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“I laboratori con gli studenti del Politecnico delle Arti di Bergamo hanno attivato traiettorie, mappature e geografie umane per ripensare la dimensione urbana alla luce del proprio percorso di crescita”, racconta Valerio Rocco Orlando “Chi diventare? sintetizza ed espande questo processo condividendo con la città una domanda esistenziale sul futuro del lavoro”.
“Siamo felici di accogliere il lavoro di Valerio Rocco Orlando nella nostra Collezione, e di presentarlo in concomitanza con gli ultimi giorni di apertura della mostra “La Collezione Impermanente #4” conclude Lorenzo Giusti, Direttore della GAMeC. “Questo intervento – di cui Academia Berlucchi si è fatta promotrice e sostenitrice – suggella, con un gesto sensibile, la decennale e fruttuosa relazione fra la Scuola d’arte di Bergamo e la Galleria d’arte moderna e contemporanea della città”.
CASA DEI TALENTI BERLUCCHI e VITE OPEROSE
Con il progetto Vite operose Guido Berlucchi ha dato il via a Casa dei Talenti Berlucchi: un format diretto da Caroline Corbetta, curatrice d’arte contemporanea e membro del Comitato Scientifico di Academia Berlucchi, finalizzato alla realizzazione di programmi culturali di rigenerazione e promozione del territorio della Franciacorta, e alla valorizzazione delle persone che vi operano, in un’ottica di sostenibilità umana e ambientale.
Il progetto Artistico Vite operose ha debuttato in Franciacorta nel mese di gennaio con un primo ciclo di laboratori che ha coinvolto, su base volontaria, un gruppo eterogeneo di collaboratrici e collaboratori della Guido Berlucchi con i quali Valerio Rocco Orlando ha indagato la dimensione operosa della Franciacorta. Questo articolato processo ha portato alla selezione, da parte dell’artista, di una frase, emersa nel corso degli incontri, che condensa simbolicamente vari temi, tra cui le relazioni fra le persone e con il territorio, la dignità del lavoro e l’identità di queste zone in cui si intrecciano ruralità e urbanità, natura e cultura.
“IL LAVORO HA DIVERSI VOLTI” è il pensiero che l’artista ha formalizzato in una scultura luminosa al neon, lunga quasi 6 metri, oggi esposta sulla torre del Castello Berlucchi di Borgonato.
La fase conclusiva del progetto vedrà la presentazione, il prossimo 26 settembre, dell’ultima opera del ciclo a Brescia presso il Museo di Santa Giulia, in collaborazione con Fondazione Brescia Musei.
Qui, attraverso il confronto con la curatrice Caroline Corbetta e le istituzioni locali, è stato identificato come terzo interlocutore del progetto una comunità eterogenea composta da mediatori culturali di diversa origine e provenienza, che da anni operano all’interno del Museo di Santa Giulia. Insieme a questo gruppo, l’artista ha riflettuto sulle forme di cittadinanza digitale scaturite dall’esperienza comune di valorizzazione del patrimonio culturale, e sul ruolo del lavoro visto come strumento di definizione individuale e di integrazione sociale.
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