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Un percorso di ricerca e scoperta, nato nel 2011, per valorizzare una varietà antica.
Una chiave di resilienza climatica e di identità territoriale, frutto dell’impegno costante per contribuire alla crescita culturale e vitivinicola della Franciacorta.

Borgonato in Franciacorta (BS) – Tornare alle radici per guardare avanti. È con questo spirito che Berlucchi ha scelto di investire nella sperimentazione dell’Erbamat, un’antica varietà regionale che potrebbe ricoprire un ruolo chiave per la viticoltura del territorio. Resistente alle alte temperature, tardiva nella maturazione e naturalmente ricca di acidità, Erbamat potrebbe essere una risposta concreta alle sfide del cambiamento climatico. Allo stesso tempo, rappresenta un tassello prezioso per rafforzare l’identità territorialerecuperando un patrimonio varietale locale e affiancandolo alle cultivar internazionali.

“Avviare questo progetto – spiega Arturo Ziliani, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico – significa valorizzare il territorio, svilupparne le potenzialità vitivinicole e tutelarne il futuro. Forte di oltre 60 anni di esperienza, la nostra azienda ha scelto di investire in ricerca e sperimentazione con l’obiettivo di generare ricadute positive per l’intera Denominazione. L’iniziativa, nata nel 2011 insieme al Consorzio Franciacorta, si inserisce in un percorso corale di studio e innovazione, a cui Berlucchi contribuisce anche attraverso il proprio ruolo nel comitato tecnico.”

Il percorso sperimentale: dal vigneto alla cantina

Ambito agronomico

Il progetto Erbamat inizia nel 2011 con i primi sovrainnesti realizzati in collaborazione con il Consorzio Franciacorta, utilizzando gemme recuperate da vigneti locali. A seguire, nel 2015 nasce il primo vigneto sperimentale - Campo Madre - dedicato all’individuazione dei cloni più promettenti. Nel 2016, Berlucchi intraprende una strada parallela, reimpiantando completamente il vigneto Castello in Borgonato, cuore storico dell’azienda, e distinguendosi come una delle pochissime realtà ad aver realizzato un sovrainnesto diretto su piede americano, tramite selezione massale, privilegiando le piante più produttive. Questa scelta ha permesso di concentrare la ricerca sulle caratteristiche più favorevoli del vitigno, come la resa più elevata delle gemme distali rispetto a quelle prossimali. Un’osservazione che ha portato anche a un aggiornamento del disciplinare Franciacorta, con una densità di impianto ridotta a 4.000 piante per ettaro, contro le 4.500 delle altre varietà. Tra il 2020 e il 2021 viene piantato un secondo vigneto - il vigneto Eroi, nel comune di Passirano - con materiale clonale selezionato nella prima fase del progetto, a conferma della doppia traiettoria di ricerca: clonale per il Consorzio, massale per Berlucchi. Oggi l’azienda conduce direttamente circa 3 ettari su 11 complessivi coltivati a Erbamat in Franciacorta, pari al 27% della superficie totale.

Ambito Enologico

Parallelamente al lavoro in vigna, dal 2012 Berlucchi ha avviato microvinificazioni sperimentali, osservando l’evoluzione dell’Erbamat, prima come vino base e poi come vino riserva. Da queste prime sperimentazioni, nel 2014 nasce la Cuvée Perpétuelle, con vini riserva dal 2012 al 2014, con l’obiettivo di esaltare il potenziale evolutivo dei vini, in modo che si integrino al meglio con la cuvée al momento dell’assemblaggio. A partire dal 2017, le basi vendemmiali d’annata vengono unite a piccole percentuali di questa cuvée (di anno in anno, in quota crescente), dando vita ad assemblaggi capaci di esaltare la freschezza e la persistenza tipiche di questo vitigno.

Dal 2024 si è aperta una nuova fase: la cuvée è diventata tripartita, composta da 1/3 base vendemmiale, che apporta immediatezza e fragranza, 1/3 cuvée perpétuelle, che aggiunge profondità e continuità stilistica, e 1/3 assemblaggio dell’anno precedente non ancora spumantizzato, capace di dare struttura e complessità. Questo equilibrio a tre dimensioni rappresenta l'approccio attuale per proseguire la sperimentazione, con l'intento di esplorare ulteriormente le potenzialità dell'Erbamat come vino riserva, tenendo conto anche di un possibile futuro utilizzo nei Franciacorta, per assicurare longevità e freschezza.

 “Il nostro impegno sull’Erbamat – commenta Arturo Ziliani – non è solo una sperimentazione enologica, ma un contributo concreto alla crescita collettiva della Denominazione. Siamo convinti che investire in questa varietà significhi investire nel futuro del Franciacorta.”  Con questa nuova fase, l’azienda conferma il suo ruolo di avanguardia nella ricerca vitivinicola, mantenendo fede a una tradizione di innovazione che da oltre 60 anni la rende protagonista del territorio.


Berlucchi, la cantina che ha fatto la storia del Franciacorta 
Il Franciacorta, il più esclusivo e prestigioso Metodo Classico italiano, deve la sua nascita alla cantina Guido Berlucchi. Una storia nata nel 1955 e che ha inizio nella storica cornice di Palazzo Lana, dall’incontro tra due giovani e visionari: Guido Berlucchi, già̀ produttore di vino, e il giovane enologo Franco Ziliani, accomunati dall’idea rivoluzionaria di produrre un grande Metodo Classico italiano in provincia di Brescia. Con la vendemmia del 1961 - e le prime 3.000 bottiglie prodotte- nasce ufficialmente il Franciacorta. Berlucchi Franciacorta – condotta oggi dai figli Arturo, Cristina e Paolo Ziliani - non è solo sinonimo di Franciacorta, ma anche di moderna ricerca e di avanzata e sostenibile sperimentazione enologica, che ne fanno l’azienda di riferimento nella DOCG. Con una superficie vitata di oltre 450 ettari, di cui 143 di proprietà e a conduzione biologica certificata dal 2016, Berlucchi Franciacorta rappresenta una realtà di eccellenza in questo pregiato angolo d’Italia, un luogo in cui il vino è da sempre il grande protagonista. Nel 2024, con oltre 50 anni di storia alle spalle, riceve il titolo di “Marchio Storico d’Interesse Nazionale” riservato alle aziende italiane che hanno segnato e continuano a lasciare un segno nella storia dell’imprenditoria italiana.

 

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