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Febbraio - Marzo 2025

 

Indice

  • Segnalazioni

  • Le ultime dal Blog

    • Alcune considerazioni sul "ruscismo", l'ideologia totalitaria della Russia putiniana

    • Attacchi ad personam e narrazioni strategiche russe

    • Anatomia dell'antinuclearismo tra nuove sfide energetiche e fantasmi russi

    • Sei fattori che potrebbero contribuire alla caduta del regime di Vladimir Putin

    • Racconti della Siberia. La storia si ripete: prima la tragedia, ora la farsa

    • Sette narrazioni strategiche russe presenti nei manuali di geografia delle scuole medie italiane

    • Interventi a impatto cognitivo e guerra ibrida

 

Per chi è addentro agli aspetti più operativi e tecnici della HUMINT, ma anche per gli appassionati di storia, il nome di Hanns Joachim Scharff (1907–1992) rimanda immediatamente alle atmosfere rarefatte dei dulag luft, i campi di prigionia della Luftwaffe, dove Scharff in qualità di ufficiale dell'Intelligence tedesca, interrogò durante la Seconda Guerra Mondiale oltre 500 prigionieri di guerra europei e americani. La sua è una storia di maestria negli interrogatori ormai leggendaria, tanto che da lui prende il nome un modello di tecniche che mirano ad acquisire informazioni da parte di soggetti ad alta resistenza senza utilizzare metodi coercitivi. Si diceva infatti di Scharff, che fosse un uomo posato, gentile, stonato in quelle stanze dove gli altri ufficiali tedeschi non amavano attese o resistenze da parte dei prigionieri. Incredibile il fatto che Scharff finì a condurre gli interrogatori per un caso fortuito, non essendo lui un ufficiale specializzato in questo ambito, ma distinguendosi subito per i suoi risultati eccezionali. Così, alla fine della guerra, fu proprio l'improvvisato interrogatore Hanns Joachim a essere invitato negli Stati Uniti per parlare agli addetti ai lavori (e a molti degli ex prigionieri che gli passarono davanti), della sua tecnica di raccolta informazioni. Il suo metodo di elicitazione si basava su una ragionata strategia di medio termine, che a differenza dei metodi coercitivi su prigionieri sì disfatti, ma anche formati e pronti alla resistenza, rendeva spesso inconsapevole l'interrogato, secondo molte testimonianze di ex prigionieri, che non si rendevano conto nell'immediato di cosa e quanto di utile avevano effettivamente rivelato all'ufficiale. Che da parte sua, era in grado di ricostruire un quadro completo di informazioni con pazienza e acume, utilizzando qualcosa che, come diceva lui stesso, era davvero semplice: un approccio esattamente opposto a ciò che i prigionieri si aspettavano. Dove presumibilmente doveva esserci violenza, Scharff sfoderava cortesia. Per molti, oggi, niente di nuovo: ma approfondendo Scharff, risulta riduttivo confinare a questo singolo fattore l'efficacia delle sue tecniche, che si rivelano essere più complesse di quanto sembri.
Per conoscere le tecniche e il pensiero di Scharff, un buon punto di partenza è certamente la sua storia: The Interrogator: The Story of Hanns-Joachim Scharff, Master Interrogator of the Luftwaffe (Schiffer Military History, 1997) è il libro giusto da cui iniziare.
Un approccio accademico alle sue tecniche, è invece lo studio di Pär Anders Granhag, Steven M. Kleinman & Simon Oleszkiewicz (2016) The Scharff Technique: On How to Effectively Elicit Intelligence from Human Sources, International Journal of Intelligence and CounterIntelligence, 29:1, 132-150

 

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"Banned Russian Channel RT Secretly Pays Video Bloggers Who Promote Kremlin Narratives"
The bloggers rack up millions of views, promote Russia as a haven for conservatives, glorify the war in Ukraine — and never disclose any ties to the Russian government. The money tells a different story.

