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C’è un modo diverso di raccontare il vino
 
Una maniera che non passa soltanto attraverso sentori, tannini o abbinamenti gastronomici, ma che chiama in causa emozioni, memoria e perfino musica. È la filosofia di Matteo Ascheri, produttore alla guida della storica realtà vitivinicola di Bra, nel cuore di Langhe e Roero, dove ogni bottiglia sembra possedere una propria anima sonora.

Cresciuto insieme ai Beatles, appassionato di grandi band come i Pink Floyd, i Dire Straits, i Depeche Mode, ma ammiratore anche di importanti esponenti del cantautorato italiano come Giorgio Gaber, Franco Battiato e Mia Martini, solo per citare alcuni nomi, nelle schede tecniche dei suoi vini accanto alle informazioni produttive non compaiono i classici suggerimenti culinari.
 
Al loro posto ci sono canzoni, ma pure libri, film e opere d’arte. Una scelta che sintetizza perfettamente il pensiero del produttore piemontese: il vino è prima di tutto esperienza personale, libera, emozionale. Le bottiglie compiono in questo caso una sorta di percorso irregolare rispetto a quanto ci si attende di solito, ma si propongono sicuramente con questa originale idea abbinamenti più “democratici” rispetto a inarrivabili piatti di chef stellati che talvolta vengono accostati alle etichette.
 
Un calice, proprio come un brano musicale, cambia significato a seconda del momento, della compagnia, dello stato d’animo.
 
La filosofia “unplugged” di Matteo Ascheri nasce proprio da questa riflessione. Così come nella musica acustica si eliminano effetti speciali e sovrastrutture, anche in cantina l’approccio è essenziale: pochi interventi, rispetto assoluto dell’uva e del territorio, vinificazioni che puntano a lasciare emergere la voce autentica del vigneto.

Il mio articolo per WINE and TRAVEL n. 3-2026. 🍷🍾🥂🎵

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Luca Pasquero Sara Missaglia Matteo Ascheri