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Oggi potrebbe essere la giornata con un primo esile segnale positivo dalla polveriera del Medio Oriente. E cioè l’apertura del confine con l’Egitto al valico di Rafah per concedere agli aiuti umanitari dell’Onu per i civili palestinesi. Il dramma continua, mentre si esaspera l’emergenza terrorismo. Sembra imminente l’invasione della striscia di Gaza da parte degli israeliani, ma la situazione è in continua evoluzione nonostante gli sforzi (sforzi?) diplomatici.


 
Ho voluto dedicare la parola della settimana a Dio perché, in fondo, dietro tutto questo c’è lo scontro tra le tre religioni monoteistiche e pure al loro interno se pensiamo ai cristiani di Russa e Ucraina. C’è violenza indubbia in chi ritiene di possedere la verità a scapito degli altri e mi colpisce sempre quella parte di cattolicesimo che rimprovera a Papa Bergoglio di essere apostata perché non rivendica la supremazia del suo Dio rispetto agli altri. Pensiamoci, ma tanto del conflitto geopolitico ed economico dipende da questo snodo.
 
Cosicché, nell’Italia squallida dei Giambruno (e per fortuna il Paese non è costui, anche se in molti tratti ci assomiglia) colpisce il ritorno alla piazza della Lega che - per aiutare il clima di convivenza civile - punta all’identità e al muro contro l’islam (i cui estremismi non vedono l'ora d’infilarsi dentro una gazzarra del genere).
 
Vi abbiamo proposto in questi ultimi sette giorni due approfondimenti internazionali, sia su Israele, Palestina e Hamas sia sull’Azerbaigian (che tendiamo a dimenticare in quanto nostro fornitore di energia, ma protagonista della brutta vicenda del Nagorno Karabakh). E poi ci siamo concentrati sull’economia e la finanza: l’ambiente secondo Francesco, il pianeta lavoro degli artigiani, i conti dell’Italia sotto esame delle agenzie di rating, gli sportelli bancari sempre meno diffusi.
 
Ci stiamo addentrando in un inverno ben più complicato del previsto, ma ormai l’incertezza è diventata un elemento strutturale della nostra quotidianità. Noi cerchiamo, nel nostro piccolo, di fornire strumenti per capire e per orientarci, a partire dalla nostra bussola domenicale per capire gli eventi da monitorare nella settimana entrante.
 
Mi viene da dire: non allarghiamo le braccia, non arrendiamoci al fatalismo, ma troviamo strade civiche per invertire la rotta di questa complessa stagione. 
Bottom up, partendo dal basso.
 
Buon fine settimana
 
Francesco Antonioli
Direttore
Mondo Economico
 
 
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