Un articolo di ORCCP - Organized Crime and Corruption Reporting Project sull'abitudine degli asset russi di influenzare dietro le quinte l'informazione digitale e non, attraverso la corruzione degli influencer - Leggi tutto

 

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Di recente pubblicazione, Death Is Our Business: Russian Mercenaries and the New Era of Private Warfare (Bloomsbury Publishing, 2025), è un nuovo titolo nel mercato editoriale che si propone come un saggio completo e approfondito sul gruppo Wagner, dalla nascita al declino, fino alla ripresa quale "milizia rinnegata" in grado comunque di inserirsi e sfruttare le fragilità e i conflitti geopolitici, soprattutto in Africa. Scritto dall'analista americano John Lechner, firma di autorevoli riviste internazionali, specializzato nello scenario del Medio Oriente e sulla Russia, il saggio offre dettagli corposi sulle dinamiche, l'organizzazione interna, le operazioni, nomi, date, avvenimenti mai raccontati prima e rievocati nelle interviste esclusive con membri della Wagner.
Qui una intervista all'autore nel videopodcast egiziano Tahrir (in inglese)

 

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Altro libro interessante, pubblicato nel 2024, è il saggio dei due esperti di intelligenza artificiale e sicurezza nazionale George Galdorisi e Sam Tangredi, Algorithms of Armageddon: The Impact of Artificial Intelligence on Future Wars (Naval Institute Press, 2024), in cui vengono analizzati gli scenari attuali e imminenti legati all'applicazione della AI in ambito militare e le recenti innovazioni che grazie alla AI combinano tecnologie diverse tra loro, potenziando eventuali minacce da parte di grandi player della geopolitica.

 

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La Resilienza Cognitiva e Psicologica degli Analisti di Intelligence nell'Era dell'Intelligenza Artificiale: Analisi Morfologica, Scenari Futuri al 2030 e Prospettive Neurobiologiche è il recentissimo paper di Eugenio Bilardo, anche docente della Scuola di Intelligence e Analisi Strategica dell'Istituto Germani e Emanuela Dyrmishi. Per citare il paper nella sua introduzione al lettore,
"L’avvento dell’intelligenza artificiale (AI) ha trasformato radicalmente il panorama operativo dell’intelligence, introducendo una serie di sfide complesse e interconnesse per la resilienza cognitiva e psicologica degli analisti. Queste sfide derivano dall’abilità dei sistemi AI di profilare psicometricamente gli analisti utilizzando algoritmi avanzati di analisi comportamentale e cognitiva, capaci non solo di prevedere i loro processi decisionali, ma anche di manipolarli in modi che erano impensabili fino a pochi anni fa. Non solo, ma l’interazione AI analista, per cause biologiche, pare modificare a cascata e a lungo termine la qualità dell’analisi. [...] L’attenzione si concentra sulle dinamiche di interazione tra i sistemi AI e le capacità analitiche umane, con l’obiettivo di sviluppare un framework multidimensionale che non solo permetta di comprendere le vulnerabilità psicometriche degli analisti, ma fornisca anche strumenti pratici per prevenire l’insorgenza di crisi, e poi gestirle e mitigarle. Questo framework tiene conto dell’autonomia crescente dei sistemi AI, della complessità informativa dell’ambiente operativo moderno e della capacità adattativa intrinseca al sistema nervoso umano, plasmata da fattori ambientali e genetici."
Il paper è disponbile al download gratuito a questo link.

 

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La serie di spionaggio The Eastern Gate (Przesmyk), targata HBO Max, si è conclusa di recente con l'uscita del sesto episodio. Si tratta di una produzione polacca che mette in scena un valzer di spie, tensioni e tradimenti, bracci di ferro ideologici e operazioni sotto copertura, una storia di fiction che prende a piene mani dalla realtà della guerra ibrida in corso per raccontare una storia credibile e intrigante. Gli elementi per catturare l'attenzione ci sono tutti: dall'annessione forzata della Crimea, la Russia insieme a Minsk compie manovre sospette che portano l'intelligence polacca a organizzare una missione di infiltrazione e counterintelligence. Ambientata prevalentemente in Bielorussia, rivela una Minsk capitale dei complotti, crocevia di agenti segreti, teatro di drammi silenziosi e trame che si ripercuotono a livello globale. La pressione della minaccia di una guerra mondiale e i giochi ambigui della Russia, delle fazioni in campo, della infowar e delle false flag, accorpano la dimensione psicologica e morale che la protagonista, Ewa, vive e amplia nel contesto dell'operazione che deve portare a termine ad ogni costo, contemporaneamente a un dramma personale che mette a rischio la sua stabilità emotiva e la sicurezza della nazione. Sorprendente con i suoi colpi di scena, la violenza cruda, i suoi personaggi ben costruiti, questa serie + un ottimo esercizio per immergersi nelle dinamiche dello spionaggio e controspionaggio dove niente è dato per scontato e ogni possibilità deve essere messa in conto e anticipata. Przesmyk ha ricevuto critiche molto positive, sarà di prossima uscita anche in Italia.

