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Articolo di Vilma Nazzi

 
Solo la settimana scorsa la bassa temperatura è calata sulla Maremma, la Maritima Regio romana, con feroci sferzate di vento che salivano dal mare e poi da tutte le parti. Il cielo era azzurro, senza una sbavatura di bianco e invitava ad uscire e a percorrere strade verso l’interno, per lo più deserte a metà mattina.
 
File di canne lungo le marrane che sono frequenti nella zona non ancora lontana dal mare e che si piegavano con rassegnazione alle raffiche ventose e dai pini già pencolavano qua e là dei rami. Sui fianchi morbidi delle prime colline, i campi erano arati e già seminati di grano, con una terra splendente e poi i pascoli con greggi di pecore: il loro latte, in considerevole quantità , è utilizzato per la produzione della caciotta di Pienza. Ad un certo punto, alla mia sinistra, un cartello sbiadito: IL ROMITORIO.
 
              Mappa Maremma 
 
Lontani ricordi di storia medioevale riportano alla mente il periodo dell’alto Medioevo, fiorente di movimenti religiosi dal monachesimo all’eremitaggio, e i “romitori”erano degli eremi, addossati ad una grotta o ad un costone di monte, dove uomini disperati nella preghiera e nelle astinenze di ogni genere, cercavano una via di pace.
 
Anche il romitorio in cui mi imbatto nella mia passeggiata nella Tuscia, salta fuori da una grotta e lì si trova una trattoria di pochissimi tavoli, sei, uno quadrato , uno rettangolare secondo come permette lo spazio e su tutto un profumo di minestrone e di costarelle d’abbacchio allo scottadito. Tutte le pareti sono coperte da scaffalature che mostrano in trionfo i vini della Tuscia, intramezzati ogni tanto da bottiglie di verde olio, appena uscito dal frantoio.
 
Molti di questi vini non conoscevo, quali il PROCANICO un vino bianco, fermo e che si ottiene dal Trebbiano Toscano, mentre il ROSCETTO, dal Trebbiano Giallo, coltivato su un terreno vulcanico e quindi con un gusto, intenso, salino; il VIOLONE, è un clone del Montepulciano, coltivato intorno al lago di Bolsena e si produce il VIOLONE TUSCIA DOC.
 
Gli altri vini li conoscevo e così gli assaggi erano finiti, ma merita di elencare l’enoteca di questo sperduto romirorio: ALEATICO di Gradoli , un vino rosso, liquoroso, molto amato dai Papi quando si trovavano nella cattività di Viterbo, ed e’ sia Passito che Riserva; il CANNAIOLO NERO ( Cannaiola di Marta) che ha un profumo delicato e che in questa zona lo abbinano con delle zuppe di pesce di lago . Io lo trovo più indicato per un fine pasto , quando ci si ferma a parlare con gli amici e si sgranocchia frutta secca e i famosi biscotti del Viterbese. Il vino che trionfa su tutti e che ha una fama mondiale è il “EST-EST-EST” di Montefiascone: si beve come aperitivo, durante il pranzo e d’estate ,fresco,sotto l’ombra di un grosso fico, è un piacevole compagno.