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La contesa tra i due miliardari americani, Elon Musk e Mark Zuckerberg è diventata, complici diversi attori nostrani, una contesa nella contesa. Infatti, in questi giorni si sono succedute varie proposte, a volte anche molto bizzarre come bizzarra risulta per certi versi la stessa iniziativa, per la scelta della location che dovrebbe fare da teatro allo scontro tra i due novelli gladiatori.

IWS ha istituito un gruppo redazionale con Mauro Maccario, Maurizio Brunori e Vilma Nazi dedicato all’analisi dell’iniziativa e all’elaborazione di un commento, con particolare riguardo alle reazioni ed ai commenti istituzionali.

In effetti si tratta di un salto di civiltà: un salto da un gradino di cultura e di dignità al baratro della prostituzione intellettuale e non solo.

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Un mondo scomparso: Via Veneto

 

I due si scherniscono sui social come adolescenti prima ancora di entrare nell’arena per il loro combattimento di arti marziali miste in una "location epica" con lo sfondo dell'antica Roma, come proposto da Elon Musk, patron della Tesla e di Twitter-X dopo un colloquio con la premier e il ministro della cultura italiani che non ha sortito effetti positivi.

Il duello tra i due imprenditori globali per molti giorni ha continuato a scaldare il dibattito italiano di Ferragosto e ad alimentare la corsa per ospitare un evento planetario che sarà trasmesso in streaming sulle piattaforme social dei due contendenti e molto probabilmente da tutte le TV più importanti del pianeta.

Esclusa la città eterna e il Colosseo dal ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, nel toto-nomi ci sono l'Arena di Verona, Ostia Antica ma soprattutto Pompei, "il luogo più adatto" secondo il sindaco Carmine Lo Sapio. Il primo cittadino di Taormina Cateno De Luca ha proposto il teatro antico mentre il governatore della Calabria Roberto Occhiuto ha chiamato Sangiuliano per candidare ufficialmente la sua regione, "la culla dei Bronzi di Riace".

Ad ora pare che la controproposta di Zuckerberg sia la Francia, Parigi. Sulla scelta delle armi non si sa molto a parte il tweet di Musk in cui scrive: “Ho sfidato Mark Zuckerberg a un duello laser. Chi vincerà avrà il controllo del futuro della tecnologia.”

Sia come sia, su questo fatto di cronaca, nell’analisi di Mauro Maccario si possono fare diverse e contrapposte considerazioni:

1) In realtà è tutto concordato per occupare la scena e darsi ulteriore visibilità e la sfida non ci sarà mai, ma continueranno ancora le schermaglie sui social; il primo segnale di questo è la controproposta sulla location, ovviamente nessuno dei due può permettersi di accettare la proposta dell’altro, sarebbe già una prima sconfitta morale.

2) Non c’è niente di concordato e Mark Zuckerberg ha compreso subito la potenzialità in termini di promozione dell’immagine di un tale teorico duello e lo sfrutterà senza però mai accettare realmente la sfida. In ogni caso i benefici saranno per entrambi i contendenti quindi c’è già un tacito accordo di non belligeranza, una sorta di guerra fredda.

3) La sfida prima o poi ci sarà ma non avverrà fisicamente. Sarà invece tenuta, come meglio si addice alle figure e alle aziende dei due duellanti, in una dimensione di realtà virtuale e per assistervi si dovrà pagare parecchio in termini di costo del biglietto, TV comprese.

4) La sfida sarà effettivamente tenuta in una arena e i due indosseranno futuristiche armature come quelle viste nel film Star Wars, con buona pace dell’atmosfera antico romana evocata da Musk. L’esito del combattimento, precedentemente concordato, dovrà soddisfare la dichiarazione dello stesso Musk che chi vincerà avrà il controllo della tecnologia futura, quindi chi perderà dovrà vendere all’avversario le proprie società.

5) E se alla fine tutto si risolvesse in una bolla di sapone? O come direbbe William Shakespeare, in tanto rumore per nulla? Potrebbe intervenire nella singolar tenzone anche Sundar Pichai CEO di Alphabet, la società madre di Google, che sculaccerà e renderà inoffensivi entrambi i monelli.