 

Alcune considerazioni sul "ruscismo", l'ideologia totalitaria della Russia putiniana

Nota analitica di Massimiliano Di Pasquale. 
"Diverse leggi sulla memoria, originariamente destinate a criminalizzare la critica alla versione ufficiale del Cremlino della Seconda guerra mondiale, hanno acquisito un significato più ampio che le ha rese adatte a sanzionare la “mancanza di rispetto” nei confronti dei signori della guerra medievali della Russia, equiparandoli di fatto agli “eroici soldati sovietici.” Le critiche alla storia medievale della Russia e a personaggi sanguinari come Ivan il Terribile sono bollate dai funzionari statali russi “come parte di una ‘guerra dell’informazione’ condotta dall’Occidente contro la Russia e, quindi, deleterie per gli interessi statali russi"
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Attacchi propaganda

Attacchi ad personam e narrazioni strategiche russe

Il caso dell'attacco della ex diplomatica Elena Basile all’ex Ambasciatore Italiano a Kyiv, Pier Francesco Zazo, un articolo pubblicato su Il fatto Quotidiano che viene accompagnato da quelle stesse narrazioni con cui Mosca conduce da anni la sua guerra ibrida contro l’Ucraina e il mondo libero.

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Anatomia dell'antinuclearismo tra nuove sfide energetiche e fantasmi russi

Giovanni Calabresi analizza l'attuale struttura del movimento antinucleare in Italia, tra i nuovi obiettivi di progresso energetico e i precedenti delle campagne di propaganda sovietica e russa contro il nucleare.

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Sei fattori che potrebbero contribuire alla caduta del regime di Vladimir Putin
Esistono dei fattori che possono concretamente portare alla caduta del regime di Vladimir Putin? In questo momento storico, Mosca sembra raccogliere i frutti della sua lungimirante guerra ibrida: attualmente l’Europa si trova in una posizione di inedita debolezza davanti all’aggressività di movimenti interni ed esterni le cui attività minano i processi democratici. Presa in mezzo tra due potenze prima nemiche tra loro, che ora si rivelano inaspettatamente affini e impegnate a salvaguardare una la reputazione dell’altra, l’Europa ha davanti un futuro che richiederà una coesione come mai prima. In questo scenario, l’idea che l’attuale regime di Mosca possa giungere al termine richiede una doverosa attenzione.

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Racconti della Siberia. La storia si ripete: prima la tragedia, ora la farsa

La fine dell’operazione militare speciale impone alle autorità russe una riflessione troppo a lungo ignorata e che presto potrà anche minacciare il potere del presidente. Le precarie condizioni in cui versa l’economia russa potrebbero essere foriere di una instabilità sociale molto simile a quella che provocò la rivolta che scoppiò il 19 agosto 1920 in diversi villaggi della provincia di Tambov.

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Sette narrazioni strategiche russe presenti nei manuali di geografia delle scuole medie italiane

Anticipando alcuni risultati di un lavoro corposo e complesso, i giornalisti Irina Kashchey e Massimiliano Di Pasquale, segnalano una serie di "narrative base" presenti nei libri di testo di geografia delle scuole medie italiane; queste narrative base, si allineano, e in alcuni casi coincidono, con già note narrative strategiche che la Russia di Putin semina da anni attraverso la propaganda, nell'ottica di una guerra ibrida in cui uno degli obiettivi è quello di manipolare il sentimento comune e la visione pubblica del regime all'estero.

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Interventi a impatto cognitivo e guerra ibrida

Un articolo molto approfondito di Massimo Ortolani sui messaggi misinformativi e disinformativi e sulle difese attuali e auspicabili per contrastare la manipolazione dell'informazione.
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