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                                 0.Giornale Distillatori

 

L’inclusione del Distillo amplia la gamma espositiva ALCOLI - ACQUAVITI - LIQUORI Mensile di informazioni economiche, tecnologiche e normative Anno XXXVII - n. 422 - Novembre 2024 - ISSN - 0017-0119 DIREZIONE E REDAZIONE: 00188 via Saronno, 65 - TEL. 0633679865 EMAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

E’ già annunciato il successo della 30° edizione del SIMEI, attesa dal 12 al 15 novembre a Fiera Milano Rho e preceduta dal trionfale annuncio dell’incremento del +18,5% dell’export italiano delle macchine per l’enologia e l’imbottigliamento: secondo le elaborazioni su dati Istat dell’Osservatorio del vino di Unione italiana vini (UIV, che organizza il SIMEI), con un export di quasi 2,5 miliardi di euro e una bilancia commerciale in attivo per più di 2,1 miliardi, l’annata 2023 registra già il recupero e la rimonta sui livelli pre-covid per il settore. Questa tendenza positiva, confermata da una ulteriore crescita del 12,7% delle vendite fuori confine nei primi 7 mesi di quest’anno (per un controvalore di quasi 1,6 miliardi di euro), salvo imprevisti dovrebbe portare il saldo delle esportazioni nette di fine 2024 ad almeno 2,2 miliardi di euro. “Si tratta di uno dei comparti con la più alta propensione all’export – spiega il segretario generale di UIV, Paolo Castelletti – un altro primato del made in Italy e un valore per l’intero settore vino e bevande che trova il suo punto di forza nella tecnologia e nell’innovazione”. Secondo l’analisi dell’Osservatorio di UIV, la ripresa del comparto negli ultimi 5 anni è stata sostenuta in particolare dai mercati extra-UE, che lo scorso anno rappresentavano quasi i due terzi delle vendite internazionali di macchine per bevande, enologia e imbottigliamento, in crescita del 15% rispetto ai valori del 2019.

A trainare questa rimonta sono le esportazioni proprio nel primo mercato di sbocco del vino italiano, gli USA, che nel quinquennio hanno ampliato la quota di mercato dal 10,5% al 15,5% grazie ad un balzo delle vendite del 67,5%. Non a caso proprio dagli USA arriverà al SIMEI una delegazione di 70 grandi compratori, cui sia aggiungono altre 31 delegazioni con operatori esteri (selezionati assieme ad Agenzia ICE) provenienti da tutti i continenti. Cresce in doppia cifra, ma sotto la media, anche il valore delle vendite nei mercati comunitari (+9,9% sul 2019), dove Germania e Francia sono andate particolarmente bene (rispettivamente +16,8% e +14,7%) per poi rallentare la corsa tra gennaio e luglio di quest’anno; a fronte di una timida crescita delle piazze UE (+2,4% il risultato complessivo dell’area nei 7 mesi), risultano infatti in calo del 16,2% le esportazioni verso la Francia, mentre sono stabili quelle verso la Germania, che si lascia scavalcare dalla Spagna (a +11,5%) per valore delle vendite. Prosegue invece in volata la corsa dei mercati extraeuropei, che mettono a segno un +18,4%, con l’Asia a +31,6%, l’America settentrionale a +11% (gli USA a +9,9%), e l’America centro-meridionale +9,8%.

L’irruzione delle tecnologie digitali

A questo SIMEI saranno 575 le aziende e i marchi in vetrina, su oltre 30.000 metri quadrati espositivi. L’innovazione digitale è la grande protagonista di questa 30° edizione. Le tecnologie digitali sono oggi sempre più presenti nella filiera vitivinicola rivoluzionando molti processi produttivi, dal vigneto fino alla fase distributiva, lungo tutta la catena commerciale che porta il prodotto fino al consumatore finale. Una innovazione in primo piano è quella dei sistemi basati sulla tecnologia RFID, ovvero Radio Frequency Identification, che consentono alle cantine di migliorare tutti i propri processi legati alla tracciabilità e alla tutela dalla contraffazione: dal controllo Il vino de-alcolato: controversie sul vino e sull’alcol È in lavorazione il progetto per la de-alcolazione del vino, un’operazione mirata a immettere sul mercato prodotti che – secondo un certo numero di non infallibili esperti – dovrebbero rispondere alla domanda di fasce giovanili di consumatori.del cosiddetto “mercato grigio” al richiamo immediato di prodotti. Ma non solo. Per restare al passo con le ultime novità inerenti l’ottimizzazione della logistica o il contatto con il consumatore finale, solo per fare alcuni esempi, nasce il primo Osservatorio Wine & Tech promosso da Checkpoint, azienda leader nel mondo per soluzioni basate su tecnologia RFID, a cui da oggi è possibile accedere con pochi click.