Come avevano ben intuìto Maccario e tanti altri, commenta Maurizio Brunori, sulla mega farsa della sfida dei supermiliardari sembra calato il sipario. Il patetico spettacolo da circo che si stava prospettando non andrà in scena. I due finti contendenti si sono fatti una pubblicità di dubbio gusto ma planetaria

Vanno fatte almeno due considerazioni. 

La prima è che il mondo non aveva mai assistito ad una concentrazione di potere economico e finanziario in così poche mani. Non sorprende che i detentori di un simile potere diventino sempre più narcisisti, arroganti e prevaricatori. E per il resto del mondo è sempre più difficile difendersi, ammesso che voglia farlo.

La seconda è che i loro cinici calcoli lasciano in giro per il mondo macerie morali. In Italia sono stati molti, quelli tentati di assicurarsi lo strombazzato evento del secolo! (Las Vegas ci poteva stare; ma Roma, Pompei, Verona, e la Calabria e Benevento...?) Per un ritorno d'immagine e un pugno di dollari in più siamo ormai pronti a tutto?

Ha ragione chi sostiene che è un salto di civiltà: un salto da un gradino di cultura e di dignità al baratro della prostituzione intellettuale e non solo.

Io sono d'accordo, afferma Maurizio Brunori, che siamo di fronte ad un cambio epocale. Viviamo ormai nella società dell'informazione, caratterizzata dalla netta prevalenza dei beni immateriali. Con le nuovissime tecnologie sarà sempre più difficile distinguere tra il reale e il virtuale, tra il vero e il verosimile. I nuovi padroni dei nuovi mezzi di produzione - per primi, appunto, Zuckerberg e Musk - si stanno procacciando non solo una ricchezza spropositata, ma anche un potere inaudito. Con le loro tecnologie potrebbero arrivare a controllare la finanza e quindi la politica! (Lo stesso Elon Musk dice: "Rischiamo sconvolgimenti epocali!". Ma lui è uno di quelli che li provoca!!)

Io credo che ciò che sconvolgerà tutto sarà l'Intelligenza Artificiale. Sta cambiando la natura dei robot, che ora imparano dagli errori e si adattano. La fusione prossima tra l'IA e l'uomo - prevedono molti - porterà ad esseri umani simili ai cyborg, parte umani e parte macchine. Si parla già di Transumanesimo. 

(Intanto, sul piano più attuale e più politico, Henry Kissinger dice: "La nuova guerra, fredda o calda, tra Usa e Cina per il dominio del mondo si gioca sull'IA".)

Ci sarebbero tante cose da dire, da aggiungere: siamo appena ai primi balbettii di questa nuova (in)civiltà!

Musk e Zuckerberg dovevano o dovranno avere sul ring un incontro di Kick boxing più che di boxe, cioè
della nobile arte. Per vincere quale titolo? si chiede Vilma Nazi. Il controllo sulla comunicazione virtuale, il mondo che ci sta sommergendo. Non so bene a che cosa andremo incontro, sento che cambierà ogni cosa, perchè già oggi mi mancano i parametri di giudizio su comportamenti, atteggiamenti, competenze, abilità… e ho pochi
amici con cui condividere un discorso.

Di fronte agli “sconvolgimenti epocali” profetizzati da Elon Musk noi dobbiamo costruire un linguaggio
nuovo e dimenticare il senso delle parole che oggi usiamo e dimenticare ,dunque,anche le regole della
disciplina della boxe e dei pugni dei suoi campioni. Propongono o propagandavano un duello consacrato
dalla storia, dalla poesia omerica e sapevano loro muoversi, colpire con la precisione e ,direi, la grazia di
mitici campioni, tra tutti quelli del nostro paese, come Tiberio Mitri? Era divenuto un eroe nell’Italia ancora
sotto le macerie della guerra e con Trieste ancora zona occupata e lui sorridente e abbracciato alla sua
bellissima fidanzata Fulvia Franco. Entrambi erano triestini ed entrambi hanno aiutato a far conoscere
l’Italia con la loro fisicità.

I due magnati combatteranno per il controllo sull’informazione, sulla finanza, non possono parlare di combattimento, di pugni, di location perché sono due piani paralleli : uno il linguaggio e
l’altro la rappresentazione, il significante e il significato.

Gli uomini, le loro anime, le loro passioni, i loro sorrisi, le carezze e le “dolci ebbrezze” non contano: annullati. E’ il Transumanesimo che inizia con l’Intelligenza Artificiale e non con il ‘dolce stil novo’.

(Continua)