e i 350 metri con esposizione a sud e sud-ovest, si estende circa un ettaro coltivato a Freisa, all’interno del quale la Vigna del Forno custodisce le sue piante più vecchie. Questi ceppi di 80 anni, allevati a Guyot con una densità di 3600 piante per ettaro, risalgono a un’epoca pre-clonare e derivano da una meticolosa selezione massale, configurandosi come il vero e proprio nucleo d'origine e fonte di propagazione per il resto del vigneto. L'approccio di Cascina Gilli a questa parcella storica è quello di un custode che opera in perfetta armonia con l'ambiente circostante. La vigna è interamente gestita a inerbimento spontaneo, favorendo la crescita di specie come il tarassaco e le crucifere per reintegrare il suolo. Circondato da boschi, prati e altre colture, il vigneto è volutamente lasciato a libero passaggio per la fauna selvatica, preservando non solo la longevità delle piante, ma un intero ecosistema vivo e integrato.
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Il modulo di gioco si fa arte e vino
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Il nome stesso del vino, 343, e la sua identità visiva racchiudono una potente metafora che unisce la terra al mondo del grande calcio, celebrando il viaggio umano e professionale di Gian Piero Gasperini. Il nome omaggia il celebre modulo tattico che il tecnico piemontese ha adottato e difeso con ostinazione fin dalle giovanili. Inizialmente accolta con forte scetticismo e critiche da parte dei puristi e degli osservatori, questa visione geometrica si è progressivamente affermata fino a influenzare lo stile di gioco dell'intero panorama calcistico europeo. Il parallelismo con la Freisa è immediato: un vitigno nobile, fiero e dalle potenzialità enormi, che storicamente ha faticato a ricevere il giusto riconoscimento su scala globale. Proprio come l'Atalanta – un tempo "regina delle provinciali" e poi plasmata da Gasperini fino a competere stabilmente con i giganti della Champions League – la Freisa trova in questo progetto la sua definitiva rivincita. L'etichetta della bottiglia, realizzata attraverso una stampa serigrafica a freddo dall'artista torinese Fabio Perino, traduce visivamente questo percorso. Un segno grafico netto unisce idealmente le tappe della carriera di Gasperini: dalle origini a Torino, passando per le città vissute da calciatore (Reggio Emilia, Palermo, Cava de' Tirreni, Pistoia, Pescara, Salerno, Pesaro), fino alle panchine che hanno fatto la storia da allenatore (Crotone, Genova, Milano, Palermo, Bergamo) e all'approdo a Roma.
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