Il vino de-alcolato: controversie sul vino e sull’alcol

È in lavorazione il progetto per la de-alcolazione del vino, un’operazione mirata a immettere sul mercato prodotti che – secondo un certo numero di non infallibili esperti – dovrebbero rispondere alla domanda di fasce giovanili di consumatori“Consentiremo la produzione di vini de-alcolati in Italia perché il mondo del vino li vuole”, ha dichiarato a fine ottobre il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, senza riuscire a nascondere la sensazione di farlo controvoglia. Ed ha aggiunto: “Cercherò di convincere tutti che questi prodotti non si possono chiamare vino”. Quest’ultima questione, la denominazione del prodotto, dovrebbe trovare soluzione immediata, leggi nazionali e Regolamenti UE alla mano. Si discute, invece, sulla disciplina fiscale dell’alcole che sarà prodotto con l’operazione. La posizione di AssoDistil, da noi interpellata, è ferma: “Nel nostro ordinamento, la disciplina relativa al controllo della fabbricazione, alla trasformazione, alla circolazione ed al deposito dell’alcole etilico e delle bevande alcoliche, sottoposti al regime delle accise, è contenuta nel decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 (il Testo Unico Accise, o T.U.A.), come integrato dal Decreto 27 marzo 2001, n. 153. Tale cornice costituisce, allo stato attuale, la normativa di base a cui ogni produttore di alcole deve attenersi. “

"A quanto espresso sopra – prosegue la risposta di AssoDistil – vi è all’art. 32 del T.U.A., la definizione di alcole etilico rilevante ai fini della normativa accise, ossia “tutti i prodotti che hanno un titolo alcolometrico effettivo superiore all’1,2 per cento in volume...”, quindi comprendendo anche le miscele idroalcoliche derivanti dal processo di de-alcolazione dei vini.” Sulla produzione di queste miscele idroalcoliche (denominate “vini de-alcolati”) punta tuttavia un gruppo di produttori vinicoli rappresentati dall’Unione Italiana Vini (UIV), la quale vorrebbe che si intervenisse sulla bozza del Decreto Accise attualmente in lavorazione al ministero Economia e Finanze (MEF) perché – sostiene – “contiene norme che scoraggeranno le imprese a investire su questo business”. Commentando la bozza del decreto accise proposto dal MEF, che potrebbe avviare la produzione italiana di vini de-alcolati previa autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane, UIV esprime preoccupazione perché la norma prevista all’art. 33-ter prevede in particolare che possano essere autorizzati a ridurre il titolo alcolometrico i produttori di vino che operano in regime di deposito fiscale, e che l’alcol etilico ottenuto, raccolto in un recipiente sigillato dall’Agenzia delle Dogane, sia sottoposto ad accisa. Secondo il segretario generale dell’UIV, Paolo Castelletti, questo “provvedimento stroncherà sul nascere la filiera italiana dei vini de-alcolati in quanto pone limiti produttivi e un carico burocratico alle cantine tali da scoraggiare ogni investimento in questo innovativo business”.

Per giunta, non ne verrebbe alcun vantaggio per l’Erario, perché, spiega Castelletti, “nessun imprenditore investirebbe un milione di euro per produrre al massimo 50 ettolitri di alcole anidro, ovvero 500 hl di vino». Eppure, afferma il segretario generale dell’UIV, sarebbe già “in dirittura d’arrivo un decreto del ministero dell’Agricoltura, frutto di dialogo e concertazione con la filiera enologica, che porterebbe fuori i de-alcolati dal sistema delle accise e non renderebbe oneroso lo smaltimento della soluzione idroalcolica avendo come unico limite quello di essere applicato solo ai vini generici e varietali, non a quelli DOP e IGT”.

