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Confcooperative “IL PACCHETTO DI MISURE UE SNELLISCE LE PROCEDURE E APRE A NUOVE CATEGORIE DI PRODOTTI”

Secondo il presidente del settore Vino Luca Rigotti le misure annunciate oggi dal Commissario rappresentano “un buon equilibrio tra tutela della tradizione e slancio verso il futuro, che merita ampio sostegno”

 

Roma – “Le proposte avanzate dal Commissario sono improntate ad una visione strategica e lungimirante per il settore vitivinicolo europeo, con particolare riferimento alla razionalizzazione dei diritti di reimpianto, alla flessibilità nelle autorizzazioni e all’apertura a nuove categorie di prodotti come i vini dealcolati e parzialmente dealcolati”. Così Luca Rigotti, Presidente del settore vitivinicolo di Fedagripesca Confcooperative commenta il documento illustrato oggi a Bruxelles dal Commissario europeo per l'Agricoltura e l'Alimentazione, Christophe Hansen.

In particolare, l’estensione dei diritti di reimpianto da 3 a 8 anni, unitamente alla sospensione delle penali, è una misura consentirà ai produttori di adattarsi con maggiore versatilità ai cambiamenti climatici e di mercato, programmando le coltivazioni su un orizzonte temporale più ampio, senza il timore di sanzioni. La scelta di mantenere il vincolo di tre anni per i nuovi impianti, con sanzioni, dimostra un approccio equilibrato, che evita il rischio di sovrapproduzione, garantendo alle aziende sla possibilità di rinnovarsi gradualmente. 

La maggiore autonomia concessa agli Stati Membri nel rilasciare autorizzazioni per reimpianti e nuovi vigneti è secondo Confcooperative “un altro punto di forza”, dal momento che “decentralizzare tali decisioni permette di adattare le politiche produttive alle specificità climatiche, economiche e territoriali di ciascun paese, valorizzando le eccellenze locali senza compromettere gli obiettivi comunitari”. La rimozione delle autorizzazioni inutilizzate entro il 2026, senza penalizzazioni, libera inoltre risorse inattive, premiando chi investe concretamente e scoraggiando la speculazione. 

Inoltre, la revisione delle regole per i vini dealcolati e parzialmente dealcolati, compresi gli spumanti e quelli aromatizzati, è un segnale di modernità e attenzione alle tendenze di mercato. L’introduzione di terminologie chiare come "Vino senza alcol" e "Vino a bassa gradazione" elimina ambiguità, garantendo trasparenza per i consumatori e facilitando l’export. Questa standardizzazione, unita alla flessibilità produttiva, apre le porte a un mercato in forte crescita.  L’Europa, patria di tradizioni enologiche millenarie, dimostra così di saper conciliare heritage e innovazione, posizionandosi come leader anche in questo segmento emergente. La possibilità di produrre spumanti dealcolati e vini aromatizzati amplia inoltre il ventaglio di offerta, attirando nuovi consumatori e diversificando l’offerta delle cantine. 

L’armonizzazione, infine, delle etichette elettroniche attraverso un QR code unificato e l’uso di pittogrammi appare secondo Rigotti “una scelta visionaria”. Ridurre gli adempimenti burocratici per i produttori, evitando il rischio di respingimenti alle frontiere intra-UE, semplifica gli scambi e abbassa i costi, favorendo in particolare le PMI, che spesso faticano a sostenere oneri amministrativi multipli. 

In conclusione, commenta il Presidente del Settore vino di Confcooperative, “il pacchetto di misure annunciate oggi da un lato rafforza i diritti delle imprese e snellisce le procedure, riconoscendo la necessità di adattamento a crisi strutturali e climatiche, dall’altro dimostra di voler abbracciare innovazione e nuovi mercati, senza tradire l’identità del settore. Un buon equilibrio tra tutela della tradizione e slancio verso il futuro, che merita ampio sostegno”. Auspica al contempo “che Consiglio e Parlamento Europeo procedano speditamente ad una approvazione in tempi rapidi, introducendo un’adeguata flessibilità finanziaria, oggi necessaria per il settore”.

 

 

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  Alina Fiordellisi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.