Le colline del Soave sono costituite da terreni vulcanici e sedimenti dai tratti inconfondibili. Un elemento di unicità che ha portato il Soave a fondare e guidare un movimento internazionale di territori e prodotti enologici accomunati da questo tratto identitario, i Volcanic Wines.
L’importanza del vino Soave fu riconosciuta fin dal 1931, anno in cui ottenne la menzione di “Vino Tipico” italiano, mentre nel 1968 nasce la Denominazione del Soave. Nel 1998 la doc Soave è prima in Veneto ad ottenere la Docg con il Recioto di Soave, a cui segue nel 2002 il riconoscimento del Soave Superiore Docg. Nel 2018 il comprensorio produttivo del Soave ottiene il riconoscimento Gihas-FAO quale “patrimonio agricolo di rilevanza mondiale”.
Ma l’apice della valorizzazione giunge nel 2019, quando il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali approva l’adozione delle UGA, dividendo ufficialmente l’area del Soave in 33 cru, ovvero Unità Geografiche Aggiuntive che identificano e valorizzano i più prestigiosi e storici vigneti della denominazione. Le UGA sono l’ultimo tassello di una centenaria opera di valorizzazione territoriale che fa del Soave uno dei luoghi vinicoli italiani più importanti per il legame che ha saputo instaurare tra uomo e natura.
Prodotto con un minimo di 70% di Garganega e il 30% di Trebbiano di Soave o Chardonnay, il Soave è un vino bianco di colore giallo paglierino tenue, tendente al verdognolo. Al naso si presenta delicato e intenso, fine, mentre in bocca fa percepire tutta la sua natura “vulcanica”: mineralità spiccata, persistenza e sapidità, ben bilanciate in una struttura elegante e complessa.