In questo sito possono essere usati cookie per garantire una ottimale fruizione dei suoi servizi.


Articolo di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**


Il lento processo di de-dollarizzazione del commercio mondiale continua e va molto oltre i lavori
del Brics. L’ultimo step è stato la decisione di India e degli Emirati Arabi Uniti (Eau) di regolare il
commercio bilaterale in valute locali. L’Indian Oil Corp, la principale raffineria di greggio del
paese, ha acquistato 1 milione di barili di petrolio dalla Abu Dhabi National Oil Company e ha
effettuato il pagamento in rupie e non in dollari USA.


Nel 2022 il commercio tra India e Emirati Arabi Uniti è stato pari a circa 84 miliardi di dollari con
un aumento del 68% rispetto all’anno prima.

In precedenza i due paesi avevano sottoscritto un Memorandum d’intesa che include appunto una
disposizione per regolare il commercio bilaterale in monete locali. La decisione mira a ridurre la
dipendenza dal dollaro, tagliare i costi di transazione e favorire i pagamenti in tempo reale per il
commercio transfrontaliero.


E’ un fatto importante nei mercati energetici globali e nella finanza internazionale perché ancora
oggi circa l'80 percento delle vendite di petrolio avviene in dollari. Secondo la Banca dei
regolamenti internazionali di Basilea, il dollaro rappresenta circa il 90% delle transazioni globali in
valuta estera, anche se gli Usa rappresentano solo il 25% della produzione mondiale. Tuttavia, la
quota in dollari nelle riserve valutarie delle varie banche centrali è scesa dal 72% del 2000 al 59%
di oggi.


Perciò il frequente uso del dollaro come “arma” rischia di ritorcersi contro. Secondo esperti indiani
le sanzioni americane sono state in gran parte inefficaci nel cambiare il comportamento dei governi
di Corea del Nord, Iran e Russia. Hanno inflitto, però, un notevole danno economico.
Non é la prima volta che Nuova Delhi acquista petrolio con una valuta diversa dal dollaro. A marzo,
l'India, il terzo importatore mondiale di petrolio, ha acquistato energia russa in valute diverse dal
dollaro, tra cui il dirham degli Emirati Arabi Uniti e il rublo russo.

Al riguardo, siccome la Russia ha una bilancia commerciale molto favorevole con l’India, le
controparti stanno esplorando le possibilità per convertire le rupie accumulate da Mosca in altre
valute.

L'anno scorso, la Reserve Bank of India (Rbi) ha proposto un modello per stilare degli accordi
commerciali che prevedono l’uso di valute locali allo scopo di sostenere le esportazioni in un
commercio internazionale lento.

La Rbi afferma che l'utilizzo delle valute nazionali può migliorare le relazioni commerciali
bilaterali e consentire ai paesi di allocare i saldi in eccesso alle attività locali, siano essi titoli di
stato o obbligazioni societarie.
Nel 2023 le istituzioni finanziarie di 18 paesi, tra cui Bangladesh, Israele, Nuova Zelanda, Russia e
Regno Unito, sono state autorizzate dalla Reserve Bank ad aprire conti speciali per regolare i
pagamenti in rupie.

Secondo la Rbi ciò favorirebbe l’internazionalizzazione della rupia, anche grazie al fatto che l'India
ha compiuto notevoli progressi in termini di convertibilità del conto capitale, d’integrazione della
catena del valore globale, anche con la creazione di un hub finanziario, la Gujarat International
Finance Tech (GIFT) City.

Sembra, quindi, evidente che mentre il dominio del dollaro rimane per ora incontrastato, esso ha
iniziato a erodersi lentamente e in futuro l'ordine economico dovrà evolversi per guardare oltre la
valuta USA", ha affermato la Rbi.

Il rapporto della banca centrale è arrivato mentre il primo ministro Narendra Modi è impegnato in
una campagna per sostenere i vantaggi dell'internazionalizzazione della rupia, che implicherebbe
anche la sua digitalizzazione. Il suo governo ha lanciato la Foreign Trade Policy (FTP), la nuova
politica sul commercio estero per il 2023, con l’obiettivo di porsi come partner affidabile e di
facilitare e aumentare i suoi commerci internazionali. Per convertire la rupia in una valuta globale
accettabile per le transazioni commerciali, l’India deve raggiungere un surplus commerciale o
almeno un surplus delle partite correnti.

Mentre l'iniziativa mondiale di de-dollarizzazione ha preso piede negli ultimi due anni, gli esperti
indiani concordano sul fatto che ci vorrà del tempo prima che il dollaro venga detronizzato e anche
che la valuta indiana sia pienamente accettata come mezzo di scambio nel mercato globale.
Nel frattempo, Nuova Dehli sta considerando di rivitalizzare ed espandere l'Asian Clearing Union
(ACU), lanciata nel 1975 congiuntamente da Nepal, India, Sri Lanka e altri paesi asiatici per
promuovere e regolare le transazioni transfrontaliere attraverso le valute locali.

*già sottosegretario all’Economia **economista