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Indice: Segnalazioni - Le ultime dal Blog - Eventi - Pubblicazioni recenti dell'Istituto Germani
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Nuovi concetti nella difesa globale VIGINUM, il servizio nazionale tecnico e operativo che fa capo al SGDSN, è preposto alla protezione della Francia e dei suoi interessi dalle ingerenze digitali straniere, occupandosi di rilevare e caratterizzare le FIMI anche attraverso costanti analisi e proposte condivise con i partner europei, fungendo quindi sia da osservatorio che da prima linea difensiva nazionale. Nell’ottica di questa funzione, nel gennaio 2026 VIGINUM ha lanciato una proposta per la standardizzazione dell’analisi delle FIMI introducendo l'idea dell'Information Manipulation Set (IMS), ispirato ai concetti già formati nella cyber threat intelligence. Si tratta di un modello che mira a mettere ordine nella confusione terminologica classificando le attività malevoli in base a due criteri fondamentali: la clandestinità delle operazioni e il coordinamento tecnico degli asset digitali. Un IMS è quindi definito come un insieme di comportamenti avversari, strumenti, Tattiche, Tecniche e Procedure (TTP) che si presume siano collegati al threat actor o a un gruppo di essi, la cui identificazione non è necessaria ai fini della catalogazione IMS, permettendo quindi un tracciamento più lineare delle attività malevoli anche quando la minaccia è sconosciuta. L’IMS è strutturato su cinque livelli che contribuiscono a guidare l’analisi sul campo, proponendosi come una standardizzazione anche operativa poiché compatibile con standard e strumenti CTI già in uso e suggerendo un linguaggio comune che possa essere riconosciuto dalla rete di attori difensivi che combattono la disinformazione a livello globale.
Interessante anche la proposta di un giovane analista europeo della sicurezza, Kacper Kremiec, che lancia l’idea di un hybrid red team contro le azioni di guerra ibrida russa, anche qui una ipotesi mutuata dal concetto di red teaming della CTI, dove team di esperti indipendenti dedicati simulano attacchi contro infrastrutture critiche per identificare e correggerne le vulnerabilità. L’hybrid red teaming potrebbe, con la stessa impostazione, simulare attacchi ibridi russi contro le infrastrutture critiche della NATO per anticiparne le falle prima che Mosca possa individuarle e sfruttarle. L’analisi di Kremiec si basa sulla debolezza del ciclo attuale di operazioni di guerra ibrida in cui la Russia riesce a lanciare attacchi sempre più creativi e potenti contro i paesi della NATO, la cui risposta risulta troppo spesso tardiva e perfino ripetitiva in mancanza di una posizione preventiva efficace. Kremiec ipotizza un team di esperti indipendente, composto da ex operatori delle forze speciali addestrati nella guerra ibrida russa, dotati di ampia autonomia operativa e di indipendenza istituzionale, che portino avanti attacchi simulati su infrastrutture critiche sia virtuali che fisiche, producendo report rigorosi e classificati per le autorità competenti individuate, fornendo risultati di esercitazioni in cui devono essere rispettati una serie di criteri specifici: la plausibilità degli attacchi, la scala delle simulazioni e l’interoperabilità e internazionalizzazione dei red team operanti nei paesi NATO. Perchè, secondo Kremiec, gli hybrid read team debbano essere indipendenti quale fattore chiave per il successo del modello, è spiegato nell’analisi del rischio di questa attività: il pericolo immediato nel read teaming è la sottovalutazione, se non insabbiamento, dei risultati da parte delle istituzioni oggetto del test (l’autore porta a esempio il caso del team Federal Aviation Administration Read Team che identificò una serie di vulnerabilità critiche nei sistemi della sicurezza aerea che vennero esposti con l’11 settembre ma che furono ignorati da chi di dovere per non destabilizzare il comparto aereo). La soluzione è quindi che i team siano istituzionalmente indipendenti e che reportino direttamente alla leadership politica civile e non alla leadership di settore.
Da approfondire Un articolo pubblicato su The Conversation affronta gli aspetti legati all’intelligence del caso Epstein. Sebbene una relazione diretta tra Jeffrey Epstein e servizi di intelligence non sia certa, il suo è un esempio di come finanza, intelligence e influenza possano interagire, sfruttando la valuta della HUMINT: l’accesso, la conoscenza e la capacità di compromettere funzionari e persone influenti.