L’inserimento di DISTILLO Uno straordinario arricchimento delle tematiche di questo SIMEI arriva con l’inserimento del Distillo, il piccolo salone ultraspecializzato inventato con successo da Craft Distilling Italia, la creatura di Claudio Riva e Davide Terziotti. Corredato da una nutrita serie di relazioni tecniche e dibattiti fra gli specialisti (ne riportiamo l’elenco su queste colonne), il Distillo terza edizione esibisce al Padiglione 3 del SIMEI una importante selezione di espositori mirati al settore. Alcuni di questi ci hanno fornito un’anticipazione della loro proposta innovativa (li elenchiamo qui, in ordine alfabetico):ù

Anton Paar Italia

Anton Paar offre al mondo delle distillerie un’ampia gamma di soluzioni altamente personalizzabili: dalla lavorazione dei distillati puri alle analisi sugli aromi per le varie fragranze liquorose, passando per le analisi della concentrazione di zucchero nei soft drink. Strumenti da banco, sensori di processo e soluzioni portatili entry level, ideali per un monitoraggio efficiente di tutta la catena produttiva e un continuo miglioramento della qualità della routine lavorativa. Anton Paar Italia, nello specifico, è il punto di riferimento di tutto il mercato nazionale per la vendita e l’assistenza post-vendita, grazie a un team di esperti e tecnici certificati stanziati sulle varie regioni, vicini ai clienti e alle realtà produttive. (Espone anche al SIMEI, Padiglione 1 - stand E32)

Enartis

Enartis, azienda leader nello sviluppo e commercializzazione di soluzioni per l’industria enologica, estende il proprio expertise al settore dei distillati. Forte di una solida esperienza ed un approccio innovativo, la gamma è frutto di una ricerca avanzata e un supporto tecnico specializzato per l’intero processo produttivo di whiskey, brandy e rum. Offriamo soluzioni personalizzate dalla fermentazione della materia prima con nutrienti e lieviti specificatamente isolati e selezionati grazie al nostro centro di ricerca CERM (Centre of Excellence for Research in Microbiology), fino alle fasi di invecchiamento e pre-imbottigliamento con estratti di legno, gomme arabiche e derivati di lievito. Enartis espone allo stand N09 P10 di Distillo.

Frilli

Soluzioni innovative per la distillazione sostenibile sono proposte da Frilli, azienda leader nella progettazione e realizzazione di impianti di distillazione per la produzione di alcole neutro, assoluto e distillati, recentemente entrata a far parte del Gruppo Omnia Technologies. Frilli, che già si distingue per la sua esperienza nella produzione di apparecchiature industriali, fornitura di impianti e revamping di installazioni esistenti, nel contesto delle attuali sfide climatiche ha sviluppato una soluzione innovativa per la produzione di whiskey focalizzandosi sulla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2. La tecnologia proposta introduce un generatore di vapore avanzato che utilizza fonti di calore a bassa pressione e temperatura, recuperando il calore dei vapori alcolici per il riscaldamento degli alambicchi, riducendo significativamente l’impatto ambientale del processo di distillazione. La tecnologia chiave è la compressione meccanica dei vapori (MVC), applicata con un concetto innovativo a processi di distillazione discontinui. Il sistema sfrutta il calore dei vapori alcolici per generare vapore a bassa pressione (LPS), che viene poi compresso a media pressione (MPS) tramite un compressore meccanico, permettendo il riutilizzo del calore nel processo produttivo. Questo approccio riduce drasticamente la necessità di vapore fresco da caldaie tradizionali, abbattendo i consumi di combustibile fossile e le emissioni di CO2 di circa il 70%. L’innovazione non si limita al recupero del calore: la tecnologia MVC permette anche una riduzione dell’uso delle torri di raffreddamento, abbassando i consumi di elettricità e acqua. Il coefficiente di prestazione (COP) della distilleria, considerando queste ottimizzazioni, supera il valore di 7, evidenziando un’elevata efficienza energetica. La tecnologia è stata implementata con successo presso la Midleton Distillery in Irlanda, con una capacità produttiva di 70 milioni di litri di alcol all’anno. I risultati mostrano una riduzione complessiva dei consumi energetici del 62% e una diminuzione delle emissioni di CO2 di 20.000 tonnellate annue. Anche una distilleria scozzese, Brave New Spirits, sta adottando questa tecnologia per una produzione annuale di 2 milioni di litri di alcol, puntando all’eliminazione totale delle emissioni di CO2 grazie all’uso di una caldaia elettrica. Frilli presenta questa innovazione come un significativo passo avanti, con l’obiettivo di aumentare la distillazione sostenibile. L’adozione della tecnologia MVC non solo riduce l’impatto ambientale, ma migliora anche l’efficienza energetica e la sostenibilità delle operazioni di distillazione, rispondendo alle esigenze globali di riduzione delle emissioni di CO2 e promuovendo l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.

