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Udienza il 5 novembre

0.Giornale Distillatori

È arrivata alla Corte Suprema degli Stati Uniti la controversia sulla legittimità del potere arrogato dal presidente Donald Trump di imporre dazi all’importazione di numerosi prodotti

“per tutelare la sicurezza nazionale”. Due tribunali federali hanno già emesso sentenze che sanciscono l’illegittimità dell’applicazione dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) per motivare l’imposizione dei dazi che Trump ha decretato in misura molto varia, su un’ampia gamma di prodotti all’importazione (compresi gli spiriti) da numerosi paesi, con svariate motivazioni.
Per poter confermare il potere presidenziale di imporre i dazi, l’amministrazione Trump ha fatto ricorso alla Corte Suprema, la quale ha fissato al 5 novembre la data di apertura del dibattito: il quesito su cui dovrà deliberare verte sull’autorità del presidente di imporre dazi in forza dell’IEEPA.
 
Trump ha già fatto sapere che potrebbe intervenire personalmente davanti alla Corte Suprema (la quale, peraltro, ha già una maggioranza di giudici di nomina repubblicana): sarebbe la prima volta per un presidente in carica, nella storia degli Stati Uniti.
 
“I dazi sono uno strumento molto importante per la nostra difesa, la nostra sicurezza nazionale”, ha detto Trump il 15 ottobre, parlando ai giornalisti nell’Ufficio Ovale della Casa Bianca. “Se non vinciamo questa vertenza, saremo un pasticcio finanziario indebolito, inguaiato, per molti, molti anni a venire”.
 
La sentenza contraria a Trump è stata emessa dalla U.S. Court of Appeals for the Federal Circuit: “La legge – dice la motivazione – riconosce al Presidente un’importante autorità per decidere atti in risposta ad un’emergenza nazionale dichiarata, ma nessuno di questi atti comprende
esplicitamente il potere di imporre tariffe, dazi o simili, o il potere di imporre tasse”. Altre sentenze emesse da tribunali di rango inferiore avevano già sancito che Trump ha travalicato i limiti dei poteri presidenziali, invocando una legge cui storicamente si è fatto ricorso per imporre sanzioni economiche ed altri atti ostili contro nemici stranieri. La controversia portata alla Corte Suprema non riguarda dazi imposti con motivazioni diverse dall’IEEPA, come quelli che Trump ha decretato sull’import di acciaio e alluminio.
 
I dazi costituiscono un elemento centrale della politica economica di Trump, che dovrebbe ricavarne quattromila miliardi di dollari nell’arco del prossimo decennio, grazie alle tasse pagate sui beni importati e alla riduzione degli interessi da pagare sul debito nazionale. “Se non ci viene consentito di usare quello che altri usano contro di noi, non c’è difesa”, ha spiegato Trump ai giornalisti; “Ecco perché credo che andrò a guardare la Corte Suprema. Credo che sia una delle vertenze più importanti mai aperte, perché saremo inermi davanti al mondo”. Intanto, il 16 settembre 2025 la Camera dei Rappresentanti ha approvato, con 213 voti a favore e 211 contrari, la cessione al presidente del potere di imporre dazi, di competenza del Congresso.
 
Diversi parlamentari repubblicani hanno votato contro.