E’ online l’atteso report annuale dell’Estonian Foreign Intelligence Service, “International Security and Estonia 2026”. L’analisi dell’Estonia non è utile solo all'interno dei confini nazionali ma è di fondamentale importanza per l’Europa e la NATO, e offre un focus aggiornato e definito sull’attuale stato della minaccia russa e sull’asse strategico che si sta delineando con la Cina, in termini politici e ideologici, di cooperazione economica e nell’ambito della tecnologia e della difesa di entrambi i Paesi.
Il Washington Post ha pubblicato in esclusiva la storia di un esperimento condotto nella massima segretezza da uno scienziato governativo norvegese nel 2024 per dimostrare l’influenza delle armi a impulsi di energia a microonde sull’uomo. Lo scienziato ha testato su se stesso un prototipo costruito sulla base di informazioni classificate che lo avrebbe portato ad avere sintomi neurologici simili a quelli della “sindrome dell’Avana” che negli anni ha colpito agenti segreti e diplomatici.
Letture di intrattenimento In Kolymsky Hight (Le Montagne Ghiacciate della Kolyma, Mondadori) una dinamica spy story vintage del 1994 che combina suspense, avventura e scienza, uno degli aspetti più interessanti è quello della profusa rappresentazione di dinamiche di spionaggio e human intelligence, in un contesto fortemente evocativo che non delude: l’immediato post- Guerra Fredda. Lionel Davidson è stato un prolifico autore britannico che ha fornito materiale anche per il cinema, ma soprattutto, ha approcciato la scrittura con un raro sentimento di responsabilità verso il lettore: che si trattasse di un divertente giallo per ragazzi o di un romanzo dai temi sensibili e intimi come l’antisemitismo e le persecuzioni agli ebrei, Davidson ha sempre notoriamente speso gran parte del processo di produzione in approfondite ricerche di carattere accademico, affinché non mancasse mai una base di logicità, verosimiglianza, qualità. Per Kolymsky Hight, pubblicato dopo circa sedici anni di silenzio dal suo ultimo romanzo, le ricerche e approfondimenti hanno riguardato gli aspetti psicologici e la HUMINT, attingendo anche ai suoi brevi anni di esperienza nell’esercito inglese durante la Seconda Guerra Mondiale e al contesto dell’intelligence israeliana, di cui era un appassionato curioso. Ne è nato un ottimo romanzo di intrattenimento capace di risvegliare nel lettore entusiasmo, fascino e gusto per l’avventura, ricco di dettagli su argomenti tanto diversi quanto spesso, sorprendentemente, contemporanei. I lettori che amano l’attenzione ai dettagli, le sotto-trame che si incrociano e le storie che si dipanano senza fretta e ben articolate, passeranno certamente ore piacevoli.
Chi ha amato le fiction speculative militari degli esperti di sicurezza nazionale Peter W. Singer e August Cole (nello specifico, Ghost Fleet, Mondadori 2015 e Burn In, 2020 inedito in italiano), troverà sul portale specializzato Defense One una nuova rubrica mensile dei due autori. Si chiama “Fictional Intelligence” ed è un appuntamento dedicato all’esplorazione del futuro del warfare, della tecnologia e della sicurezza globale attraverso storie in cui la fiction narrativa si fonde con la ricerca e la saggistica. Questo permette di andare oltre i limiti dell’ancoraggio alla realtà concreta e di affrontare scenari di oggi e domani, trovando nella narrativa una via per le speculazioni verosimili sui rischi legati alle conseguenze dell’implementazione e utilizzo di nuove tecnologie. In contesti di intelligence, strategia militare e sicurezza nazionale, la fiction speculativa di settore come strumento di riflessione è ormai una realtà consolidata. Il Red Team Defense francese ad esempio, nasce nel 2019 e nel 2024 ha reso noto il suo terzo e ultimo scenario della prima fase delle sue speculazioni, partendo con la fase due nel 2025: ovvero, immaginare le minacce che potrebbero coinvolgerci dal 2030 al 2060. Le pubblicazioni del team di autori, scienziati e accademici, che fanno capo alla Agenzia per l’Innovazione della Difesa (AID), in collaborazione con lo Stato Maggiore delle Forze Armate (EMA), la Direzione Generale degli Armamenti (DGA) e la Direzione Generale delle Relazioni Internazionali e della Strategia (DGRIS), sono ormai titoli da collezione, apprezzati da un pubblico eterogeneo.
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