E’ sempre stato piuttosto difficile fare previsioni di ampio respiro nel mondo del vino, difficoltà che hanno avuto una ulteriore impennata nel periodo Covid / post - Covid. Sono cambiati per un paio di anni usi e costumi, con inevitabili conseguenze e strascichi anche a crisi sanitaria superata. Come se non bastasse, sono mutati nel contempo anche i “gusti” dei consumatori, con nuove tendenze, …. e/o con un approccio diverso al vino, dovuto alla situazione creatasi.
Per ora nulla di catastrofico, ci sono sempre state “le mode” anche se, fino a qualche tempo fa, l’onda del cambiamento era piuttosto lunga e dava il tempo per un graduale adattamento o adeguamento alle nuove richieste del mercato.
Aggiungiamo all’imponderabile anche il cambiamento climatico, oltre al naturale ricambio generazionale, per chiudere il quadro della situazione. Quindi?
Secondo un’ analisi condotta da Sotheby’s Wine and Spirit, il Financial Times per passare a La Place de Bordeaux, ecc. ) si possono trarre delle indicazioni che potrebbero essere davvero interessanti. A titolo di esempio: Sotheby’s Wines and Spirits ha dichiarato che “ … circa il 40% dei nuovi acquirenti ha meno di 40 anni”. Secondo il Financial Times i Centennials (1995 - 2010) che sono 1/3 della popolazione mondiale ed i millenials (post 1980 - 1994) sono le categorie trainanti a cui porre attenzione, in quanto saranno “il futuro” almeno fino al 2030.
Ma vediamo quali sono le principali tendenze individuate dagli esperti di settore.
La pandemia è stata micidiale per l’Horeca: ( svendite di vini per sopravvivere ); le carte dei vini subiranno una riduzione dell’offerta, considerando le perdite subite ed il costo per ripristinare le scorte. Consapevolezza: i “better for you” negli USA, venduti ma soprattutto pubblicizzati come vini “low - carb”, piuttosto che privi di fitofarmaci. Vini che alla fine potrebbero tranquillamente essere “assimilati” ai vini nostri vini biologici o “organic wine”. Ma al di là dei coloriti “nomignoli”, la tendenza è per una gradazione alcolica contenuta; sembrano proprio finiti i tempi dei vini dalle gradazioni iperboliche; c’è una maggiore richiesta di vini bianchi / rosati ( orange wine ) e frizzanti / spumanti, ed una leggera flessione dei rossi, sia chiaro con tutti i distinguo del caso. Stiamo parlando di tendenze; alcuni prodotti e/o marchi sono e resteranno i punti di riferimento per molte categorie.
La rivoluzione in atto riguarda un po’ tutta la filiera, dalla vigna al prodotto finito; sono sempre più richiesti prodotti biologici, organici, naturali, ecc., anche se qualche volta si sfocia nella filosofia più che nella scienza, il trend è comunque riscontrabile anche in altre bevande, come ad es. la birra. Esempio ne è che fino a pochi anni fa guai se un prodotto presentava un leggero “fondo” o una leggera torbidità dovute ai lieviti o la c.d. “camicia” nel caso dei vini rossi ( francesi a parte ), ora il “non filtrato” il “leggermente velato” piuttosto che il “fermentato in bottiglia” (generalmente frizzanti), Pét -nat (Pétillant - natutelle) sono ambiti e richiesti.
E’ vero che si va’ da un eccesso all’altro. Oggi l’imperativo dei consumatori, come confermato dalle riviste menzionate è : “ moderazione” e “salubrità”, vista come una scelta personale e non come imposizione.
Potrebbero sembrare obiettivi ( vini ) facili da ottenere, ma così non è: nel 1980, forse, c’erano le condizioni per poterli fare, ma all'ora il consumatore chiedeva altro, ed oggi … mancano alcune condizioni: cambiamento climatico in primis.
In sintesi
- Il vino è un bene voluttuario, anche se fa parte della c.d. “dieta mediterranea”
- viene data sempre maggiore attenzione alla “salubrità” e “consapevolezza” nel consumo (better for you - nuovo slogan USA)
- veloce cambiamento di tendenze (gusti ) nei consumatori ( es.: wine - cooler anni ’80, ora stanno tornando sotto forma di mix )
- anche alcuni “grandi vini” saranno rivisitati ( gradazioni alcoliche esagerate e non solo) [distinguo tra francesi e nazionali come l’Amarone]
- indipendentemente da tutto è pur sempre un processo biologico e come tale necessità del controllo antropico ( visivo, ecc., con interventi manuali o automatici )
- come tutti i processi biologici il risultato non è sempre scontato, il desiderato / l’obbiettivo e comunque il millesimo conta ( con 35 vendemmie alle spalle: non ne ricordo di due simili )
- ci sono molti miti da sfatare e luoghi comuni che sono solo retaggio di una cattiva comunicazione o del solito passaparola tra pseudo - connoisseur
- viene troppo spesso ignorata la scientificità ( ricerca multidisciplinare ) a favore della poesia - fantasia, piuttosto che ricerche molto importanti ma di difficile applicazione, piuttosto che a costi non sostenibili.
- da non dimenticare che il vino è a pieno titolo una sostanza alimentare e come tale normata ( vedi processi produttivi ) “naturale” non è sinonimo di “casuale” o di “ il vino si fa da solo, basta ottima uva …”
- la maggior parte dei c.d.” problemi “ del vino derivano dal vigneto …
- infine, ma non ultima, la pandemia ha stravolto completamente il mercato del vino dalle scelte dei consumatori, alla riduzione delle offerte nelle wines - list dei ristoranti …
“ … la tecnologia serve a sopperire se non completamente, almeno in parte, a quelle che sono le deficienze naturali o gli “imprevisti” dell’annata …”