IL-TEC

La proposta di Il-Tec sottolinea i vantaggi dell’uso delle lattine per campionature, piccoli lotti e prodotti “Ready to Drink” (RDT), poiché nel settore della distillazione si sta aprendo la strada all’uso delle lattine in alluminio, che offrono ai produttori un’alternativa al vetro moderna e funzionale, ideale per cocktail e bevande pronte per il consumo. Essendo leggere, compatte e resistenti, le lattine riducono i costi di trasporto e minimizzano il rischio di rotture. Inoltre il prezzo della lattina è drasticamente inferiore a quello delle bottiglie di vetro e incontra l’esigenza dei produttori di inviare piccoli campioni di prodotto non solo a possibili clienti, ma anche a laboratori di analisi. Inoltre, molti comuni vietano il consumo di bevande in vetro in spazi pubblici per motivi di sicurezza, aumentando la domanda di alternative pratiche come le lattine. E infine, l’innovazione nel design delle lattine offre opportunità per un marketing creativo, rendendo i prodotti più distintivi e attraenti. In un mercato in rapida evoluzione, le lattine si confermano una scelta strategica e all’avanguardia per rispondere alle sfide contemporanee del settore delle bevande.

Savio

Il Gruppo Savio, fondato nel 1958 sulle Alpi, è in grado di produrre rum per marchi privati al fine di soddisfare le specifiche esigenze dei mercati di tutto il mondo, e di seguire i clienti durante l’intero processo, dalla produzione del rum all’imbottigliamento, dall’etichettatura al confezionamento. Forte di anni di esperienza e conoscenza acquisite nella creazione dei propri marchi (Rum Malecon, Ron Malteco, Ron La Cruz, The Demon’s Share, Rum Contadora) Savio vanta gusto e savoir-faire italiani nella realizzazione dell’intero processo, soprattutto nel suggerire le migliori soluzioni di packaging. Il Gruppo Savio è in grado di fornire rum distillato da melassa e rum distillato da succo di canna da zucchero. Il prodotto finale può essere un rum secco e forte, più adatto ai bevitori di cognac e whisky, oppure tendente al dolce per palati più giovani o per un pubblico poco avvezzo agli alcolici forti. Il mercato del rum sta diventando molto allettante e dal 2016 abbiamo assistito all’accelerazione della tendenza al rialzo per i rum premium e super premium. Questa crescita sta avvenendo soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. Inoltre, secondo le previsioni, nei prossimi anni i piccoli marchi premium di rum supereranno i grandi marchi premium delle multinazionali. Il gruppo Savio si propone in prima linea nella fornitura di rum sfuso a clienti di ogni continente.

Vinolok

Vinolok® propone la collezione DUET, la nuova serie di chiusure in vetro e legno per vini e distillati, che promette di rispettare l’integrità e qualità delle bevande nel segno della totale sostenibilità, coniugando l’eleganza del vetro con il fascino rustico del legno di faggio. La collezione DUET consiste in sei nuove forme compatibili con le principali imboccature delle bottiglie per spiriti, e offre un’ampia gamma di possibilità di personalizzazione. Secondo Vinolok®, Duet è in linea con le attuali tendenze del packaging che enfatizzano l’uso di materiali naturali, e riesce ad elevare l’imballaggio oltre la mera funzionalità, rispondendo ai criteri della sostenibilità con design innovativi e moderni.