
Anno XXXIX - n. 439 - Maggio 2026 - ISSN - 0017-0119
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L’anno 2025 registra una riduzione generale del consumo complessivo delle bevande alcoliche in tutto il mondo.
E gli spiriti sono stati i più colpiti in tutto il comparto bevande, accentuando il rallentamento già registrato l’anno precedente. Secondo le analisi condotte da IWSR (International Wines and Spirits Research) sui mercati dei 21 paesi più rilevanti del mondo più i punti vendita dei negozi di viaggio (complessivamente il 75% dei consumi alcolici mondiali), si è venduto il 2% in meno (in quantità) di alcol da bocca, e il 4% in meno in valore.
Gli spiriti, in particolare, hanno perso il 4% in volume di alcol, e il 9% in valore. Ma il dato degli spiriti merita un commento a parte, poiché l’analisi di IWSR precisa che, se dal computo si escludono gli spiriti nazionali consumati nei mercati interni, la contrazione globale si riduce all’1%, sia in valore che in volume di alcol.
Questa discrepanza trova la sua spiegazione in Cina, paese che pesa enormemente sulla media mondiale poiché – come sappiamo – i Cinesi sono tanti, e amano l’alcol, soprattutto la loro acquavite nazionale, il Baijiu. I consumi nazionali di Baijiu sono stati colpiti dalla campagna anti- corruzione avviata già da qualche anno dal governo di Pechino, e l’acquavite nazionale è uno dei generi di regalistica più frequentati in Cina, che è il paese maggior bevitore di alcol del mondo. E infatti, i consumi alcolici in Cina hanno perso il 12% in valore l’anno scorso; ma se escludiamo dal conteggio gli spiriti nazionali cinesi (Baiju compreso, chiaramente), la contrazione in Cina si riduce all’1% in volume, e a zero in valore.
Nel commentare i dati statistici, Marten Lodewijks, presidente e direttore generale di IWSR, ha sottolineato fattori politici che hanno influenzato negativamente il mercato, come l’imposizione di perniciosi dazi dagli USA e le conseguenti ritorsioni commerciali internazionali, la crescita dell’inflazione che ha colpito i consumi voluttuari, e il numero crescente di consumatori che hanno optato per la moderazione o l’astensione dall’alcol per ragioni “salutistiche”.,
Tra i prodotti di consumo di massa, la vodka accusa una riduzione del 3% in volume e dell’1% in valore. Poche le eccezioni: Irish whiskey: +2%, Spiriti a base agave: +1%.
Clamorosa la controtendenza dei ready-to-drink (RTD), i cocktail pre-miscelati, unica grande categoria in crescita nel 2025: crescono del 2% i volumi e del 4% il valore.
I RDT godono della loro versatilità e della capacità di rispondere con grande prontezza alla volubilità delle preferenze del consumatore.