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Grotte di Castro (VT) -- C'è un vitigno che racconta la storia della Tuscia e che per lungo tempo ha rischiato di scomparire. È il caso del Grechetto Rosso, varietà storica coltivata tra Lazio e Umbria, progressivamente abbandonata nel corso degli anni e oggi tornata protagonista grazie a un importante progetto di recupero e valorizzazione avviato da Villa Caviciana.
Situata tra i comuni di Gradoli e Grotte di Castro, sulla sponda settentrionale del Lago di Bolsena, Villa Caviciana si estende su 144 ettari di paesaggio storico rurale, tra vigneti, oliveti, boschi e pascoli. Fondata nel 1989 da Fritz e Mocca Metzeler con l'obiettivo di creare una "felice simbiosi tra natura e agricoltura", la tenuta rappresenta oggi un laboratorio virtuoso di agricoltura biologica e sostenibile. Dal 2022 la proprietà è stata donata al FAI – Fondo per l'Ambiente Italiano, che ne tutela il patrimonio paesaggistico, ambientale e produttivo, affidandone la gestione a una squadra impegnata nella valorizzazione del territorio attraverso pratiche agricole rispettose dell'ambiente e delle tradizioni locali.
In questo contesto unico, dove il terroir vulcanico del Lago di Bolsena incontra una lunga tradizione agricola, nascono vini che interpretano il territorio e ne custodiscono l'identità. Tra questi spicca Tueri Lazio IGP, il nuovo rosso della tenuta ottenuto da uve 100% Grechetto Rosso.
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